Copertina 5

Info

Anno di uscita:2003
Durata:49 min.
Etichetta:MTM
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. PANAMA – JIMMY CRESPO / RICHARD KENDRIK
  2. SHY BOY – G. LYNCH / T. HAMELL / J. MCMASTER
  3. YANKEE ROSE – ENUFF ZNUFF
  4. AIN’T TALKIN’ BOUT LOVE – JET BLACK JOY
  5. TOBACCO ROAD – COREY GRAVEN
  6. TAKE YOUR WHISKEY HOME – AMERICAN DOG
  7. MAS TEQUILA – FULL TILT
  8. WHY CAN’T THIS BE LOVE – GRAVITY PHARM
  9. I CAN’T DRIVE 55 – SHANE VOLK
  10. WHEN ITS LOVE – RICHARD KENDRIK
  11. RICHT NOW – 5150
  12. THERE ONLY ONE WAY TO ROCK – STEVE WHITEMAN

Line up

Non disponibile

Voto medio utenti

Si sarà capito che non mi piacciono le raccolte di cover precisamente identiche agli originali, che ritengo un esercizio fine a sè stesso.
Nello specifico, se desidero ascoltare la storica “Ain’t talkin’ bout love” così come è stata composta spolvero il primo vinile dei Van Halen e lo piazzo sul giradischi. Se per malaugurata ipotesi non ce l’avessi, vado in un negozio e lo acquisto perché si tratta di un grande album. Quello che non mi verrebbe mai in mente di fare è procurarmi la versione tarocca dei Jet Black Joy, con tutto il rispetto per questo gruppo.
Questo è il più debole tributo che mi sia capitato ultimamente. Le canzoni sono pescate a casaccio dalla produzione Van Halen dell’era Roth e di quella Hagar, ma anche dai lavori solisti dei due cantanti e questo davvero non si spiega, neanche scarseggiassero brani eccellenti di questa storica formazione. Gli interpreti saranno pure antiche glorie rock, ad esempio George Lynch (Dokken, Lynch Mob) e Jimmy Crespo (Aerosmith, Rod Stewart), ma di sicuro non molto popolari di questi tempi, e quando il nome più conosciuto resta quello dei coloriti Enuff Z’nuff c’è di che preoccuparsi.
Non è stato dato sufficiente rilievo all’indiscussa classe hard rock espressa dai Van Halen nei primi anni di attività, per inserire come già detto brani non memorabili del repertorio personale di Roth e Hagar.
Le cover sono fotocopie prive del minimo spunto autonomo e l’atmosfera è di generale piattezza, per onestà l’unica che mi ha dato un accenno di emozione è la versione schitarrata ed alcolica di “Take your whiskey home” dei southern-rockers American Dog. Un consiglio, se ci tenete a sentirla aspettate che la inseriscano come bonus in un loro album.
Stavolta mi tocca scendere sotto il solito sei politico, perché i Van Halen meritavano ben altro tributo che questa moscia antologia.

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