Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2015
Durata:50 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. THE RIDE MAJESTIC
  2. ALIGHT IN THE AFTERMATH
  3. DEATH IN GENERAL
  4. ENEMIES IN FIDELITY
  5. PETRICHOR BY SULPHUR
  6. THE PHANTOM
  7. THE RIDE MAJESTIC (ASPIRE ANGELIC)
  8. WHIRL OF PAIN
  9. ALL ALONG ECHOING PATHS
  10. SHINING LIGHTS
  11. FATHER AND SON, WATCHING THE WORLD GO DOWN

Line up

  • Björn "Speed" Strid: vocals
  • Sven Karlsson: keyboards
  • Dirk Verbeuren: drums
  • Sylvain Coudret: guitars
  • David Andersson: guitars
  • Ola Flink: bass

Voto medio utenti

A distanza di due anni dal precedente “The Living Infinite” e di pochissimi mesi dalla release del dvd “Live In Helsinki”, dopo un’attesa tediosa i Soilwork tornano su piazza e propongono al grande pubblico il loro nuovo lavoro in studio. Un album che in molti hanno etichettato come “segnato”, sfortunato sin dalla sua genesi, a causa dei numerosi lutti che hanno colpito la band, episodi che hanno scosso, come testimoniato in numerose interviste, ciascun componente dell’esemble svedese. Un dolore così grande da essere trasformato in un messaggio positivo, un inno che, nel corso di queste undici tracce, vuol celebrare e ricordare le persone care che abbiamo perso e che ci porta a credere/confermare che la vita non è altro che una lunga, solenne corsa che si protrae anche dopo la morte. Da queste premesse, Bjorn Strid e i suoi Soilwork hanno dato vita a “The Ride Majestic”.

Il decimo capitolo della band è senz’altro un album più personale, grezzo e cupo rispetto ai suoi predecessori, un disco che a tratti sembra essere persino malinconico, frutto dei testi scritti dallo stesso Strid, incentrati sulla vita e sulla morte, su quel lato oscuro dell’animo umano che spicca proprio nel momento del bisogno. Le undici tracce di questo nuovo tassello discografico si snodano su strutture velocissime e abbastanza tecniche, come mostrato in “Alight In The Aftermath”, dall’omonima titletrack o ancora nella bellissima “Enemies In Fidelity”, brano dal ritornello orecchiabile e da un’atmosfera veramente particolare nel suo genere. Brani, questi, di facile assimilazione che si alternano a episodi accattivanti e violenti che colpiscono l’ascoltatore come un pugno inaspettato nello stomaco, come dimostrato dalla tripletta “All Along Echoing Paths”, “Shining Lights” o la conclusiva “Father And Son Watching The World Go Down”, che vede Nathan Biggs dei Sonic Syndicate prendere le redini del gioco dietro il microfono.

Al contrario di alcuni dischi rilasciati in passato dalla band, dove l’entusiasmo iniziale veniva a mancare dopo l’ascolto dei primi brani, questa nuova opera non annoia né affatica l’ascoltatore, anzi, lo cattura proprio grazie a quelle melodie orecchiabili, a quel mood malinconico ed oscuro che fa da filo conduttore al disco e a quel mix sapientemente bilanciato tra parti estreme, maggiormente accentuate e parti più soft ancora più armonizzate che vanno a creare una dinamica piuttosto interessante. Il vero punto di forza dei Soilwork è il sapersi reinventare, il saper proporre freschezza senza tornare ai fasti del passato e questo “The Ride Majestic” ne è la prova concreta!
Recensione a cura di Arianna G.

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