Con una formazione a tre rinnovata per due terzi dal precedente lavoro datato 2021, debuttano con
Avantgarde Music e l’unico punto fisso è il leader e frontman
Fabban.
L’elettronica industriale qui viene un pochino smorzata per un parziale ritorno a sonorità black metal ma viste sempre con personalità, basti pensare alla sezione centrale atmosferica dell’opener “
Red latex Baphomet”, oppure certe melodie di chitarra nei solos e le concessioni melodiche di “
Altar of the lacerated”.
“
The afterlife” è violentissima ma soprattutto scomoda il latino e ha dei riff trattati e freddissimi virati al nero con una parte finale narrata, “
Satiate with my sperm” è estremismo sonoro con blast beats ed il titolo ripetuto sul finale; si chiude con la strumentale che ha guizzi carpenteriani visti in chiave industrial “
Voci notturne” , ispirata forse dall’omonimo telefilm diretto da
Avati molto tempo fa? Comunque fa bene il suo servizio di essere inquietante e con un sapore horror.
Un album che certifica ancora che la formazione nostrana sa giostrare i generi estremi come pochi altri.
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