Intervista di fine stagione con i ragazzi di Bologna Rock City, per gli amici BRC, che mese dopo mese in questi ultimi anni ci hanno sempre più stupito con appuntamenti di grande interesse, qualità, organizzazione seria ed impeccabile e tanta umiltà e voglia di fare bene.
In vista delle imminenti date del BRC Fest, a partire dagli Helstar il 1 Giugno per finire con gli Anthrax il 22 Giugno, abbiamo parlato con il buon Emiliano Nanni per tirare una somma delle attività finora svolte e degli interessantissimi programmi futuri, senza farci mancare un'analisi della situazione italiana odierna.
Buona lettura!
Dunque Emiliano, benvenuti sulle pagine di EUTK.net, in concomitanza praticamente alla fine di questa stagione: puoi illustrarci il resoconto di quest'annata, tra successi, conferme e, speriamo di no, delusioni? Quale evento di quest'anno ti ha riservato i maggiori entusiasmi?
Ciao Gianluca, la stagione che sta volgendo al termine è stata ricca di emozioni contrastanti, ma innanzitutto è stata lunghissima ed estenuante. L’appuntamento fisso del venerdì sera al Sottotetto più le altre date sparse, i tour e tutto il resto sono stati davvero un bell’impegno sia a livello psicofisico che economico.
Ci sono stati momenti esaltanti che hanno portato a belle soddisfazioni, l’inaugurazione della stagione con il concerto dei
Backyard Babies e poi diversi concerti belli da vedere e con tanto pubblico come
Firehouse, Turisas, Girlschool, i due
Glam Fest e diversi altri.
Al tempo stesso la grossa delusione è avere compreso che almeno per la mia città (
Bologna, naturalmente) è impensabile pianificare un appuntamento fisso settimanale se non si hanno nomi di rilievo da proporre e che come puoi immaginare non è pensabile avere anche allargando il proprio raggio di azione dall’hard rock al thrash metal ed oltre. Questo senza volere scendere a compromessi e quindi darsi a cover e tribute band, serate revival di gusto discutibile ed altro ancora. Non penso tutto ciò sia figlio della crisi economica, ma di una cultura musicale live che è carente alle nostre latitudini, soprattutto nei confronti di band che sul palco propongono la propria musica e non fanno il karaoke.
Quando nasce BRC, con quali premesse e difficoltà, e con quali fini da perseguire? Ritieni di averli raggiunti in questi anni di attività?
Spesso si stupiscono le persone quando dico che BRC ha compiuto da pochi mesi appena 3 anni, il tanto lavoro svolto e le tante date organizzate ci fanno sembrare una realtà più vecchia di quanto effettivamente siamo. Sin dall’inizio si è preferito osare, organizzando eventi che pensavo (qualche volta sbagliando clamorosamente.. ma fa parte del “gioco”) potessero non solo portare pubblico ma dare anche lustro ed importanza al nome Bologna Rock City. Dall’altra parte seguendo le mie personali passioni e quindi portando in Italia nomi che la gente non si sarebbe mai aspettato di vedere, dai
Winger ai
White Lion, dagli
Sweet ai
Firehouse, ecc.
Tutto ciò ha aiutato a fare girare il nome ed a crearsi una certa credibilità che oggi ci porta a collaborare con agenzie importanti in Italia come
Barley Arts ed
Hellfire Booking ed all’estero con diverse realtà musicali che vedono BRC come referente per l’Italia. Insomma, sebbene vi siano stati tanti errori, problemi, situazioni poco piacevoli, questo è davvero poca cosa davanti ai risultati raggiunti. Ma la strada è ancora lunga, la prossima stagione potrebbe essere davvero quella della definitiva conferma, insomma io lo spero!
Questi ultimi mesi sono stati un'esplosione di date live, perlopiù al Sottotetto di Bologna ed il Ke Me Meo di Argelato: sono questi due i punti cardine dell'attività di BRC?
Tra le tante cose che ho imparato lavorando in questo settore è la difficoltà nel trovare persone con cui potere instaurare una collaborazione che prosegua nel tempo. Inoltre sono convinto che il buon risultato di una stagione sia anche fidelizzare il pubblico dei concerti di BRC a pochi locali, locali che quindi la gente inizia a conoscere sempre meglio e prende a punto di riferimento. La crescita dei locali dove organizziamo concerti è fondamentale per la nostra attività, cosi come per il locale è fondamentale la nostra crescita. Da gennaio 2008 la casa di BRC è il
Sottotetto di Bologna, il locale perfetto per la tipologia di concerti organizzati da BRC e che raramente superano le 5-600 persone. Per eventi più importanti, mi spiego meglio, per eventi dove si prevede un maggiore afflusso o vi sono delle richieste tecniche specifiche, da quest’anno BRC ritorna all’
Estragon, il locale più importante della nostra regione. Poi vi è la collaborazione con il
Ke Me Meo di Argelato che ha permesso di organizzare due apprezzati Glam Fest ed il Play It Loud dell’amico Giuliano. Insomma, a Bologna forse manca il pubblico metal/hard rock ma i locali non mancano e la comodità di raggiungerla per le persone che vengono da altre città permette di ottenere bei risultati quando naturalmente si organizzano concerti validi ed interessanti. Infine quest’anno inizierà la collaborazione anche con altri locali della regione a partire dal
Vidia di Cesena dove è già previsto per il 24 ottobre l’atteso concerto dei
Gotthard.
Gli eventi di BRC spaziano dal thrash, al classic metal, all'hard rock/AOR, finanche al death metal, tra gruppi giovani ed emergenti e vecchie glorie, tanto per fare due nomi imminenti ad esempio Bonfire ed Anthrax: in base a quali criteri scegliete i vostri programmi?
La scelta dei programmi è legata da diversi fattori, principalmente BRC nasce dalla passione ed i concerti che si organizzano ne sono la conseguenza. L’hard rock, il thrash, il metal classico, l’AOR sono i generi che ho sempre ascoltato ed è normale che siano la base principale dell’attività di BRC. Poi chiaramente capita di organizzare anche eventi differenti, dal metal core all’estremo ma sono rari. Personalmente sono convinto che almeno le realtà più piccole debbano dedicarsi a generi specifici senza avventurarsi in situazioni differenti che possono essere davvero molto rischiose a livello economico. Bologna Rock City è conosciuta da tutti per l’hard rock ed il metal, se iniziassimo ad organizzare eventi indie, black metal o pop sarebbe un po’ un controsenso e soprattutto non si sentirebbe quel brivido di piacere e gioia che spesso accompagna BRC nelle sue date.
BRC non solo organizza concerti ma promuove tantissimi gruppi italiani, che se non sbaglio aumentano mese dopo mese; quali sono in dettaglio le vostre attività nei confronti di queste bands tricolori?
A dire il vero il numero delle band aderenti a BRC dall’inizio del progetto promotion&booking sono diminuite, questo è dovuto dalla difficoltà di portare avanti seriamente un’attività del genere. Il lavoro di BRC è quotidiano, tutto quel che si fa (anche se talvolta non sembra) ha un suo perché. Ho sempre creduto fortemente nell’idea che “
da cosa nasce cosa”. Ma è un processo lungo, complicato e costoso. E difficile da decifrare per chi non va oltre il numero di date organizzate.
Per questo da una parte si sono chiusi diversi rapporti tra Brc e le band e dall’altra io sono molto restio ad aggiungere nuove band al progetto BRC. Proprio in funzione di questa mia idea di fare un lavoro che sia il più possibile serio, professionale ma anche funzionale ed efficace, prossimamente ho intenzione di fare ulteriori accorgimenti nel rapporto di collaborazione tra BRC e le proprie band. BRC non ha mai promesso nulla tranne il lavoro quotidiano che come detto fa vedere i suoi risultati in tempi medio lunghi, non è solo un mero lavoro di ricerca date nei pub (questo sinceramente penso lo possano fare da sole anche le band) ma ha l’obiettivo in primis di fare conoscere il nome delle band attraverso eventi, promozione internet o anche il solo fare parte di un progetto conosciuto ed apprezzato come BRC. E questo mi è stato detto da diverse band che fanno parte del roster, non sono mie personali considerazioni.
In una situazione infausta come quella della tragedia abruzzese dello scorso aprile, anche BRC si è data da fare con un evento destinato interamente alla solidarietà nei confronti dei cittadini di L'Aquila e dintorni; com'è andata l'organizzazione di questo concerto e qual è stata la risposta del pubblico?
Appena il giorno dopo il disastroso terremoto siamo stati in grado di annunciare la doppia data di Bologna e Pescara e questo è stata una bella soddisfazione sul fronte organizzativo. I concerti a mio parere potevano raggiungere maggiori risultati, probabilmente la scelta di farli durante il ponte del 1 maggio non ha aiutato, ma sicuramente vorrei sottolineare l’impegno e la disponibilità di tutte le band che hanno partecipato. In particolar modo il viaggio verso Pescara fatto in pullman con
Neurasthenia, Ancient Bards, Tarchon Fist, Mad Hatters e Markonee ha creato un’armonia davvero splendida, faticosissima 2 giorni ma che ha colpito tutti al cuore.
Riguardo il sito internet, come moltissimi altri del resto, abbiamo visto che avete deciso di concentrare i vostri sforzi unicamente sul myspace, senza un vero e proprio "sito ufficiale": da cosa dipende questa vostra scelta?
Il punto è che in questi anni sono stato davvero sfortunato con i webmaster! Personalmente trovo che il sito sia fondamentale anche per fare un lavoro sui contenuti e sugli approfondimenti che non può essere possibile sul myspace dove l’impatto può essere valido ma non è secondo me continuativo. Per questo motivo tornerà on line dal prossimo settembre il nuovo ed aggiornato
sito di Bologna Rock City. Il website, myspace, face book sono tre aspetti che viaggiano di pari passo ma che utilizzano canali differenti e target diversi di pubblico. Gestirli tutti e 3 non è semplice ma ai nostri giorni sono fondamentali per la buona promozione di un evento.
Da esperto del settore, come valuti la situazione italiana odierna musicale, ovviamente in ambito rock/metal, sia per quanto riguarda l'audience sia per l'organizzazione e la promozione di eventi?
L’Italia è un paese con davvero ottime band che nulla hanno da invidiare alle band straniere, il problema è che non vi è una base abbastanza vasta ed abbastanza fedele per una scena che possa davvero ritenersi rilevante.
Il fatto che 40000 persone vadano a vedere i Maiden o 30000 biglietti per gli Ac/Dc vengano bruciati in prevendita in pochi minuti non significa per niente che questo è un paese con una cultura rock. Tutt’altro. La mancanza di interesse certe volte è disarmante, trovo sinceramente vi siano troppe band e troppe band che mirano a raggiungere determinati obiettivi senza averne la professionalità, la bravurà, la tecnica necessaria. Ben venga se ogni giovane si mette a suonare ma la troppa facilità con cui si può fare un album o creare un’immagine figa e intrigante ha livellato troppo la scena ed è una situazione alla quale personalmente non vedo una soluzione se non quella, come fa BRC, di decidere di selezionare alcune band che ritengo meritevoli e portare avanti con loro un lavoro che possa portare a risultati soddisfacenti per tutti.
Con la consapevolezza che probabilmente non sono le migliori band del paese ma che cmq hanno quel mix per me fondamentale per stare in questo mondo: proposta musicale, professionalità, sbattimento e rispetto e fiducia reciproca.
Per quanto riguarda invece la promozione degli eventi il problema non è poi tanto differente, a mio parere si pensa sia troppo facile organizzare un concerto o promuovere una band. Le agenzie sono troppe e diverse di queste hanno pure obiettivi non proprio chiari e lineari.. E poi bisogna essere consapevoli dei propri limiti, per questo io non ho mai pensato che BRC un giorno potesse competere con Barley Arts (giusto per fare un nome) ma sono molto soddisfatto che BRC posso interagire con un soggetto così fondamentale nella storia dell’organizzazione di eventi in Italia. E chi come me, ad esempio, ha avuto la fortuna di assistere ai mitici Monsters of Rock degli anni 80/90 capisce cosa intendo. Lo stesso ragionamento vale per Hellifire, vi sono band che è giusto seguano loro, band che è giusto segua BRC e band che magari è giusto seguano realtà locali o semplice gruppi di amici fan del rock n roll. Ad ognuno la propria fetta di settore insomma e magari un lavoro comune per la buona riuscita di un evento.
Ed invece quanto è difficile o snervante lavorare con bands metal provenienti un po' da tutto il mondo? oppure i "metallari" sono più gestibili e precisi di quanto mediamente si pensi?
Guarda.. non sempre ma spesso accade che più una band è di nome, più concerti ha fatto, più paesi ha visitato.. e più ci riesci a lavorare meglio, in serenità e professionalità. Ognuno conscio del proprio ruolo. Chiaramente di base ci vuole una certa sostanza e non apparenza nell’organizzazione di un evento, cosa che non sempre accade (e questo punto.. tutto il mondo è paese). In linea di massimo i musicisti metal e rock sono i più gestibili perché sono stati e spesso lo sono tuttora anche loro degli appassionati di musica. Chi sceglie di fare metal ed hard rock difficilmente lo fa pensando di camparci, soprattutto ora, quindi la spinta iniziale è il piacere della musica in quanto tale. Non sono così convinto che in altri ambienti si respiri la stessa aria..
Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione? Ci saranno delle novità particolari o si proseguirà sull'ottima via tracciata finora, con sempre più numerose e valide formazioni chiamate a suonare live?
Diciamo che la strada sarà ancora quella di proporre eventi che possano fare felici tutti i rockers ed i metal fan, ma sul numeroso non penso. Come detto all’inizio l’idea di una giornata fissa non ha avuto i risultati che speravamo, quindi quest’anno ci dedicheremo più alla qualità che alla quantità. Comunque
Over The Rainbow, Glam Fest, Gotthard, Magnum, Ensiferum mi sembra già qualcosa di più che valido, non trovi?
Poi proseguirà il lavoro con le band di BRC e la messa in atto di un progetto molto più ampio che vedrà il suo risultato a febbraio 2011 in concomitanza con il quinto compleanno di BRC: la versione metal/hard rock di Jesus Christ Superstar. Lo so, in passato qualcuno lo già fatto, ma l’obiettivo non era quello di essere i primi ma di farlo bene!
Ok, siamo alla fine e vi ringraziamo non solo per l'intervista ma per tutta l'ottima musica che portate nel nostro Paese. A voi la parola per tutto quello che volete aggiungere o precisare!
Vorrei ringraziare semplicementi tutti coloro che credono nel progetto BRC e tutti coloro tra il pubblico che non mancano mai l’occasione per dimostrare il proprio entusiasmo all’annuncio di una data. Se Bologna Rock City continua il proprio lavoro, lo deve prima di tutto a voi.
Ci vediamo al primo Bologna Rock City Fest!