Copertina 9,5

Info

Past
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:1995
Durata:52 min.
Etichetta:Atlantic/Wea

Tracklist

  1. OVERTURE
  2. SARAJEVO
  3. THIS IS THE TIME
  4. I AM
  5. STARLIGHT
  6. DOESN'T MATTER ANYWAY
  7. THIS ISN'T WHAT WE MEANT
  8. MOZART AND MADNESS
  9. MEMORY (DEAD WINTER DEAD INTRO)
  10. DEAD WINTER DEAD
  11. ONE CHILD
  12. CHRISTMAS EVE (SARAJEVO 12/24)
  13. NOT WHAT YOU SEE

Line up

  • Jon Oliva: keyboards, vocals
  • Zachary Stevens: vocals
  • Al Pitrelli: guitar
  • Chris Caffery: guitar
  • Johnny Lee Middleton: bass
  • Jeff Plate: drums

Voto medio utenti

E' il 1995, e le notizie sulla guerra in Jugoslavia riempiono tristemente le colonne dei quotidiani di tutto il mondo. E' lo spunto, tragico e doloroso, per l'ennesimo capolavoro dei Savatage di Jon Oliva, già orfani dell'immeno Criss.
Dead Winter Dead è la storia di un ragazzo serbo e di una ragazza musulmana che, tra le rovine di una Sarajevo distrutta dalle bombe, si conoscono, si innamorano e dovranno affrontare l'orrore della guerra, dell'odio di razza, delle incomprensioni, della morte.
Il racconto di questa storia struggente e coinvolgente è affidato ad una band di musicisti insuperabili, catturati nel loro momento forse di più alto fulgore artistico: dal cantante Zac Stevens, di lì a poco con i Circe II Circle, ai funambolici e talentuosi chitarristi Chris Caffery e Al Pitrelli, quest'ultimo già alla corte di Alice Cooper, ad un Jon Oliva in assoluto stato di grazia, sia compositiva che interpretativa.
Tredici canzoni, come lacrime di pietra versate da un gargoyle, per accompagnare i due ragazzi e tutti noi attraverso questo doloroso percorso; tredici gemme che spaziano dall'heavy più classico di This is the time, a pezzi struggenti e malinconici come This isn't what we meant, da metal anthems come Doesn't matter anyway e la title track, dai riff mastodontici, ai frequentissimi inserimenti orchestrali. Proprio la dimensione orchestrale è il marchio di fabbrica di questo capolavoro, che aggiunge, alla lista degli ingredienti, degli inserti semplicemente indimenticabili: l'opener Ouverture, tragica e incalzante; l'insuperabile Mozart and Madness, in cui un brano classico di Mozart si fonde con una sfuriata metal, assolutamente da brividi, alla più famosa Christmas Eve, un momento tra i più alti nella storia della band.
Un disco, un viaggio, una storia narrata con la piuma, la penna o la spada, ma una storia che non può non lasciare il segno. Questo e molto altro è Dead Winter Dead, capolavoro di una band mai troppo elogiata, figlio legittimo di un'eredità quasi impossibile da sostenere, lasciata agli eredi da un uomo, un chitarrista, un Artista del calibro di Criss Oliva. Da avere a qualsiasi costo.
Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 13 apr 2008 alle 18:06

ennessimo capolavoro per una band IMMORTALE! un disco dalle atmosfere cupe ma che alla fine non puoi che avere speranza! pochi come loro riescono a creare delle melodie così intense. loro sono oltre l'HEAVY METAL.

Inserito il 12 apr 2008 alle 00:09

dopo Gutter Ballet per me il nulla

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