
Su, veloci, tutti a preparare valigie, tende, prenotare biglietti, voli, treni, autobus, pieno alla macchina (si, chi ci crede!?), pieno di birra (questo si!) al seguito e pronti a partire! Tempo di festival pressoché ovunque: molti di voi staranno già pensando al
Gods of Metal, altri più fortunati al
Wacken o meglio ancora al
Summer Breeze e forse altrettanti stanno ancora cercando di rivendere quel biglietto incriminato per l’ingresso all’Arena Fiera Milano di Rho di domenica 24 Giugno, ammesso che non lo abbia già strappato a morsi per la rabbia.
Anche qui dalle parti di Siracusa quest’anno finalmente si muove qualcosa: la prima edizione del Metal Camp Sicily organizzato dalla staff del
Blacknight/Nbtv in collaborazione con
MondocanEventi e
Acciaierie Sonore Metalsound, in pratica quelli che da queste parti si sbilanciano di più nella proposta di eventi metal. Teatro dell’evento il
Villaggio La Torre di Palazzolo Acreide, immerso in una pineta tra gli Iblei. Selezioni musicali cura degli stessi organizzatori, organizzazione minuziosa e pubblicità sul web quasi snervante.
Previste 25 band per la manifestazione, ma mi pare che alla fine siano 24 di cui i tre headliners in ordine di apparizione:
Ecnephias, Natron e
Fingernails peraltro tutti e tre freschi della pubblicazione di un nuovo album durante il 2012. Le altre formazioni partecipanti rappresentano il meglio o parte del meglio visto che sono arrivate molte più richieste di partecipazione di quelle che per ovvi motivi di tempi e spazi potevano essere accolte, dell’underground siciliano o comunque del sud-italia. Underground si fa per dire perché sono per la maggiore realtà con già alle spalle delle pubblicazioni e abbastanza conosciute non solo nella zona; giusto per fare dei nomi: gli immensi
Traumagain (arrivati in extremis dalla Calabria in sostituzione dei
Sirrush), i palermitani
Untory e
Cadaver Mutilator o i catanesi
Camera Obscura Two da considerarsi altri headliners, senza nulla togliere agli altri.
Il festival è orientato per la maggiore sul metal estremo a parte qualche eccezione, una per sera tra cui il terzo headliner dedito al classico heavy metal, i
Dalia Nera più sul new metal e i
Refuge of a Dream.
Presenti due formazioni female-fronted: i
Refuge of a Dream appena citati, molto orientati sul prog-power, che sarebbero riusciti a spiccare anche in un contesto dedicato al genere e gli
MK Ultra alle prese coni primi live con la nuova cantante. La terza sarebbe dovuta essere
I Will Kill You che però troviamo sul palco con al microfono il chitarrista dei Dalia Nera al posto della cantante della formazione consueta.
Giovedi 31 maggio: ci rechiamo al villaggio e poco dopo le 21.00 assenti i
Terzocchio spetta ai black metallers
Delirio Occulto dare inizio alle ostilità. A seguire gli
Escapenout proposta groove metal,
Tamed Darts, i
Dalia Nera,
Spredin’Fear (molto giovani ma già sulla buona via),
I Will Kill You e infine è la volta degli
Ecnephias che ci propongono il loro occult metal cogliendo l’occasione per presentarci alcuni brani del nuovo
Inferno. Molto professionali e concentrati sull’esibizione anche se qualche errore ci scappa anche perché forse leggermente infastiditi –non a torto- di ritrovarsi a suonare di fronte a tredici persone se escludiamo tecnici e standisti.
TREDICI… che forse anche ne
L’ultima cena di Leonardo c’e più gente! Ecco parlando proprio delle presenze apriamo una parentesi: va bene che non c’erano i Black Sabbath neanche qua, ma è strano -sempre meno a dire la verità- che da queste parti ci si imbatta sempre sulla solita storia della poche presenze ai live da una parte e le solite lamentele per i pochi eventi in zona dall’altra, “e quel gruppo chi lo ascolta più e le cover band e i quattro ragazzini che suonano e il locale piccolo e il posto fuori mano…”
Sarà che il metal estremo non tira più di tanto da queste parti? Bèh ne dubito perché non credo che tutti quelli che lo ascoltano suonino anche visto che di band ce ne erano un bel po’. Puntare su più generi avrebbe aiutato? Forse, ma non credo più di tanto. E allora? E allora non saprei, ditemi voi… E questa volta non ci si è messa di mezzo nessuna tonaca, grazie al cielo! Sarebbe già bastato vedere tutti i musicisti impegnati nel Metal Camp (almeno nella sera in cui si sono esibiti) davanti al palco, cosa che è avvenuta solo in parte, o anche vedere le band che avevano comunque chiesto di partecipare a questa edizione ma non sono entrati nel bill fossero stati presenti, per riuscire a divertirci sul serio, non che non sia stato possibile ugualmente, anzi e penso tutti possano confermare, però ci sarebbe stata un’aria senza dubbio migliore: si è detto anche troppe volte “pochi ma buoni” …vero, però suona sempre un po’ come “non tutto il male viene per nuocere” o “pagare le tasse mi rende felice”, sempre lo stesso retrogusto amaro!
Si parla di supporto ma non sempre si vede.
Poi è chiaro che ognuno è libero di fare quello che gli pare, ci mancherebbe: per quel gruppo mi farei volentieri anche 2000 kilometri mentre quell’altro non fatemelo ascoltare neanche in macchina altrimenti scendo e vado a piedi!
De gustibus…La media, o meglio il picco, di 70-80 persone per serata sembra però troppo bassa. E’ inutile girarci intorno, già scendendo sotto Roma è sempre più difficile incontrare gruppi “da prima pagina” e forse questo è dovuto al fatto che non è facile rischiare, statistiche alla mano, e a perderci siamo tutti. Oddio il flop capita anche innanzi i palchi più prestigiosi, ma a fregarci qui è la costanza, ci accontentiamo di fare un mare di kilometri ma per quello che succede sotto casa c’è poca curiosità.
Gente, anche se
Hetfield e soci girano sempre più per “sopravvivere” se stiamo aspettando il live di
Lulu dalle nostre parti al momento ho brutte notizie per voi!
Ecco ridiamoci un po’ su e torniamo a noi.
Venerdì 1 giugno: i primi ad esibirsi sono i thrasher
Dephacer, seguiti dai
Refuge of a Dream poi è la volta dei
Superbia che avevamo già incontrato per aprire lo show degli
Extrema e che stavolta ci ripresentano già con maggior carattere a tutto vantaggio della loro prestazione. Seguono i
Krigere Wolf, death metal con sfumature black e thrash, e i
Traumagain e ci pensa
Buzz sempre molto scenico a scuotere per bene i presenti con il loro death metal, cosa che riesce immediatamente dopo anche agli
Untory. Pagan death metal ma anche atmosfere black invece per i
Vinterblot e thrash-death con i
Tales of Deliria.
Ed ecco arrivare i
Natron, pilastro del Death metal nostrano che mettono sul palco tutta la loro esperienza presentandoci i rinnovati brani del celebrativo
Grindermeister nonché il nuovo innesto nella line-up: Dario De Falco al basso che rende possibile anche il ritorno di Stefano Pomponio alla chitarra. Circa cinque brani anche per loro (lo spazio era per tutti mezz’ora), era pronto un lungo concerto con circa quindici pezzi in programma ma si fa presto a fare tardi, è già tardi sono le 03.00, stacchiamo tutto e andiamo altrimenti i vicini si lamentano (si erano già “armati”!).
Sabato 2 giugno: ultima puntata di questa prima edizione del Metal Camp Sicily, nonostante ci sia la coincidenza di un altro evento nel catanese, il
We Rock Fest, le presenze non sono tanto differenti dalle sere precedenti. Stavolta si inizia puntualissimi con il sole appena tramontato. Subito gli
MK Ultra sul palco seguiti dai
Thrash Bombs già visti in occasione del concerto dei
Bombers di Abbath,
Spoilshroud con un black-death molto tecnico, i
Camera Obscura Two –death/grindcore- e successivamente torna sul palco
Buzz questa volta imbracciando anche una chitarra e in versione melodica con i
Memories of a Lost Soul. Prima di chiudere arrivano i
Cadaver Mutilator con il loro imponente brutal death.
Finale con i botti grazie agli eccentrici
Fingernails che lasciano tutti contenti con il loro classicissimo heavy all’inglese tra le note dei vecchi successi e del nuovo
Alles Verboten. Tanta grinta che viene trasmessa subito al pubblico.
Finisce così il Metal Camp Sicily, salutando
Pistacchio, la simpatica mascotte a quattro zampe con tanto di pass al collo con cui abbiamo condiviso volentieri la cena in queste tre sere, un arrivederci a vecchi e nuovi amici guardando già il calendario per il prossimo evento e si torna a casa o in tenda chi resta per la notte. Si va via con un lieve ronzio nelle orecchie e con 100 canzoni in testa, cercando di abbinare i suoni a facce e nomi, con un leggero dispiacere per il mancato pienone ma con tanta gioia per il successo che alla fine è stato. Per non parlare della sensazione di vuoto di domenica sera… c’eravamo già abituati!
Per quanto si è potuto notare e ascoltare il festival è stato un successo dal punto di vista qualitativo, tutte band che sanno il fatto loro, nessuna esclusa, e mi auguro di sentire nuovamente parlarne e mi sa che ci sono buone probabilità che questo avvenga.
Forza ragazzi e complimenti!
…keep the Glory alive!Alla prossima!
A proposito: ci sarà “una prossima”? …chiediamolo agli addetti ai lavori.
Andando via strappo le prime impressioni a Gianni Manenti, ideatore e organizzatore del Metal Camp Sicily.Ciao Gianni, grazie per la disponibilità e benvenuto su Metal.it. Com’è nata l’idea del Metal Camp Siciliy?Semplice. Aggregazione in musica.
Chi c’è oltre a te dietro il Metal Camp?Sono stato supportato da Mondocaneventi, un grazie in particolare ad Alberto Penzin e da Acciaierie Sonore
Venticinque band in gran parte siciliane, segno che il panorama underground locale ha molto da offrire, pensi che la anche la scena locale possa avere un giorno lo spazio che merita?Assolutamente si, altrimenti non mi cimenterei nell’organizzare eventi del genere. La scena siciliana pullula di grandi bands che vanno supportate con ogni mezzo.
Parliamo degli Headliners, nomi noti della scena italiana ormai da anni, cosa vi ha spinto a scegliere questi nomi?La risposta l’hai data tu. Nomi noti nella scena italiana ormai da anni.
Passiamo alle note dolenti, parlando di numeri quali pensi siano le motivazioni di una partecipazione- diciamolo- non all’altezza di questa scommessa? Cosa andrebbe rivisto?Col senno di poi è sempre facile parlare e dare giudizi. Non so darti una risposta.
La crisi economica, la pigrizia, non lo so, se avessi la risposta sarei un mago.
Tirando le somme ci sono i presupposti per vedere in futuro una seconda edizione del Metal Camp da queste parti?Assolutamente SI, stiamo già lavorando alla seconda edizione, ma è ancora presto per dare informazioni al riguardo.
Grazie ancora, se vuoi aggiungere qualcosa questo spazio è tutto tuo!Grazie a Voi per lo spazio e il supporto puntuale alle iniziative di NBTV italia!
Possiamo quindi tranquillamente dire: Arrivederci Metal Camp Sicily!