Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2024
Durata:42 min.
Etichetta:Les Acteurs de l'Ombre Productions

Tracklist

  1. LE HIÉROPHANTE
  2. DAATH
  3. DEUTEROS
  4. DISCIPLINA ARCANI
  5. Ô ROI DES EONS
  6. DE LA GNOSE ETERNELLE
  7. LE SEPTIÈME SCEAU

Line up

  • Aharon: vocals
  • Wilhelm: guitars
  • Léo Dieleman: bass
  • Kampen Turbokot: drums

Voto medio utenti

Al loro esordio discografico di lunga durata, i parigini A/Oratos si fanno portavoce di quello che loro stessi definiscono Black Metal Gnostico, concentrandosi, con la loro proposta, contro il vuoto spirituale della odierna società da combattere, sempre nelle loro parole, con la conoscenza e lo studio approfondito.
Di certo un nobile intento quello del gruppo.
Parliamo, però, di musica e non di filosofia nel caso specifico, motivo per il quale "Ecclesia Gnostica" altro non è se non un discreto album di musica estrema, registrato e suonato bene (a tratti benissimo), melodico e magniloquente secondo una certa tendenza tutta francese, in un buon equilibrio tra la violenza delle parti più tirate e quelle più maestose in cui viene fuori un alone fiero e battagliero, ma, ad una attenta analisi, abbastanza monocorde poiché avaro di quelli che gli anglosassoni chiamano selling points.
Gli A/Oratos si dimostrano, in ogni caso, abili in fase di arrangiamento e le loro canzoni mettono in evidenza impegno sul pentagramma, così come, in alcuni momenti, si evince una classe che, probabilmente, verrà fuori in seguito, ma, al momento, i nostri non riescono a distinguersi del tutto dal marasma delle uscite simili, per lo meno non secondo il mio punto di vista, rimanendo quindi relegati al "vorrei, ma non posso".
Tutto questo è vero in generale, ma, come già accennato, a sorpresa i francesi escono dall'anonimato (per così dire) e scrivono un paio di brani come la deliziosamente techno/death oriented "Disciplina Arcani", la bellissima "Le Hiérophante" (il brano che i Behemoth vorrebbero comporre da dieci anni a questa parte), o la conclusiva, sinfonica e fomentante, "Le Septième Sceau" in cui vengono fuori una maestria ed una capacità di emozionare (soprattutto nel secondo caso) che ci fanno rizzare le antenne e ci convincono che, tutto sommato, dovremmo dare tempo agli A/Oratos ed alla loro proposta perché, credo, sapranno regalarci musica di cui godere nel futuro.
Io, per adesso, mi riascolto l'album e mi preparo a quello che sarà, conscio che il mio voto sarebbe potuto anche essere ben maggiore.
Spero facciate lo stesso.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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