Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2025
Durata:36 min.
Etichetta:earMUSIC / Verycords

Tracklist

  1. NO NEED TO TRY HARDER
  2. A WAY HOME
  3. TROUBLE COMING
  4. INSIDE THE STORM
  5. WHAT DO YOU KNOW?
  6. DANCING AROUND THE TRUTH
  7. OUT OF THE BLUE
  8. THE BROKEN
  9. RISE TOGETHER
  10. DO I HAVE YOUR ATTENTION?
  11. STRANGERS SOMEDAY

Line up

  • Laura Cox: guitar, vocals, banjo
  • Felix Matschulat: guitar, backing vocals
  • Jean-Marc Pelatan: bass, synth, drum programming

Voto medio utenti

Ho conosciuto Laura Cox grazie alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva “Propaganda Live”, apprezzando il modo in cui la chitarrista, cantante e cantautrice anglo-francese trattava una materia “antica” come il blues elettrico, impegnandosi con profitto (anche per merito della resident band del programma), pure in una “rischiosa” cover di “Hey Joe”.
Da lì il soddisfacente recupero a ritroso di una discografia che oggi con questo “Trouble coming” giunge al quarto capitolo, ancora una volta parecchio convincente e coinvolgente.
L’approccio musicale è sostanzialmente lo stesso, e cioè la volontà di rendere “fresco” un genere ampiamente consolidato, il tutto senza stravolgerne i dogmi fondamentali.
Insomma, se l’intento è di “svecchiare” la lezione di ZZ Top, Led Zeppelin, The Runaways e Lynyrd Skynyrd (cfr. la t-shirt che la nostra sfoggia sulla copertina del disco), il risultato appare abbastanza riuscito, e, anzi, stavolta l’orientamento “modern vintage” mi sembra ancora più spiccato, intensificando il coefficiente di affabilità “radiofonica”.
Nulla di particolarmente “snaturante”, almeno per gli estimatori di Laura, che nell’openerNo need to try harder” ritroveranno la tipica abilità della loro beneamata nel mescolare boogie “arcaici” con melodie accattivanti.
Situazione analoga, declinata in un clima ancor più spigliato, si ripete in “A way home”, mentre la title-track dell’opera si tinge di magnetico spleen, aggiungendo all’impasto sonico delle proiezioni corali di natura psych, di quelle che potrebbero piacere pure agli estimatori dei Kasabian.
Le pulsazioni vaporose di “Inside the storm” e le inquietudini di “What do you know?” hanno i mezzi, seppur in maniera diversa, per conquistare un pubblico ampio e “trasversale”, e se “Dancing around the truth” fornisce all’astante una gradevole scossa di palpitante e ammaliante mix tra pop, punk e southern rock, “Out of the blue” è un’avvolgente ballata dai contorni rootsy assai intensa e sentita.
The broken” aggiunge bagliori di grunge “da classifica” alla raccolta, ma personalmente preferisco la Cox e i suoi pards quando si dedicano ad anthem blues-rock tanto “essenziali” quanto efficaci, come accade in “Rise together” o laddove, vedasi “Do I have your attention?”, alimentano il loro songbook con un adescante spirito punk n’ roll.
Sempre in tema di strutture armoniche abbastanza “semplici” e tuttavia molto intriganti, “Strangers someday” si conquista l’ultimo plauso della disamina, rivolto all’atmosfera riflessiva e ipnotica con cui il brano catalizza sensi e attenzione.
Trouble coming” rappresenta, dunque, un altro nitido esempio di rock-blues per le “masse”, sfrondando tale definizione da ogni eventuale connotazione negativa e sottolineando le capacità di Laura Cox di conservare la passionalità del genere intridendola di un’urgenza “contemporanea” … una rarità, che ha le prerogative necessarie per contrastare la diffusione nell’etere mainstream delle svariate indecenze soniche che lo popolano.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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