Copertina 5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2003
Durata:49 min.
Etichetta:Napalm
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. WAHNTRIEB
  2. MEIN LAND
  3. DIE KRAFT
  4. HOCH AUF
  5. TIEF BEGRABEN
  6. DIE SONNE ÜBER UNS
  7. ÜBER TAUSEND STERNEN
  8. FLIEG
  9. ES KOMMT DER TAG
  10. NEBELREICH
  11. NORDTAL

Line up

  • Dennis Mikus: vocals, guitars, synthesizer
  • Niklas Paternek: bass
  • Dominik Sapia: drums
  • Till Maiwald: guitars

Voto medio utenti

I teutonici Eisheilig, originari della città di Bochum, si sono formati solo pochi anni fa, alla fine del 1998. Con il loro debut album hanno ottenuto un discreto successo in paesi come il Belgio e soprattutto la natia Germania, notoriamente molto aperti e ben disposti verso chi propone sonorità goticheggianti, siano esse più tradizionali e orientate verso il rock oppure un po' più moderne e tendenti al metal. Il fatto però è che il pubblico tedesco riesce a fagocitare praticamente di tutto, compreso quello che viene proposto da gruppi abbastanza dozzinali e privi di grosse qualità, come del resto sembrano essere gli stessi Eisheilig. Questo nuovo lavoro infatti tende ad annoiare ed appare senza mordente: fin dall'inizio il gothic rock (con venature metal) di questo quartetto non riesce a convincere e tale sensazione rimane anche man mano che i brani si susseguono, senza che ci sia mai qualcosa in grado di tramutarla in un'impressione positiva. Quello che viene proposto in "Die gärten des herrn" prende spunto dal sound di band come Moonspell, Lacrimosa e Garden of Delight, con l'aggiunta di una voce che a volte tende ad essere piuttosto simile a quella di Fernando Ribeiro dei già citati Moonspell (vedi nel caso di "Wahntrieb" o "Nebelreich") ed altre invece ricorda maggiormente Ville Valo degli Him (per esempio in "Flieg"). Sempre a proposito di influenze fin troppo palesi che si possono riscontrare nella musica del gruppo, beh andatevi ad ascoltare la traccia intitolata "Es kommt der tag", che ha proprio l'aria di essere una brutta copia di un brano dei Type O Negative. Troppe somiglianze sospette insomma, che alla fin fine si rivelano anche abbastanza irritanti e decisamente non in grado di "salvare la faccia" a questo disco. Se continuano in questa direzione, non credo proprio che gli Eisheilig potranno andare molto lontano: magari nel loro paese d'origine verranno anche tenuti in considerazione, ma qua da noi (e in molti altri posti) c'è bisogno di un po' più di "sostanza" e di elementi concreti per poter affermare che un gruppo ha delle capacità (o che ha realizzato un disco apprezzabile), due cose che al momento non hanno proprio alcun tipo di attinenza con ciò che questa formazione ha dimostrato di essere in grado di fare.
Recensione a cura di Angela 'Grendel' Benemei

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