Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:38 min.
Etichetta:AFM Records

Tracklist

  1. ALL FOR METAL
  2. GODESS OF WAR
  3. BORN IN VALHALLA
  4. RAISE YOUR HAMMER
  5. HEAR THE DRUM
  6. RUN
  7. PROPHECY OF HOPE
  8. MOUNTAIN OF POWER
  9. FURY OF THE GODS
  10. THE DAY OF HAMMERFALL
  11. LEGENDS NEVER DIE

Line up

  • Florian Toma: bass
  • Leif Jensen: drums
  • Tim "Tetzel" Schmidt: vocals
  • Antonio Calanna: vocals
  • Ursula Zanichelli: guitars
  • Jasmin Pabst: guitars

Voto medio utenti

Tirate fuori gli spadoni, le mutande di pelo, elmetti, fatevi crescere la barba! Il disco più tamarro e trve metal di questo 2023 è arrivato alle porte, e certamente gli All For Metal si sono fatti desiderare dai difensori del vero metallo, dato che sono stati ben sei i singoli estratto dal loro debut album 'Legends', usciti quasi tutti a cadenza mensile sin dallo scorso Dicembre. Composti da membri di provenienza tedesca che italiana, tra cui vanno citati Tim "Tetzel" Schmidt (Asenblut) e Antonio Calanna (ex Devicious). Direi che, solo a guardare il look di tutti i membri della band, non sia difficile immaginare la musica proposta.



'Legends' pesca a piene mani dal reparto manowariano, sopratutto dal punto di vista dei testi, di Bloodbound, Dream Evil, i Brothers Of Metal, Warkings e moltre altri gruppi che si muovono similmente sulle stesse coordinate, un Power metal molto energico, diretto, caricato a testosterone, con un songwriting non particolarmente ricercato, anzi, ma che punta tutto sulla scarica di adrenalina, non curandosi dell'originalità. Il disco è composto essenzialmente da canzoni tutte dalla durata ristretta, raramente si va oltre i 4 minuti, dai ritornelli potenti e tutti costruiti ad hoc per essere cantati sotto il palco, come 'All For Metal' e 'Born In Valhalla', giocate sulll'alternanza di stili vocali tra il pulito di Calanna e il growl di Schmidt, estremamente vicino a quello di Johan Hegg, almeno il più recente, degli Amon Amarth. Descrivere pezzo per pezzo sarebbe estremamente noioso e, tolto il ritornello scandalosamente brutto di 'Run', vi basti sapere che se non riuscite a trattenere l'impeto guerrigliero dentro di voi durante l'ascolto delle varie 'Fury Of The Gods' e 'Legends Never Die', questo è l'album decisamente fa per voi.

Originalità prossima allo zero, divertimento certo. Ogni tanto ci vuole anche questo, anche se il livello di tamarragine è davvero alto.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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