Copertina 9

Info

Anno di uscita:2026
Durata:51 min.
Etichetta:Ear Music

Tracklist

  1. RROGANT BOY
  2. DIABLO
  3. THE RIDER
  4. THE LUNATIC
  5. THE ONLY HORSE IN TOWN
  6. SACRED LAND
  7. THE BEATING OF WINGS
  8. GUILT TRIPPIN'
  9. SCRIBLIN’ GIB’RISH
  10. JESSICA’S BRA
  11. THIRD CALL
  12. MY NEW MOVIE
  13. SPLAT!

Line up

  • Ian Gillan: voice
  • Roger Glover : bass
  • Ian Paice: drums
  • Don Airey: keyboard
  • Simon McBride: guitars

Voto medio utenti

"Whoosh!"
"1 2024"
"Now What?!"
Se dovessimo giudicare dai titoli, diremmo :"mah"
Se dovessimo giudicare dalla line up diremmo : "mah" (senza Blackmore, senza Lord , senza Morse )
Invece giudichiamo, come sempre, dalla musica ed allora di fronte al nuovo album degli inossidabili Deep Purple - che esce a 2 anni esatti dl precedente album di inediti - non ci resta che togliersi il cappello ed inchinarsi in segno di riverenza.
Recensire un nuovo disco di una band così fondamentale ha un rischio intrinseco, quello di farsi trasportare dalla nostalgia; beh, prodotto dallo storico producer Bob Ezrin, "Splat" è più diretto, piu' duro, meno progressive rispetto agli ultimi lavori e la band, lo sottolinea lei stessa, ha lavorato in studio senza l'invio di file multimediali (questa è una caratteristica dei grandi), non c'è spazio per la nostalgia semplicemente perchè i Purple sono maestri nel reinventarsi, nell'unire l'approccio ed il mood tipicamente settantiano con la modernità.
Glover e Paice sono il solito motore perfetto, Gillan modula la sua voce evitando inutili ed improbabili acuti rimanendo su note a lui più confacenti, Simon McBride non fa rimpiangere Morse e si conferma chitarrista solido e senza fronzoli pur non disdegnando solos neoclassici e Airey ormai da anni è garanzia di classe e virtuosismo.
Se amate le sonorità dei Purple, in "Splat!" le troverete tutte, dai riff incalzanti come in "Arrogant Boy" o "Diablo", ai passaggi classici chitarra-piano/keyboard, alle sonorità progressive che mi hanno ricordato la migliore P.F.M come in "Jessica's Bra", alla profondità rock-blues di "Third Call"l o "The Beating Of Wings", all'hard rock di "Scrblin'Gib'rish" e "Guilt Trippin" (quest'ultima con un lungo fraseggio piano-chitarra da brividi) mentre la titletrack chiude il lavoro col suo incedere dettato dalla linea pulsante di basso di Glover.

Meritarsi un voto 9 come Top Album non e' scontato dopo 58 anni di carriera, solo i grandi lo possono fare.





Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 06 lug 2026 alle 21:14

Bellissimo! Era dai tempi di "Perpendicular" che i Deep Purple non mi tiravano fuori un disco cosi fresco e ispirato.

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