Secondo album per questo progetto doom/folk creato da
Rebecca Vernon dei
SubRosa.
Questo progetto pur avendo dei punti di contatto con la band madre, ha delle differenze, perché predilige la matrice folk/acustica a quella elettrica che compare raramente ma non vuol dire questo che l’intensità scemi se non c’è il jack attaccato agli amplificatori.
Questo nuovo album è dedicato al padre della
Vernon, figura amatissima ed il pathos emotivo credetemi salta fuori in ogni traccia.
Basta ascoltare la traccia d’apertura e primo capitolo di questo lavoro in memoria paterna, delicate note di piano, con strumenti ad arco e la voce delicata, ma toccante della frontwoman che dipinge uno scenario malinconico.
Stessa cosa si può dire per il primo singolo del disco, “
A little bit of blood” oltre che avere un ritornello che ti entra in testa ha una bella costruzione melodica di stampo umbratile.
Un progetto da attenzionare perché pur essendo noi gente ruvida abituata ad altri suoni più tempestosi, a volte le note carezzevoli ci danno sollievo e pace nell’animo.
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