Copertina 7,5

Info

Past
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:1989
Durata:54 min.
Etichetta:Elektra

Tracklist

  1. FAKE HEALER
  2. REST IN PIECES (APRIL 15, 1912)
  3. OF UNSOUND MIND
  4. ANTHEM TO THE ESTRANGED
  5. BADLANDS
  6. THE SPELL CAN'T BE BROKEN
  7. IT'S A SECRET
  8. CANNOT TELL A LIE
  9. THE POWERS THAT BE

Line up

  • Mike Howe: vocals
  • John Marshall: guitars
  • Craig Wells: guitars
  • Duke Erickson: bass
  • Kirk Arrington: drums

Voto medio utenti

Dopo essersi imposti come uno dei gruppi di maggior spessore nella scena heavy metal americana, i Metal Church si ripresentano al pubblico nel 1989 con Blessing In Disguise, disco che approda sul mercato con non pochi interrogativi alle spalle, determinati dall’uscita di David Wayne dalla formazione che si trova quindi composta da John Marshall e Craig Wells (chitarre), Duke Erickson (basso), Kirk Arrington (batteria) e Mike Howe (voce).
Partito il disco, è subito chiaro che il gruppo è ancora in splendida forma.
La sezione strumentale non delude assolutamente; le chitarre sono sempre ottime, sia a livello ritmico che solistico, validissima anche la prestazione di Arrington che ribadisce il ruolo primario che la batteria ha nel sound del gruppo.
In buona sostanza, quindi, chi ama il suono roccioso ma allo stesso tempo elaborato ed in parte melodico che ha caratterizzato il gruppo dal 1984, troverà in Blessing pane per i propri denti.
Ovviamente è impossibile parlare di questo album senza spendere due parole sulla prestazione che Howe offre al microfono. Dando per scontato che il timbro particolarissimo di Wayne era un po’ il marchio di fabbrica dei Church, non si può non lodare il lavoro del nuovo cantate, che riesce nell’impresa di rimpiazzare al meglio David senza presentarsi come un suo clone, mantenendo una buona dose di personalità.
Degna di nota la produzione curata da Terry Date, che ha amalgamato bene il suono di ogni strumento, rendendolo più pieno e corposo rispetto ai precedenti lavori del gruppo.
Tra i brani migliori spiccano "Fake healer" e "The powers that be", sorretto da un riff davvero notevole (anche se ricorda qualcosa di già sentito nella scena heavy inglese), ottima anche "Rest in pieces (April 15, 1912)".
L'unico punto (parzialmente) debole dell'album è "Anthem to the estranged" che ad un primo ascolto può risultare leggermente prolissa.
Questo piccolo neo, comunque, non sminuisce il lavoro dei Church, che per la terza volta consecutiva centrano il bersaglio conservando meritatamente una posizione di spicco nel panorama heavy statunitense.
Recensione a cura di Luca 'Orphen' Recla

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 30 ago 2017 alle 20:52

"Blessing in disguise" è una cosa meravigliosa. È diretto ai fans e non c'è data di scadenza. La gente ancora si preoccupa e desidera ascoltare la loro musica che è la cosa più importante. La loro carriera sta guardando meglio di quanto non sia mai stato. Grandi vendite record ma non hanno bisogno di grandi vendite, non ottengono 10 dollari su un album che stai ricevendo a 60 dollari X venti dollari. Il punto della questione è quello di far conoscere la musica alle persone che amano la propria band. Sono musically schizophrenic e quando li ascolto è l'unico barometro che ho. Mi piacciono le canzoni con melodia, armonie e un grande muro di chitarre elettriche heavy stack croccanti.

Inserito il 12 apr 2011 alle 14:56

Anthem To The Estranged è meravigliosa!!! Guai a chi me la tocca!

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