Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2017
Durata:35 min.
Etichetta:Napalm

Tracklist

  1. HEALED BY METAL
  2. WHEN THE NIGHT FALLS
  3. LAW BREAKER
  4. FREE FOREVER
  5. CALL FOR WAR
  6. TEN COMMANDMENTS OF METAL
  7. THE HANGMAN'S EYE
  8. KILL RITUAL
  9. HALLELUJAH
  10. LAUGHING WITH THE DEAD

Line up

  • Chris Boltendahl: vocals
  • Axel Ritt: guitars
  • Stefan Arnold: drums
  • Jens Becker: bass
  • Marcus Kniep: keyboards

Voto medio utenti

Nuovo lavoro nella nutrita discografia del combo tedesco, questo “Healed By Metal” è un disco con molte luci e qualche ombra. Innanzitutto da lodare la grinta, la freschezza compositiva, l’approccio vocale del buon Chris Boltendahl meno “sgraziato” che in passato e la produzione sempre su ottimi livelli; poi ci sono le canzoni e qui andiamo sul sicuro, i Grave Digger sono sempre in grado di suonare i loro classici riff assassini partendo in quarta, poi però non sempre riescono a mantenere alta la tensione creata, è il caso ad esempio di “ The Hangman’s Eye” , “Hallelujah” e la conclusiva “Laughing With The Dead” composizioni abbastanza piatte e banali per lo standard del gruppo.
Il disco comunque parte bene con la titletrack, un mid tempo quasi hard rock che ricorda nel chorus la canzone “To The Metal” dei Gamma Ray che sicuramente farà cantare i fans a squarciagola in sede live, le successive “When Night Falls” e “Lawbreaker” (che inizia con un rombo di motocicletta) ci colpiscono per la velocità ed il riffama tipicamente in your face di Axel Ritt, mentre “Free Forever” inizia come “Solid Ball Of Rock” dei grandi Saxon e questo non puo’ che farci piacere. Nonostante sia accreditato Marcus Kniep alle tastiere, queste ultime si sentono davvero poco e a mio parere hanno poco o niente a che fare col sound power-speed del gruppo, ad ogni modo sono sempre le chitarre e la sezione ritmica, precisa e roboante, a tenere alto il suono terremotante dei becchini, in “Call For War” c’è un grande chorus ed un grande assolo centrale di stampo maideniano, “Ten Commandments Of Metal” è caratterizzata dagli stop & go, e la successiva “Kill Ritual” suona molto Judas Priest. Che altro dire, I Grave Digger si dimostrano ancora in grado di far mangiare la polvere a molti giovani gruppi, dovrebbero solo curare un po’ di piu’, a mio modesto parere, il songwriting per evitare di risultare troppo ripetitivi e magari proporci liriche e titoli meno stereotipati. Da ultimo, bellissimo l’artwork della cover, come sempre d’altronde, un vero trademark del gruppo.

Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 20 gen 2017 alle 09:04

Heart Of Darkness è un ottimo disco, per me il loro migliore, pieno di ottime canzoni, un po meno Reaper, ma comunque grande album. Ma a mio parere i gruppi di serie A sono altri, quindi, a parte un pugno di grandi album, PER ME, sono buoni mestieranti del metal, punto. E' la mia opinione, se non ti va bene te la fai andare bene lo stesso :-) Se per te sono gli Iron Maiden, buon per te. Buon ascolto

Inserito il 19 gen 2017 alle 13:40

Heavy Metal Breakdown (1984) Witch Hunter (1985) The Reaper (1993) Heart Of Darkness (1995) ...la storia dell'Heavy Metal europeo passa anche da questi dischi ...altro che mestieranti...

Inserito il 19 gen 2017 alle 11:23

Esattamente, concordo con Dave... buoni mestieranti del metal che hanno azzeccato alcuni ottimi album

Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.