Into the Concept - Queensryche: "Operation: Mindcrime"

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Pubblicato il:30/10/2011
Introduzione

Il successo planetario conquistato dai Queensryche con “Operation Mindcrime” è cosa nota a tutti. In quel 3 maggio del 1988, la band di Seattle ha dato alle stampe uno dei capolavori indiscussi del metal, entrato di diritto nel novero degli album “imprescindibili”, e causando l’inevitabile ‘effetto boomerang’ per la band, che del peso di Mindcrime non riuscirà mai a liberarsi. Ogni uscita successiva, infatti, verrà da quel giorno confrontata con l’inarrivabile capolavoro di Tate, DeGarmo e soci, fino al punto che, 18 anni dopo, i ‘Ryche si decideranno a pubblicarne un seguito. “Operation Mindcrime II”, uscito nel 2006, dividerà la fan-base, scissa tra coloro che vedono dietro al nuovo capitolo una bieca mossa commerciale, e quelli in estasi per il proseguimento di una storia bella, affascinante, politicamente scorretta ed avvincente come il migliore dei romanzi. Ecco, in breve, la trama dei due “Operation: Mindcrime”.


Operation: Mindcrime I

L’intero corpo della trama ruota intorno alla figura di Nikki, giovane sbandato e tossicodipendente, che vive di espedienti e schiavo della sua dipendenza dalla droga. L’album comincia con il nostro eroe ricoverato in una clinica di Stato, dopo essere stato arrestato con l’accusa di omicidio plurimo. Dopo l’ennesima iniezione da parte di un’infermiera, il giovane Nikki comincia a ricordare quello che è successo negli ultimi giorni, rimettendo insieme i pezzi di un puzzle che si svolgerà in un’ora di musica, ma in un solo minuto nella mente del protagonista…

Qualche settimana prima, Nikki ha assistito, all’Occidental Park, ad una sorta di sermone politico da parte di un losco figuro, il Dr. X, che arringava i passanti contro la corruzione dilagante nel mondo politico ed amministrativo degli States. Affascinato dal suo discorso, e con ben poco da perdere, Nikki si presenta al cospetto del Dr. X, contento di poter dare una mano a spazzare quella classe dirigente che ha ridotto l’America ad un colabrodo, rovinando la vita di tanti ragazzi senza sogni e senza speranze, proprio come lui. Quel che Nikki ancora non sa è che il piano del Dr. X prevede una sorta di lavaggio del cervello, a cui lui stesso viene sottoposto, così che il giovane diventa una sorta di ‘killer ad orologeria’, controllato mentalmente ed innescato alla bisogna con una telefonata: quando il Dr. X pronuncia la parola ‘Mindcrime’, Nikki diventa un automa, pronto ad assassinare ed a tornare nell’ombra. In cambio, X assicura al giovane Nikki la droga di cui ha bisogno per gestire la sua dipendenza.

Ma Nikki non è il solo a finire nel progetto Mindcrime: tra i giovani disperati c’è anche Mary, un tempo giovane prostituta, salvata dalla strada da Padre William, un sacerdote apparentemente amorevole che ha però trasformato la vita di Mary da un incubo all’altro: adesso infatti la ragazza è una suora, ma si vede costretta a pagare al laido sacerdote il suo tributo di carne, che viene ‘onorato’ ogni settimana, sull’altare della chiesa… Anche lei lavora per il Dr. X, ed è lei a fornire la droga a Nikki, che in Mary vede l’unico raggio di sole nella sua vita disperata. Proprio quando i due sono più vicini, il Dr. X ordina a Nikki di uccidere proprio Mary, e di far fuori anche il prete, visto che i due costituiscono un rischio per la ‘causa’.

Cosa fare? Paura, condizionamento mentale, rabbia, repressione, si affollano nella mente devastata di Nikki, che scivola tra i vicoli inondati dalla notte, per recarsi a compiere una missione per lui impossibile. Fatto fuori il prete corrotto, Nikki va da Mary, ma non riesce ad ucciderla. I suoi sentimenti per lei sono più forti degli ordini di X, al punto che il giovane promette a Mary che ucciderà il loro aguzzino, per poi tornare da lei. Ma le cose non andranno come sperato: Nikki non trova il Dr. X, e ritorna da Mary in tempo per trovarla morta, stesa sul pavimento. Lo shock è troppo forte: Nikki perde letteralmente la testa, dopo aver perso l’unica persona che ancora lo teneva legato a qualcosa di positivo, ed è proprio nel pieno del suo doloroso delirio che viene trovato dalla polizia ed accusato dell’omicidio di Mary, e di altri assassinii avvenuti nei giorni precedenti.

L’epilogo ci mostra Nikki ricoverato in un letto d’ospedale: il nostro eroe ha avuto tutt’altro che un lieto fine, visto che il mondo che lo aveva reso un reietto non ha fatto altro che continuare a sfruttarlo ed abusarlo, riducendolo ad un vegetale privo di sentimenti, disperato e senza alcuna speranza nel futuro, in un mondo in cui la sete di potere divide la gente tra chi conta e può tutto, e chi è solo una pedina nelle mani di altri. Un solo minuto è passato, e adesso Nikki ricorda…


Operation: Mindcrime II

18 anni sono trascorsi, diciotto anni durante i quali Nikki ha pagato il suo debito con la giustizia. Adesso è un uomo libero, e viene rilasciato dal carcere, ma la sua mente è carica di pensieri. In prigione, il nostro (anti)eroe ha avuto tutto il tempo di accumulare odio e rancore verso il dottor X, l’aguzzino che ha trasformato la sua vita da inutile ad infernale, e che è in qualche modo legato alla morte di Mary, sua unica amica in quella notte senza fine. Adesso, Nikki rivuole indietro tutto ciò che gli spetta, la libertà, il potere, e soprattutto la vendetta. Ma uno come lui non può sfuggire al fato a cui è destinato: presto, Nikki rischia di nuovo il carcere e si vede costretto a scappare, braccato come un delinquente della peggior specie. La sua vita si trasforma in una caccia al Dr. X, mentre disilluso si accorge che, in questi vent’anni passati dietro le sbarre, il mondo non è cambiato affatto, se non in peggio. È ancora la ‘Casta’ che comanda, e sempre più i potenti dominano e decidono le sorti di milioni di cittadini, buoni solo come frutti da spremere per riempire le tasche di quei pochi. A tutto ciò, si aggiunge una rivelazione sconcertante: Nikki, infatti scoprirà che è stato proprio il Dr. X ad indurre Mary al suicidio, costringendola a spararsi un colpo alla testa. La rabbia è tale che, in un crescendo drammatico, Nikki si ritrova faccia a faccia con il suo aguzzino, e lo fa fuori.

Missione compiuta? Macché. Morto il Dr. X, Nikki si accorge che niente è cambiato. Non sarà la morte di quel mostro a risolvere tutto; alla fin fine, il nostro protagonista si ritrova solo e disperato come prima, con un altro omicidio sulle spalle. Sangue innocente o corrotto, versato su ordinazione, ed una vita fatta di dolore, rabbia e povertà non possono essere lavati via dalla morte di un tiranno, quando ciò che resta non cambia di una virgola. È un mondo crudele, che non lascia via di redenzione, che non consente il riscatto a chi ha sbagliato, e che abbandona i poveri reietti come Nikki a se stessi, senza offrire nessun aiuto. Gli unici momenti in cui è stato felice sono quelli che Nikki ha passato accanto a Mary, una ragazza disperata ed abusata come lui, ma con la quale riusciva a condividere il dolore, ad alleviare, seppur brevemente, le sofferenze di entrambi. Solo l’amore per lei è riuscito a curare le ferite, e solo lei è ciò che Nikki vuole. In un’ultima, drammatica scena, Nikki si toglie la vita, riunendosi così, almeno dopo la morte, con l’unica persona che avesse mai acceso una candela nel buio nero della sua esistenza disperata.
Articolo a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

Ultimi commenti dei lettori

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Inserito il 21 nov 2011 alle 13:06

Un disco fantastico. A tutt'oggi è ancora uno dei miei dischi preferiti in assoluto. Bei tempi!

Inserito il 30 ott 2011 alle 12:25

Anche se faccio parte di quella frangia di fan (nemmeno tanto piccola) che preferisce di gran lunga "PROMISED LAND" eccomi!! anche io considero "Promised Land" il capolavoro assoluto dei Queensryche! ...ma tanto di cappello ad "Operation: Mindcrime", un icona del nostro amato metal! Promised Land è stupendo. OM ha l'alone del mito, per me è comunque irraggiungibile. adoro Empire, mentre OM II, sinceramente è un disco sul quale sono molto critico, a prescindere dal paragone con il primo. grandi dischi da tenerci belli stretti, ha ragione Sbranf, roba che non tornerà più.

Inserito il 29 ott 2011 alle 16:06

davvero un lavoro egregio.... è ovvio che il primo episodio è un capolavoro totale, mentre il secondo è "solo" un ottimo disco, ma sfornare di nuovo un album al livello del primo Mincrime credo sarebbe stato impossibile per chiunque. Peccato che l'ultimo disco sia vergognoso, e purtroppo non è stato l'unico episodio negativo per questa band.

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