Pronti a salire sul treno del brivido? No, non sto avendo le traveggole per abuso di polenta taragna, ma perché gli inglesi si sono ispirati per il titolo di quest’album ai sette cimiteri costruiti nell’epoca Vittoriana che circondano Londra.
Questo quarto lavoro è intriso nei testi di orrore gotico, chi avrà l’accortezza di leggere i testi troverà riferimenti interessanti, ma adesso occupiamoci della ciccia.
I cinque aumentano le dosi heavy ma non cambiando pelle, perché le radici affondano nei seventies, basti pensare al brano d’apertura che profuma di un riff sabbathiano così come la cadenza, ma poi la personalità del gruppo emerge prepotente a livello strumentale; un altro pezzo da far rizzare le orecchie e la semi – titletrack “
Necropolitan line” che è un up tempo veloce con un organo sugli scudi e piglio rock and roll, per me dal vivo eseguito farebbe sfracelli.
“
Ozymandias” mi ha messo una fregola che non vi dico; epico, hard e con un tiro pazzesco questo mid tempo, ritornello aperto e furbo il giusto ma che molti pagherebbero oro per scriverlo.
Quarto album, quarto centro, gli albionici ci conducono in un viaggio brumoso, a tinte horror ma godurioso, avanti c’è posto, chi vuol salire?
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?