Copertina 8

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2006
Durata:59 min.
Etichetta:SPV
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. IN MEMORIAM (INTRO)
  2. FINISTERRA
  3. MEMENTO MORI
  4. SONS OF EARTH
  5. BLOOD TELLS
  6. UPON THE BLOOD OF MEN
  7. AT THE IMAGE OF PAIN
  8. SANGUINE
  9. PROLIFERATION
  10. ONCE IT WAS OURS
  11. MARE NOSTRUM
  12. LUNA
  13. BEST FORGOTTEN

Line up

  • Fernando Ribeiro: vocals
  • Mike Gaspar: drums
  • Pedro Paixao: guitar, keys
  • Ricardo Amorim: guitar, keys

Voto medio utenti

“Wolfheart” li aveva rivelati agli occhi del mondo undici anni fa per la loro straordinaria abilità di combinare stili e influenze diverse, gothic, black, folk e tradizioni etniche, in un unico, meraviglioso affresco musicale: in breve, una delle bands più geniali e innovative dell’ultimo decennio! “Irreligious” aveva, se possibile, addirittura surclassato il suo predecessore, diventando nel giro di pochissimo tempo un disco imprescindibile di quella che poteva già essere chiamata la “New wave of gothic metal”. Un mini cd, due soli full length, ed i portoghesi Moonspell erano già nella leggenda.
Due anni dopo era arrivato un altro capolavoro, “Sin” e successivamente “The butterfly effect”, che pur nella sua vena eccessivamente moderna e “industrial”, ha rappresentato un capitolo importante della loro evoluzione artistica.
Questo accadeva nell’arco di quattro, intensissimi anni, dal 1995 al 1999. La fase creativa, sperimentale dei lusitani si interrompe qui: i lavori successivi “Darkness and hope” (2001) e “The antidote” (2003), pur ottimi, sono a mio parere frutto di un eccessivo manierismo, di un certo senso di autocompiacimento ed autocitazione di una band che pare vivere beatamente sullo status acquisito coi primi dischi.
Questo nuovissimo “Memorial” non fa eccezione e si situa esattamente sulla falsariga del precedente: abbandonate le atmosfere oscure e darkeggianti, il gusto un po’ romantico e vampiresco dei loro dischi storici, i portoghesi si lanciano in sfuriate di stampo black/death, con Fernando Ribeiro quasi totalmente dedicato alle growling vocals. E’ un disco estremo “Memorial”, fortemente estremo, tanto che all’inizio non mi aveva affatto convinto e l’avevo rigettato come troppo sbrigativo e semplicistico, adatto più ad una band ai propri esordi, e non certo ad una giunta al suo settimo lavoro in studio!
Ad un ascolto più attento però, “Memorial” rivela tutto il suo valore: certo, le sofferte magniloquenze di “Mephisto” o “Ruin and misery” non ci sono più, e nemmeno le suggestioni electro wave di “Sin”. Dietro la scorza ruvida dei nuovi brani si nasconde però una band conscia dei propri mezzi, che ha deciso di sterzare in maniera definitiva verso la componente estrema del proprio sound, ma che non lo ha fatto in maniera banale: strutture elaborate, arrangiamenti curatissimi, tastiere e orchestrazioni minimali, ma mai una volta fuori posto.
“Finisterra”, “Memento mori”, “Upon the blood of man”, “At the image of pain” sono piccole gemme di gothic/death che solo una band dalla classe dei Moonspell avrebbe potuto comporre.
Fernando e compagni vanno come dei treni, ma non rinunciano ad infilare qualche piccolo esperimento, come nella strumentale “Proliferation”, in cui archi sintetizzati disegnano una melodia inquietante ed energica al tempo stesso, oppure in “Mare Nostrum”, poco più di un intermezzo per chitarra acustica, ma comunque molto efficace.
In una manciata di occasioni la band smette di pestare e strizza l’occhio alle sonorità del passato, come accade in “Sanguine”, bellissima track in cui nella strofa Fernando torna ad usare la voce pulita, regalando più di un brivido lungo la schiena. “Luna” si richiama invece a songs come “Full moon madness” o “Alma Mater”, ma senza minimamente riuscire a rievocarne la magia ed anzi, risulta il pezzo più debole di tutto il lavoro.
Bellissima invece la conclusiva “Best forgotten”, che vive del contrasto tra una parte iniziale soffusa ed una più dinamica e accelerata, il tutto condito da un ritornello lento e pesante, ai confini del death/doom. Un ottimo episodio, che forse sintetizza più di tutti quello che sono oggi i Moonspell, vale a dire una band superiore alla media, che ha contribuito in passato alla nascita di un nuovo modo di concepire il metal estremo, e che ha rinunciato a questa vocazione, pur senza smettere di produrre dischi di qualità.
Non credo, come dice Fernando nell’intervista di cui potete leggere nella sezione apposita, che “Memorial” diventerà uno dei dischi più importanti di questo settore del metal: siamo comunque di fronte ad un grandissimo lavoro e non penso che, da una band che ci ha dato così tanto in passato, si possa chiedere di più.
Recensione a cura di Luca Franceschini
Memorial

Mamma che album grandissimi moonspell!!!

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