Copertina 9

Info

Anno di uscita:2004
Durata:41 min.
Etichetta:Karmageddon Media
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. A BEAUTIFUL SICKNESS
  2. PLANET DEAD
  3. 9MM MOVIE
  4. SCENE OF THE CRIME
  5. ENTRANCE WOUND
  6. LONG SILENT VOICES
  7. DEMENTIA PUGILISTICA
  8. TASTE OF THE LIE
  9. HIGHWIRE ACT
  10. WARHEAD (VENOM COVER)

Line up

  • Eric Forrest: vocals
  • Kevin 131: instruments
  • Tim Gutierrez: instruments

Voto medio utenti

Un attimo! Fermi tutti! Questo disco è al momento uno dei migliori 3 usciti quest’anno! Ecco, l’ho detto, ora possiamo pure iniziare e riordinare le idee.
Il giorno dopo avermi mandato il pacco di promos da recensire, la sera il Graz mi chiama e mi dice che ho un’ora per mandargli una decina di domande su un gruppo, i Project: Failing Flesh, perché stanno partendo per il tour. In fretta e furia schiaffo il cd nel lettore e mi tuffo nella loro info-sheet per vedere se c’è qualcosa di interessante che possa essere al centro di un’intervista. Con mia sorpresa scopro che il gruppo in questione vede alla voce niente di meno che Eric Forrest, ex singer dei Voivod su dischi quali “Negatron” e “Phobos”. Ma la sorpresa ancora più grande è che, anche ad un ascolto distratto del disco (come era in quel momento), venivo catturato da questo suono, freddo, cibernetico, alieno, industriale, malato. Ho capito subito che mi trovavo al cospetto di qualcosa fuori dall’ordinario, così questa mattina, quando ho aperto gli occhi, questo “A Beautiful Sickness” è stato il mio pensiero.
Il segreto dei P:FF sta tutto in un sound che sembra magicamente sospeso tra gli anni ’80 e i ’90, riuscendo a mettere insieme, in una sintesi assoluta, tutto quanto di buono c’è stato in quel periodo. Evidenti sono i richiami alle dissonanze care ai Voivod, ma in quegli archi indiavolati e stridenti e in quella note di piano che ogni tanto straniano i pezzi è facile ritrovarci echi dei Neurosis, ed il tutto si innesta su un Thrash Metal dalle forte tinte industriali, con gelidi synths e vocals filtrate, con riffs ora granitici ora di slayeriana memoria, che riporta alla mente cose dei Fear Factory e degli Strapping Young Lad. Tuttavia il drumming quadrato è mitigato da massicce dosi di melodia aliena (Meshuggah docet), e dalla voce di Eric, sgraziata e tipicamente eighties. È difficile descrivere il sound, posso solo darvi coordinate sparse che tuttavia pur assommate non riescono a dare idea di un totale assolutamente grandioso! Un disco ricco di sfumature, che ad ogni ascolto svela qualcosa di nuovo e di ancor più eccitante, che sa mostrarsi ora rabbioso e potente, ora invece sospeso tra derive spaziali e cullato da oscure nebulose.
Non c’è un solo pezzo debole e nel contempo non ci sono due pezzi uguali. L’iniziale title-track semplicemente devasta, la susseguente “Planet Dead” si apre con il suono di archi prima di esplodere in patterns ritmici quadrati e moderni, “9mm Movie” apre lenta e pesantissima, la claustrofobia è accentuata da tastiere angosciose, poi entra la voce di Eric che sembra venire dallo spazio profondo, la song cresce minacciosa fino a sfociare in un tripudio di archi impazziti, un vero incubo in musica. “Scene Of The Crime” sembra uscita da “Archetype”, pur avendo una struttura molto più progressiva ed aliena. E come non citare l’industrial pesante e minaccioso di “Taste Of The Lie” o la conclusiva cover dei Venom “Warhead”, resa molto più brutale e pesante, in una sorta di postcore a forte tinte doomy.
A questo disco giuro che non manca nulla, e se non gli do il massimo dei voti è solo perché sono sicuro che al prossimo disco la band si spingerà ancora oltre e, onestamente, non vedo l’ora. Fatelo vostro ad ogni costo.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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