Copertina 7,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2009
Durata:55 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. PARADISE NOX
  2. LIQUID UNDER FILM NOIR
  3. SKYDANCER
  4. SYNCHRO-MINDS
  5. THE HEART DEMANDS
  6. A MINOR DANCE
  7. CASCADE (FOR A DAY)
  8. HORIZON LINE
  9. SULPHUR RODENTS
  10. ANSWERS NEVER QUESTIONED
  11. ALTITUDE

Line up

  • Marjan Welman: vocals
  • Mats van der Valk: guitars
  • Jens van der Valk: guitars
  • Jerome Vrielink: bass
  • Jan Munnik: keyboards
  • Jan Grijpstra: drums

Voto medio utenti

Quarto album per gli olandesi Autumn che ormai hanno preso il ritmo e conquistato la fiducia della Metal Blade, soprattutto alla luce dei lunsighieri risultati ottenuti con il precedente album "My New Time"; logica conseguenza la puntualità di questo nuovo "Altitude" che però porta una novità poco gradita.

Come abbiamo saputo seguendo le news sugli Autumn in questi mesi su EUTK.net, la bella e bravissima singer Nienke ha dovuto lasciare la band per motivi di salute nel Febbraio 2008 (che ci auguriamo oggi possano essere risolti, anche se qualche bene informato parla di altre motivazioni) ed è stata sostituita dall'altrettanto bellissima Marjan Welman, già alle prese in passato con gli Ayreon.
Come detto in passato, se le scelgono brutte negli Autumn.
Detto questo, la bontà della band viene confermata in pieno ed "Altitude" non delude le aspettative, piazzate saldamente su un gothic metal molto poco piagnucoloso, basato specialmente su un'attitudine a metà tra l'hard rock anni '70 (c'è un uso/abuso dell'organo hammond in questo disco) ed il dark elettronico di metà anni '80, un melting pot molto efficace per le composizioni degli Autumn, che godono di un'eleganza ed una soavità fuori dal comune.
E la bella Marjan, come se la cava nella sua nuova band?
Beh, la sua bravura non si discute, assolutamente, e così anche la sua timbrica ed il colore; sicuramente è colpa dell'abitudine ma la maggior grinta di Nienke dava quel leggero quid in più alla musica degli Autumn, mentre la delicatezza di Marjan sposta l'ago della bilancia su altre qualità.

Un disco di una bellezza timida e delicata, quasi vergognosa, ma così al contempo affascinante ed irresistibile.
Se avete amato da sempre gli Autumn continuerete a farlo con passione e devozione, se non l'avete mai fatto forse è il caso di aprire il vostro cuore.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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