Copertina 5,5

Info

Anno di uscita:2004
Durata:45 min.
Etichetta:Massacre
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. NIGHTCHURCH
  2. ACCORDING TO
  3. WISHFUL THINKING
  4. DON'T YOU KNOW
  5. CONTEMPLATION
  6. YOUR FEAR
  7. OUTCAST
  8. DRAGONS FLIGHT
  9. FIGURE THIS

Line up

  • Mats Leven: vocals
  • Fredrik Akesson: guitars
  • Hakan Rangemo: drums
  • Jan Lund: bass
  • Jan Bingegard: keyboards

Voto medio utenti

Line-up di tutto rispetto per gli svedesi Sabbtail, i cui membri hanno militato tra le fila di Necronomicon, Fortune, Talisman, Swedish Erotica... Sabbtail è il nome del protagonista di alcune novelle di soggetto magico e occulto scritte da Jan Bingegard, tastierista e mente della band. Bingengard e Lund, bassista della formazione, firmano anche la copertina di Nightchurch che anticipa i toni lugubri e cupi delle melodie contenute nell'album. Questo può essere considerato il debut effettivo dei Sabbtail le cui precedenti pubblicazioni si limitano a una raccolta di demo uscita nel 2000 nel solo Giappone e dal suono di qualità pessima. Le atmosfere sono quelle del classic-metal anni 70; Deep Purple, Rainbow e Uriah Heep le fonti di ispirazione dei 5 svedesi che mischiano tastiere Hammond a toni epici, power metal e qualche episodio progressivo. Questo è in realtà il vero problema di Nightchurch: troppi spunti, troppe influenze diverse messe in fila senza un apparente criterio logico. La voce di Mats Leven viene spinta all'eccesso nell'affannosa ricerca di toccare acuti sempre più alti che sconfinano in urla fine a se stesse; si salvano solo le battute iniziali di "According To" e di "Contemplation" dove Leven mantiene una tonalità più bassa che rende il suo cantato molto più piacevole rispetto a tutto il resto. Le chitarre e le tastiere sfoggiano una impareggiabile perizia tecnica ma troppo spesso si lanciano in assoli chilometrici e confusionari; Akesson e Bingegard sembrano troppo impegnati ad affermare se stessi e a dimostrare di possedere l'intera discografia dei Deep Purple piuttosto che tentare di creare qualcosa di originale. In particolare Akesson sembra volersi rifare di tutto il virtuosismo di cui non ha mai potuto fare sfoggio tra le fila dei Talisman di Marcel Jackob. Intendiamoci, non mancano momenti musicali interessanti, ma dalla quarta traccia in poi diventa davvero difficile cogliere quanto di buono ci possa essere:proprio la mancanza di organicità e coerenza rischiano seriamente di far annegare i passaggi migliori nel caos. Credo che i Sabbtail abbiano le carte in regola per scrivere del materiale più originale e meglio strutturato che metta meglio a frutto gli spunti e le idee, alcuni di questi anche molto validi, presenti in Nightchurch.
Acquisto consigliato agli amanti del sound anni '70, ma solo dopo un attento ascolto.
Recensione a cura di Elena Mascaro

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