(Metal Is / Edel)Queensryche - Tribe

Copertina Primo studio album per Sancturay Records, etichetta presso la quale i Queensryche sono approdati con la pubblicazione del live Live Evolution e che vede per molti aspetti la band capitanata da Geoff Tate fare un passo indietro verso il sound che fece la loro fortuna con album quali Empire sopra tutti. È innegabile che un passo indietro dopo i poco fortunati e apprezzati tentativi rappresentati da Hear In The Now Frontier e Q2K sia stato compiuto dalla band, non a spingersi fino i livelli massimi dettati da Rage For Order o Operation Mindcrime, ma sicuramente la classe e lo stile sobrio, che da sempre caratterizza i Queensryche, sono tornati di nuovo in luce con Tribe. Le 10 tracce del nuovo album, caratterizzate da uno spiccato senso melodico e da una gran eleganza, sono tutte di alto livello qualitativo, volte alla ricerca di semplicità e immediatezza più che mai rispetto al passato, ma non per questo banali o intuitive, anzi ancor più valorizzate in questa loro veste spoglia e diretta. Le iniziali "Open" e "Losing Myself" sono emblematiche sotto questo aspetto e si imprimono immediatamente nella mente per i loro refrain e per le loro melodie, accattivanti e dal gusto tipicamente Queensryche, che sembrano riprendere proprio là dove la band aveva interrotto con Empire. Dalla metà del disco in avanti invece, ovvero da "Rythm Of Hope" in poi, lo standard generale subisce un'inversione di tendenza, presentando brani più volti ad una certa ricerca introspettiva, più cupi e difficili da assimilare: ritmiche molto lente e cadenzate, innesti acustici e chitarre insolitamente ribassate caratterizzano brani quali la title-track, "Blood" e "Under My Skin". Anche sotto questa luce, meno accesa e più sfumata, Tribe si dimostra essere un disco davvero valido, allo stesso tempo un passo avanti per certe scelte e un passo indietro al sound del passato per certe altre, che presenta una band consapevole delle proprie attuali potenzialità e di tutto quello di positivo che nel passato i Queensryche hanno costruito.

Modifica album


Ultime opinioni dei lettori

Avatar Dr. Stein
Voto: 2,5mezza delusione

molti lo reputano quasi come il disco della rinascita dei 'Ryche, invece per me non fa altro che continuare sul discutibile sentiero intrapreso da "Promised Land" in poi. Posso salvare non più di 3 o 4 brani,il resto è da dimenticare. Si dovrà aspettare l'ottimo "Operation Mincrime vol.2" per ritrovare la band di Seattle in grande forma!

Aggiungi la tua opinione Leggi tutte le opinioni

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?

Genere: Heavy Metal
Anno di uscita: 2003
Durata: 42 min.
Tracklist:

  1. OPEN
  2. LOSING MYSELF
  3. DESERT DANCE
  4. FALLING BEHIND
  5. GREAT DIVIDE
  6. RHYTHM OF HOPE
  7. TRIBE
  8. BLOOD
  9. UNDER MY SKIN
  10. DOING FINE

Line up:

  • Geoff Tate: vocals
  • Kelly Grey: guitars
  • Michael Wilton: guitars
  • Eddie Jackson: bass
  • Scott Rockenfield: drums

Voto medio utenti: Voto: 2,5

7,5
Recensione a cura di
Marco 'Mark' Negonda
In vendita su EMP
Copertina
19.99 € / Disco Blu-Ray
Copertina
18.99 € / 2-LP
Copertina
17.99 € / CD (Digipak, Ed. Speciale)
Copertina
Dello stesso genere
Copertina Essenza
XIII Anniversary Live
(2006)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina SoVVeRSiVo
Wild Emotions
(Autoprodotto / 2008)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina Anvil
Worth the Weight
(Mausoleum / 1991)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina Death Riders
Through Centuries of Dust
(Lost Sound Records / 2011)
Nessun voto
0 opinioni
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.
Facebook Facebook YouTube YouTube MySpace MySpace Twitter Twitter Last.fm Last.fm Picasa Picasa Web Aggiungi notizia Segnala notizia Aggiungi concerto Segnala concerto
Loading