Blood And Iron, un filo lungo che lega musica dura a cinema horror Parte Terza

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Pubblicato il:05/05/2026
Capitolo Terzo ed Ultimo Anni 90 e 2000: Decadimento e fuochi rari

Purtroppo anche le cose belle hanno una fine, il cinema di genere italiano, soprattutto horror chiuse i battenti per una serie di motivi tra i quali la scomparsa di produttori coraggiosi che finanziavano certe pellicole costringendo i registi a spostarsi per lavorare in produzioni televisive, l’avvento delle televisioni commerciali tra cui il Gruppo Fininvest che intervenendo sulle scelte registiche finanziando alcuni film toglievano libertà artistica al tutto e guarda caso a rimetterci è stato il genere più pauroso, il terzo era il più evidente a mio modesto parere è che erano finiti i soldi e quindi questo mondo era finito; l’unico da noi a lavorare nel genere era Argento ma dovendosi adattare al cambio repentino ha sempre più confezionato lavori zoppicanti e la qualità di un tempo era ormai un miraggio.
Anche l’heavy metal non se la passava certamente bene, perché negli anni 90 venne in primis travolto dal ciclone Grunge che sconquassò non poco la scena ricacciando nell’underground il genere e poi arrivò nel nuovo millennio l’avvento del Nu Metal che aveva un linguaggio diverso, dove le chitarre non erano predominanti ma erano una componente di un quadro sonoro eterogeneo che aveva al suo interno pulsioni elettroniche ed hip hop, quindi le case di produzioni cinematografiche si rivolgevano a questi generi allora in voga e più appetibili commercialmente.
I pochi esempi qui se parliamo di metal vecchia scuola li abbiamo con il quinto capitolo della saga di Freddy Krueger realizzato a ridosso degli anni 90, “Nightmare 5: Il Mito” (Stephen Hopkins, 1989) vede al suo interno il brano di Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden, “Bring your daughter to the slaughter”, c’è un aneddoto legato a questo brano, questa composizione piacque così tanto a Steve Harris, leader degli inglesi che decise di includerla con un diverso arrangiamento nell’album “Fear Of The Dark” del 1992 che fu anche l’ultimo di Dickinson con la band che si separò dopo il tour d’addio per intraprendere la carriera solista.

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Altro esempio è il terzo capitolo della saga di Hellraiser, “Hellraiser 3: Inferno Sulla Terra” (Anthony Hickox, 1992) che aveva al suo interno “Hellraiser” dei Motörhead, “Baby universal” dei Tin Machine, “Down, down, down” degli House Of Lords e “Hanging judge” degli Armored Saint che compaiono persino in un cameo suonando il brano in una scena.
Come vedete bene, non abbiamo chissà quali esempi, ma sono ultimi bagliori come la presenza dei Guns N’ Roses con la cover degli Stones, “Sympathy for the devil”, nell’horror mainstream tratto dalla saga letteraria vampiresca creata dalla scrittrice Anne Rice, “Intervista Col Vampiro” (Neil Jordan, 1994), e sempre dello stesso anno, abbiamo il seguito de “La Notte Dei Demoni” diretto da Brian Trenchard - Smith con due brani dei deathsters floridiani Morbid Angel inclusi nell’album “Covenant”, quindi non proprio un periodo florido per i due generi in relazione.
Nel nuovo millennio non è che sia tutto rose e fiori, anzi, tutt’altro, l’horror in certi frangenti vive di franchise, di seguiti di dubbio gusto da appioppare ad un pubblico di bocca buona oppure stanche revisioni su temi stabattuti come “Dracula 2000” (Patrick Lussier, 2000), dove il buon succhiasangue non è il conte che tutti conosciamo, ma Giuda Iscariota (!), la colonna sonora aveva al suo interno brani di System Of A Down, Hed. Pe, Endo, Monster Magnet, Pantera, Linkin Park ed altri idoletti Nu, il film generò due stanchi capitoli successivi, se volete farvi quattro risate ecco un film discreto che va da atmosfere horror a momenti più grotteschi, ovvero “Faust” (Brian Yuzna, 2000), il film è tratto da un fumetto sceneggiato da David Quinn e disegnato da Tim Vigil, pensate che questo film avrebbe dovuto essere diretto negli anni 90 da Stuart Gordon, la colonna sonora includeva brani di Machine Head, Sepultura, Coal Chambers, Fear Factory.

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se poi andiamo al trash horror abbiamo “La Regina Dei Dannati” (Michael Rymer, 2002), seguito delle gesta del vampiro Lestat trasformato in rockstar dannata ma noto per la tragica fine prematura della divetta R&B, Aaliyah, la colonna sonora aveva come artisti Jonathan Davis dei Korn, Marilyn Manson e Chester Bennington dei Linkin Park.
Sempre di quest’anno abbiamo il secondo capitolo della “Strega di Blair” che tanto aveva fatto scalpore e destato l’attenzione col film primigenio, questo insulso seguito ha una colonna sonora dove troviamo ancora Manson con Godhead, P. O. D., Nickelback, At The Drive In, S. O. D., Rob Zombie.
Tornando a Zombie, l’ex leader dei White Zombie, reinventatosi regista, è anche il compositore principale del suo film horror del 2003, “La Casa Dei Mille Corpi”, se avete visto il film, o vi piacerebbe vederlo, noterete dei poster raffiguranti due bambini scomparsi, ebbene, questi sono Zombie e suo fratello minore, leader dei Powerman 3000 da piccoli.
Facciamo un salto oltre perché non c’è quasi nulla di effettivamente meritevole e veniamo ai giorni più recenti, nel primo capitolo dedicato alla saga della bella Maxine, interpretata dalla brava Mia Goth, il regista Ti West, inserì all’interno della colonna sonora di “X: A Sexy Horror Story” del 2022, il classicone “Don’t fear the reaper” dei Blue Oyster Cult.

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Ma chiudiamo in bellezza oltreoceano con il divertente “Deathgasm” del 2015, diretto da Jason Lei Howden; film horror, commedia che è incentrato sul metal e recupera quello spirito un po' scanzonato degli anni 80; la colonna sonora include brani di band metal anche estreme come Skull Fist, Lair Of The Minotaur, Emperor, Pathology ed Isahn; due curiosità, nel film vengono citati ed irrisi i blacksters norvegesi Immortal ed il loro video “Call Of The Wintermoon" guardatelo e capirete il perché, la seconda è che ha generato un seguito nel 2025.



Ed in Italia? Bhè, come ho detto nella introduzione, abbiamo pochissimi esempi; sempre con Argento, avvenne un evento clamoroso, per gli aficionados del regista romano, ovvero per la pellicola del 2001, “Nonhosonno”, si riunì per comporre e suonare la colonna sonora del film, la band dei Goblin in formazione originale, questo ultimo atto concluse questa collaborazione ed avventura, perché la band si separò per sempre per incompatibilità caratteriale che generò litigi e screzi consegnandoci però un’ultima bella testimonianza.

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Quella parte più affine al metal ha visto la collaborazione di Simonetti con il leader degli inglesi Cradle Of Filth, Dani Filth, per comporre il brano "Mater Lachrimarum" della deludente terza ed ultima parte della celeberrima “Trilogia” ovvero “La Terza Madre” del 2007 che vedeva il ritorno in un film argentiano di Daria Nicolodi, sempre parlando dell’attrice fiorentina, notizia vuole che avesse scritto una sceneggiatura del terzo capitolo che fosse più coerente con i capitoli precedenti, ma purtroppo questo non si potette appurare perché l’attrice morì nel 2020.
Così si conclude il nostro speciale, sperando che possa essere stato di vostro gradimento, non ho voluto includere le pellicole “Il Corvo” del 1994 e “Spawn” del 1997 perché non sono horror tout court o prevalenti pur avendo una colonna sonora che includeva formazioni metal, detto questo, vedremo se in futuro qualche regista, anche nostrano si lascerà irretire da sonorità oscure e pesanti, ma una cosa è certa, hanno lasciato questi due mondi toccandosi degli esempi grandiosi noti e citati da molti appassionati di entrambi queste due arti, per il resto lo vedremo cammin facendo, ed ora sipario!
Articolo a cura di Matteo Mapelli

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