di Laura ArchiniQuest’anno la
Milano Tattoo Convention, una delle più importanti in Europa, ha festeggiato la maggiore età, avendo raggiunto la diciottesima edizione. Si è svolta dal 8 al 10 Febbraio presso il capiente centro congressi del Quark Hotel di via Lampedusa ed è stata presentata da Andrea Rock di Virgin Radio. Appena arrivata il colpo d’occhio è notevole: una folla immensa di uomini e donne coloratissimi, nel senso letterale. Pin up, metallari, dark, persone dai vestiti normalissimi, ma tutti accomunati dall’essere ricoperti di tatuaggi e, molti, anche piercing. Braccia, gambe, busti, teste e visi anche; all’entrata della convention, a dare indicazioni, un uomo con due corna di ariete tatuate ai lati del viso ed un numero imprecisato di piercing facciali e alle orecchie, vestito come i metallari negli anni ’80: chiodo in pelle e gilet di jeans con toppa del gruppo preferito, pantaloni di pelle. Sento accenti di tutte le regioni d’Italia e molti stranieri. All’interno, nella vasta area su due piani, 250 tatuatori di fama internazionale, provenienti da tutto il mondo (Italia, Stati Uniti, Francia, Svezia e Finlandia, Russia e Polonia, Giappone, Spagna, Inghilterra…), ciascuno all’opera con persone che avevano preso un appuntamento per essere tatuate in fiera. Questo non è un posto per chi vuole una farfallina sulla caviglia, quello che si vede qui sono vere e proprie opere d’arte; corpi come tele bianche da riempire e pittori che usano aghi ed inchiostro invece dei pennelli. Il corpo diventa un libro di immagini da leggere, che racconta la storia di colui che lo abita, un tentativo di trascendere la mera fisicità, per trasfigurarla in simbolo. Una nuova pelle, una più vera immagine di sé. Interessantissimo poter vedere da vicino la cultura del tatuaggio tradizionale del Giappone (fatto con le bacchette), quello tribale della Nuova Zelanda (sono rimasta affascinata dai tatuatori maori, coperti di volute e spirali sul corpo e sul viso), il tradizionale americano di New York, il fumettoso stile californiano ed i mille modi di espressione di quello europeo. Ovviamente molti gli stand di attrezzature varie, dedicati agli addetti ai lavori. Presente una sezione mostre con: l’interessante esposizione fotografica dedicata allo stile chicano e alle street band di Los Angeles, Tattoos From The Street Of Los Angeles di Andres Herren; la mostra By All Means Necessary con le copertine degli lp dedicate dai tatuatori alle bands del cuore, molte delle quali metal; la mostra Woodcut Portraits del celebre tatuatore londinese Alex Binnie, che ha reso omaggio ad alcuni dei più noti tatuatori internazionali, immortalandoli con ritratti su una preziosa carta giapponese; la mostra fotografica con gli scatti dell’edizione 2013 del Calendario Tattoo Energy con protagonista la bellissima modella di Las Vegas Sabina Kelley. Il suo corpo, The Body, è il più fotografato nel mondo del tatuaggio e della fotografia internazionale. Diversi gli spettacoli in programma: la danza acrobatica della compagnia Aves; le danze etniche del gruppo Le Soeurs Tribales; il gruppo di Andrea Rock, Punk Goes Acoustic; il concorso Miss Milano Convention, per la gioia dei maschietti; i lavori di airbrush di Lorenzo Dossena (bodypainting). Di mio particolare interesse la performance della celebre mangiatrice di spade finlandese Lucky Hell. Anche quest’anno è stato possibile partecipare al tattoo contest, che ha premiato il tatuaggio ritenuto più bello sotto vari punti di vista ed il tatuatore che lo ha realizzato. Siccome il tatuaggio fa anche moda e costume, non potevano mancare le emittenti televisive, che si aggiravano per riprese ed interviste. Come sempre, presenti anche i semplici curiosi, quelli a cui piacerebbe ma… e quelli rimasti talmente affascinati da decidere seduta stante di farsi “disegnare”. Al prossimo anno!
di Alex QueroMi è stato chiesto di scrivere qualche riga a corredo dell’articolo della cara Archini: lo faccio davvero molto volentieri, dandovi il punto di vista di un profano assoluto che si è avvicinato a questo mondo con tanta curiosità e ne è uscito con una convinzione e un desiderio ben preciso.
La convinzione è quella di aver assistito alle favolose performance di artisti internazionali da pochi centimetri di distanza, dal vivo, senza alcun filtro. Sì, amici, perché “artisti” è la parola chiave, l’unica possibile che viene in mente ammirando certe opere. Pezzi unici, perché ognuno indossa a proprio modo il tattoo e ognuno può dargli la vita che l’artista immagina quando realizza l’opera. E se da ben 18 edizioni il pubblico milanese (e non solo, sentendo gli accenti e le lingue parlate dagli avventori) accorre in massa alla Tattoo Convention, sopportando anche ressa e file pur di vivere fino in fondo queste giornate, vuol dire che la sensazione che ho avuto io ce l’hanno davvero in tanti.
Negli ultimi anni il tattoo è stato sdoganato, è vero, da feticcio riservato a pochi è diventato un fenomeno di massa, ma la magia che vibra nell’aria dalle parti di alcuni stand non potrà essere spazzata via da nessuna moda.
Un plauso enorme va alla perfetta organizzazione. Eventi che si susseguono sul palco, presentati da un Andrea Rock sempre in gran forma e perfettamente a proprio agio in questa veste, stand e tatuatori di grande richiamo e anche mostre davvero interessanti. Tra queste, giusto citare lo splendido lavoro fotografico di Stefano Padovani e il lavoro che unisce musica e tatuaggi fortemente voluto da Andrea Gallinini, che ha coinvolto tatuatori di tutto il mondo per realizzare opere ispirate a dischi storici. Quest’ultima mostra, tra l’altro, prevede anche la pubblicazione di un libro/catalogo al quale dedicheremo un articolo tra qualche settimana!
Chiudo, svelando anche, oltre alla convinzione, qual è il desiderio col quale sono uscito dalla mia giornata nel mondo del tatuaggio d’autore. Ebbene sì, dopo diversi anni in cui l’indecisione regnava sovrana nella mia mente, ora ho in testa esattamente ciò che voglio: presto la mia pelle si colorerà. Per sempre. Grazie alla Tattoo Convention, un appuntamento che consiglio in futuro a tutti quanti: appassionati, indecisi e curiosi!
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