Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:non disponibile
Etichetta:Relapse Records
Distribuzione:Relapse Records

Tracklist

  1. UNSAFE AT ANY SPEED
  2. RED ASPHALT
  3. SHOCK TRAUMA
  4. SHOVELHEAD
  5. THE IRON GRAVEYARD
  6. CRAWLING FROM THE WRECKAGE
  7. SIGNAL THIRTY
  8. DEATH ON FOUR WHEELS
  9. SYMPHOROPHILIA
  10. THE FUMES

Line up

  • Matt Harvey: Vocals, Guitars
  • Ross Sewage: Vocals, Bass
  • Mike Hamilton: Drums
  • Sebastian Phillips: Guitars

Voto medio utenti

Inutile rammentarvi la storia degli Exhumed di Matt Harvey & co., ormai una vera e propria istituzione per quanto riguarda quella forma di goregrind dalle tinte death leggermente più patinata e melodica che, con dischi come "Slaughtercult" (2000), ha spalancato le porte a una miriade di band fotocopia.

Nel febbraio 2026 tagliano il traguardo dell’undicesimo full-length con "Red Asphalt", rilasciato tramite Relapse Records.
Qui gli statunitensi tornano a colpire attingendo a un immaginario tanto quotidiano quanto letale: la strada americana. Dopo aver esplorato cimiteri ottocenteschi, sale operatorie, horror da videoteca e la propria mitologia interna, spostano il baricentro su un luogo familiare solo in apparenza, dove la violenza è normalizzata e l’errore è sempre fatale. L’asfalto diventa così spazio liminale tra ospedale e fossa comune.

Gli Exhumed sembrano però procedere con il pilota automatico, proponendo la loro consueta miscela death/grind supportata da una produzione complessivamente moderna e indugiando questa volta, con una certa frequenza, su tempi medi e rallentamenti paludosi; non mancano comunque i classici assalti frontali che li hanno resi celebri, anzi ve ne sono molti e dal taglio thrashy.
Ed è proprio questa sensazione di automatismo il principale difetto dell’ultima release: un disco che non sorprende e che, quantomeno per quanto mi riguarda, pur mostrando un’ineccepibile perizia esecutiva e tutti i dettagli curati ad hoc che ci si aspetta da un prodotto di questo tipo, manca di vera ispirazione e di cattiveria genuina.
Per carità, un disco degli Exhumed non si butta mai via… ma, visto il loro potenziale, è lecito aspettarsi ben di più.

Per quanto mi riguarda si colloca a un gradino inferiore rispetto al suo predecessore "To the Dead" (2022).

Recensione a cura di James Curzi

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