(23 febbraio 2012) Agghiastru - 23 Febbraio 2012 (Teatro Coppola, Catania)

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Provincia:CT
Costo:non disponibile
Quanti conoscono la proposta di Agghiastru sanno bene che un suo concerto è quasi un'esperienza mistica, un dedalo di suoni, melodie e atmosfere che percorrono i cretti bui dell'animo umano, mettendo in risalto quei lati oscuri e arcaici della sua, della mia, Sicilia.
L'esperienza prettamente musicale passa quasi in secondo piano già durante l'ascolto dei suoi lavori, figurarsi durante un concerto all'interno del vecchio teatro Coppola di Catania, primo teatro della città (1821), che per anni è rimasto abbandonato e in disuso, tornato alla vita soltanto recentemente grazie al lavoro di un gruppo di artisti, maestranze e operatori.

La scenografia è essenziale e cupa: un telo nero alle spalle e ai lati, la tastiera coperta da un lenzuolo come fosse un altare sconsacrato, la cassa della batteria riprende la copertina dell'ultimo album, “Disincantu”, mentre una fila di lampadine, gialle e spoglie, sfila dietro la testa di Agghiastru, donando una spettralità visiva maggiore alla musica proposta dalla band.
Una musica che danza fra folk e rock, fra ambient e indie, influenzata a volte da suoni arabi e africani, venata nelle atmosfere dall'oscurità, da una malvagità lontana e da un senso d'angoscia e ansia che s'avvicina a territori battuti dal black metal e dal gothic; da un senso di rassegnazione che ricorda l'uomo che s'abbandona agonizzante alla morte. Agghiastru il cantastorie, per autodefinizione, dimostra un'ottima padronanza del palco, una presenza scenica perfettamente in linea con la musica suadente e lenta che propone, indissolubilmente legata al siciliano, alternando presentazioni sussurrate ad altre sature di un'amara ironia, dando spazio ai suoi musicisti di esprimersi e accompagnarlo all'interno di una Sicilia metafisica, minacciata da una morte lontana e da un amore intenso e sfuggente.

I pezzi proposti suonano tutti al limite dell'acustico: la chitarra di Patrick Rotolo con volumi bassi e pochissima distorsione, il basso insistente di Franco Barbata, la batteria dal suono ritmico e ripetitivo di Tati Natasha, la chitarra classica che a volte imbraccia lo stesso Agghiastru alternandola alla tastiera o al “friscaletto” ( lo zufolo). Diversi pezzi hanno fatto a meno del suono secco della batteria, altri ancora davano scena al solo Agghiastru alla tastiera, accompagnato alla fine con chitarra e batteria da due ospiti (Basile e Caudullo); in altri ancora sarebbe servito, parere personale, uno strumento a fiato capace di spezzare o accompagnare i pezzi. Benchè la prestazione in generale dei musicisti non mi è parsa esente da errori e incertezze, è comunque notevole l'amalgama finale, il telo musicale creato per avvolgere il pubblico. La musica è sembrata passare in secondo piano, “l'intrattenimento” (brutta parola) musicale generato è diventato così un mezzo per comunicare ed incantare lo spettatore, attraverso il suono di piccole perle quali “Tintatu”, “Idda”, la cover funurea di “Vitti na Crozza”, per quasi due ore di musica e atmosfere sciamaniche.

Alla fine del (forse troppo) lungo concerto, dopo gli applausi del pubblico, dopo le luci accese e la gente che sfila via dal piccolo Teatro, sembra rimanere quell'Incanto sul palco, quell'Agghiastru, quell'olivo selvatico con frutti piccoli e secchi, che con radici profonde e resistenti affronta amaramente e a viso aperto la vita e la propria terra, strettamente legate ad amore e morte.
Sarebbe stato un grosso peccato perdersi un concerto del genere.

Erlik “Giovanni” Khan


Setlist

1. Amorte
2. Tintu
3. Fuì

*d'amore andato a male e di vita finita peggio
4. Ferru e focu
5. Idda/lei
6. L'Incantu

* da cantastorie
7. Nichea
8. Saru Mantici
9. La stanza
10. Fiori d'arancio e Crisantemi
11. Campari
12. Paria

* della morte!
13. Vitti na crozza
14. Unia
15. La morti

*del deserto
16. L'Ombra (feat. Cesare Basile e Marcello Caudullo)
17. 'Ula arsa
18. Suli

19. Carennu
20. Rosa
21. Addisiu

* finale solo al piano
22. Tintatu



Report a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 19 mar 2012 alle 23:10

è veramente un altro artista in queste vesti, ma devo dire che non mi dispiace, se non altro dimostra di essere un musicista più completo di quanto si possa pensare. Bella e originale poi l'idea di fare un tour nei teatri.

Inserito il 16 mar 2012 alle 15:54

Quindi, secondo te, uno non può avere altri interessi nè dedicarsi ad un altro genere di musica?? BHUAHAHHAHAH!!

Inserito il 14 mar 2012 alle 14:17

BHUAHAHHAHAH! MA COME CAZZO SI E' RIDOTTO!!!!!! AHHAHAHAHHAHAH