Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2010
Durata:49 min.
Etichetta:Earache Records

Tracklist

  1. THE TREND
  2. COWARD
  3. AMBUSH
  4. BETRAYED
  5. 25 SECONDS
  6. NOWHERE TO GO
  7. THE OTHER SIDE
  8. DEATH IN YOUR EYES
  9. PAYBACK
  10. ROMEO DELIGHT (VAN HALEN COVER)

Line up

  • Dave Padden: Vocals
  • Jeff Waters: Guitars, Bass
  • Ryan Ahoff: Drums

Voto medio utenti

Gli Annihilator sono l’esempio più lampante di band che ti fa incazzare come una iena, per quello che avrebbero potuto fare e, non si sa per quale assurdo motivo, non hanno fatto. Se è innegabile, infatti, il valore assoluto di un capolavoro come “Alice in Hell” e del suo degno successore “Never, neverland”, è altrettanto vero che poi il genio di Jeff Waters, salvo picchi isolati, è andato pian piano scemando negli anni, alla ricerca assurda di un sound più rock, a discapito dei voli pindarici techno thrash dei primi album.
Quando ho iniziato ad ascoltare questo nuovo lavoro, omonimo, i bestemmioni si sono sprecati, perché le prime note dell’opener “The trend” non facevano presagire nulla di buono. Per fortuna è stato solo un inganno durato pochi secondi, perché poi la canzone, e l’album tutto, mi hanno letteralmente spiazzato, visto che mi hanno riconsegnato i miei amati Annihilator a livelli degni del loro nome e del genere che hanno contribuito a creare. Certo non stiamo ai livelli dei due album prima citati, però vi assicuro che questa volta le canzoni funzionano, anche quelle, immancabili, più rockeggianti o più sperimentali, e a parte un paio di cali qua e là il disco si mantiene su un livello più che buono. E poco importa se nella già menzionata “The trend” il buon Jeff si autocelebra con un richiamo ad “Alison Hell”, o se a un certo punto spuntano fuori un riff assolutamente slayeriano (“Ambush”) o un altro un po’ troppo simile a quello di “Holy diver”, tutto sommato possiamo perdonarglielo, visto il livello dell’album.
Altra cosa che mi preme sottolineare è l’ottima prova di Dave Padden, che ormai sembra essersi integrato perfettamente nella band, e non sembra più il ragazzino spaesato dei primi tempi, a suo agio sia nelle parti più aggressive che in quelle più melodiche.
Al di là di tutte queste considerazioni fa piacere sentire la band di nuovo picchiare durissimo, come nella “Ambush” di cui sopra, o in quell’altra mazzata sui denti che risponde al nome di “Coward”, ma non sono gli unici due episodi, visto che tutto l’album, salvo rare eccezioni, può vantare un generale indurimento del sound, pur senza perdere mai di vista il gusto melodico che da sempre ha caratterizzato il songwriting di Waters. E sono proprio i riff vorticosi di Jeff a farla da padrone, secchi ed intricati come sempre, così come i suoi 66 (!!!) assoli in sole dieci tracce, assolutamente di gusto, tecnici e melodici come solo lui sa fare, e mai fuori posto.
“Annihilator” è un album strano, che non ti entra in testa al primo ascolto, però bisogna ammettere che cresce con gli ascolti, se non altro perché dopo 4-5 volte che lo si riascolta è possibile apprezzare meglio tutte le sue sfumature, le sue armonizzazioni, anche se al tempo stesso ci si rende conto di come almeno 2 o 3 brani non siano al livello degli altri. Sicuramente niente di eccessivamente brutto, però resta l’amaro in bocca perché si sarebbe potuto fare qualcosina in più, per esempio in “25 seconds”.
Per farsi perdonare, però, il buon Jeff si gioca una carta sicura, e cioè la cover, posta in chiusura, di uno dei brani più belli ma al tempo stesso più sottovalutati dei Van Halen, la splendida “Romeo delight”, qui riproposta in maniera superlativa, visto che il gruppo è riuscito a non discostarsi più di tanto dall’originale, pur inserendo delle parti personali che non hanno snaturato il senso originale del brano.
Insomma, in definitiva “Annihilator” è un buon disco, che non fa sicuramente gridare al miracolo, ma che non merita nemmeno eccessive detrazioni, visto che suona genuino e visto che ci riconsegna una band per troppo tempo rimasta in secondo piano. Sono sicuro che i vecchi fans di Waters e company apprezzeranno, e non solo loro…
Recensione a cura di Roberto Alfieri

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 24 mag 2010 alle 11:52

ascolterò al più presto il nuovo album degli Annihilator... al momento mi limito a sottoscrivere l'opinione del Graz per quel che riguarda i Kreator, a mio avviso da anni (troppi) dediti a sfornare dischi formalmente ben fatti ma completamente privi di spirito.

Inserito il 23 mag 2010 alle 11:58

"Metal" mi aveva davvero schifato! Questo nuovo album mi sembra un buon passo avanti, ci sono dei bei pezzi tirati ed alcune delle "follie" tipiche di Jeff. La vera nota negativa secondo me? IL CANTANTE! Non mi piace per nulla! Ritengo che rovini il sound della band! Ma del resto... L'unica voce che a mio avviso esaltava gli Annihilator era quella del buon Randy Rampage

Inserito il 22 mag 2010 alle 01:01

mancanza di spirito che peraltro è ravvisabile da anni ed anni nei kreator...tanta maniera, convinzione sotto zero.

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