Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:33 min.
Etichetta:Argonauta Records

Tracklist

  1. TRINITY
  2. MORNING SON
  3. WOVEN LINEN
  4. ANESTHETIC
  5. NIGHT OF DAY
  6. BLUE
  7. MOTHERS MERCY
  8. PICKED CLEAN
  9. NIGHT SHADE
  10. HOME IS IN THE GROUND

Line up

  • Heather D. Lolli: vocals, keyboards
  • Anne Terror: drums
  • Chuckie Rumbles: guitars, bass

Voto medio utenti

Tra le numerose e variegate frequentazioni della scena “occult rock” con voce femminile, i Mama Doom fin dagli esordi hanno scelto la difficile strada della “distinzione” e non solo per la rinuncia alle chitarre.
Un tentativo in parte riuscito, ma che al terzo album, per consuetudine e ammissione stessa della band americana, era chiamato a fornire un’importante prova di “maturità”, magari definendo al contempo in maniera “decisiva” la statura artistica dei suoi autori.
Ebbene, “Eminent womb” accentua l’intensità emotiva già presente nei lavori precedenti e attraverso un’esposizione carica di cupo magnetismo si rivela una raccolta di frammenti sonori davvero coinvolgenti, “impressionanti” nel flusso costante di torbida e visionaria energia sensoriale che sanno trasmettere.
L’esplorazione dell’amore, del dolore e della forza indomabile della Madre, tema su cui si dipana il disco, ha verosimilmente contribuito a rendere il songwriting ancora più personale e “sentito” e anche la voce di Heather D. Lolli, in cui convivono felicemente influssi di Grace Slick, Siouxsie, Patti Smith e P.J. Harvey, appare traboccante di una visceralità che in passato era sembrata leggermente meno spiccata.
Un registro vocale sempre “insidioso” e inquietante, anche nei frangenti maggiormente eterei, che ben si sposa con un suono denso, sinistro ed evocativo, in cui doom, psichedelia e la new-wave più tenebrosa s’intersecano senza soluzione di continuità e in cui la mancanza del contributo chitarristico non si avverte (praticamente) mai.
L'intro denominata “Trinity” innesca la suspense e spalanca le porte alle poderose e sulfuree scansioni di “Morning son” e al groove scuro e avvolgente di “Woven linen”, mentre “Anesthetic” è una sorta di virulenta litania, sviluppata su un ipnotico riff di basso e sulla metafisica vaporosità delle tastiere.
Un altro onirico intermezzo strumentale, “Night of day”, introduce “Blue” un monolite che scopre le radici profonde del doom lisergico, aggiungendo all’impasto barlumi del grunge più morboso (qualcosa degli Alice In Chains, ad esempio … e credo che l’approccio canoro di un Layne Staley sia, in generale, abbastanza apprezzato da D. Lolli).
Catarsi, tensione e pure una certa affabilità melodica si combinano ad arte nella cangiante "Mothers mercy” e nella appena meno efficace “Picked clean”, sovrastata in fatto di turbamento emotivo dal blues ancestrale e minimale “Night shade” e da “Home is in the ground”, un salmo dai tratti spettrali immersi nell’oblio.
Con “Eminent womb”, riprendendo le considerazioni iniziali della disamina, i Mama Doom dimostrano inequivocabilmente di essere “cresciuti” nello spessore espressivo … se si tratti dello stadio di maturazione “definitivo” lo dirà il tempo, ma di certo siamo a livelli importanti, impossibili da ignorare.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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