Parlare di un libro, non è certo
facile quanto può essere recensire un disco.
Il principale rischio è, infatti, quello di scoprire troppo quella che è la trama del romanzo, eppoi - come non ammetterlo - su come recensire un disco non manca certo l'esperienza, questa situazione invece è un po' una novità.
Tuttavia sempre degli sforzi e del lavoro di un artista stiamo a parlare, e poi questo
"Melodie dall'abisso" ha molto in comune con Metal.it, dato che un certo immaginario tipico dell'Heavy Metal è indubbiamente uno dei pilastri sui quali Marco Caforio ha messo in piedi il suo primo romanzo, dedicandolo (tra gli altri) agli Iron Maiden e suddividendolo in quei 33 capitoli - un puro caso o un velato tributo ai vecchi
long playing? - che raccontano le avventure di
Azaloth, un giovane diavolo alle prime esperienze lavorative al di fuori dell'Inferno: la sua prima possessione.
Senza entrare troppo nei dettagli ci troviamo ben presto catapultati da un Inferno che non è proprio quello che ci aveva prospettato il "Sommo Poeta" Dante Alighieri, fino alla fredda Norvegia, dove facciamo la conoscenza con un altro dei protagonisti principali:
Tomen, un ragazzino appassionato di Black Metal, poi ci sono dei colpi di scena, momenti divertenti, un sacco di citazioni e ... mi fermo qua, per non togliere la sorpresa a chi vorrà scegliere "Melodie dall'abisso" come la propria lettura estiva.
Certo qualche ingenuità non manca (a mio parere poteva essere affrontato e sviluppato diversamente il rapporto tra Tomen e la madre) ma la scorrevolezza della lettura e gli spunti intriganti e divertenti che affiorano qua e là, compensano abbondantemente.
"Melodie dall'abisso"di Marco Caforio
Bastogi Editrice Italiana
Quindi, approfittando delle passione di Marco per il Metal, lo abbiamo accolto sulle nostre pagine (o quel che sono...) per parlare di "Melodie dall'abisso", di editoria e – ovviamente degli Iron Maiden…
Innanzitutto credo sia proprio il caso che tu ti presentassi ai nostri lettori, no?
Volentieri! Mi chiamo Marco Caforio, giovane avvocato squattrinato di Mantova. Ascolto metal da 20 anni ormai, e ancora oggi cerco di mantenermi il più aggiornato possibile (anche grazie all’ottimo portale che ospita questa piccola intervista!). Non disdegno i videogiochi, sono un discreto appassionato di cinema e, come si potrà intuire, mi è sempre piaciuto scrivere, anche se Melodie dall’Abisso è il mio primo romanzo vero e proprio (se escludiamo alcuni imbarazzanti tentativi adolescenziali, per fortuna ben nascosti e mai approdati alla pubblicazione).
Venendo a "Melodie dall'Abisso", devo ammettere che recensire un disco è più semplice di dover affrontare un romanzo visto il rischio di fare troppi "spoiler" e svelare la fine della storia, ma vorrei sapere se quando hai iniziato avevi già la "visione" di come si sarebbe conclusa.
Tentando a mia volta di evitare spoiler, confermo che il particolare epilogo della storia era ben chiaro nella mia testa sin dal primo giorno. Ciò detto, il percorso narrativo è stato davvero spontaneo, tanto che dopo i primi 8-9 capitoli, scritti di getto, mi son dovuto fermare a riflettere sul modo migliore per far progredire la storia e i personaggi, cercando di condurre la trama proprio verso quel finale che, sperando di non apparire immodesto, trovo piuttosto riuscito.
Ci racconti invece come ti è venuta l'idea di questo libro?
Ho già raccontato questo scabroso aneddoto ad una presentazione del libro, e me ne vergogno ancora. D’altra parte, intendo esser sincero: La creazione di Melodie dell’Abisso nasce dalla rottura della mia Playstation 3, e dalla conseguente ricerca di un modo degno per trascorrere il tempo libero. La cosa può apparire triste, me ne rendo conto, ma a mia parziale discolpa posso elencare alcune attenuanti generiche: la mia fidanzata viveva a Milano, io non guardo molta televisione e Mantova non è necessariamente la città più frizzante d’Europa. Oltre a ciò, dormo veramente poco e male, motivo per cui riesco spesso a ritagliarmi qualche ora per coltivare le mie passioni. Ad ogni modo, l’idea è maturata una mattina del maggio 2011: svegliatomi assurdamente presto, mi sono ritrovato a pensare che sarebbe stato divertente scrivere una storia di possessione “al contrario”. A mia conoscenza, il fenomeno è sempre stato narrato con gli occhi degli umani, ma nessuno si è mai curato del punto di vista del diavolo, delle sue difficoltà nell’affrontare il compito, dei suoi stati d’animo e, perché no, dei suoi dilemmi morali. Lo spunto mi pareva divertente, e da lì son partito.
Quali scrittori sono alla base della tua formazione e quali quelli da cui ha preso qualche spunto?
Volendo ancora una volta far trionfare l’onestà, devo confessare di non esser più il lettore infaticabile di un tempo. Lavoro, ragazza e metal hanno pian piano eroso lo spazio concesso alla lettura, anche se mi rituffo sempre volentieri nei classici del gotico (Lovecraft, Shelley, Stoker, Poe, Polidori e compagnia), che ritengo ben più qualitativi e godibili dei loro epigoni. In effetti, nutro un cordiale astio per gli effeminati vampiretti emo che popolano libri (e film) per quattordicenni. Apprezzo invece, oltre allo scontatissimo Tolkien, Philip Pullman (quello della trilogia “Queste Oscure Materie”), mentre, se dovessi indicare l’autore che più mi entusiasma a livello di stile, non potrei non citare Oscar Wilde. Come ovvio, non provo nemmeno lontanamente a paragonarmi ad alcuno di questi mostri sacri, né ritengo di aver preso scientemente spunto da nessuno di loro. Sono consapevole che i miei testi traboccano di difetti: indulgono nell’uso degli aggettivi, si concedono eccessivi svolazzi lessicali e possono in definitiva apparire ampollosi. Ma a me diverte scrivere così, e non trovo abbia senso snaturarsi.
Leggendo "Melodie dall'Abisso" appare evidente la tua conoscenza della scena Metal, soprattutto quella estrema, anche se poi nella prefazione piazzi una bella e "gradita" dedica agli Iron Maiden.
Come detto prima, tento di seguire la scena metal più che posso, nelle sue infinite ramificazioni e sfaccettature. Amo il death, il doom, il thrash e il classic; in realtà, concedo volentieri un’opportunità a qualsiasi espressione musicale che non preveda al suo interno rap e hip hop, generi che sortiscono su di me un immediato effetto urticante e venefico. Tuttavia, il black metal è probabilmente la branca che più apprezzo, che più tocca le mie corde emotive e riesce ad avvincermi. Mi sono appassionato al genere sin dai suoi albori, e ricordo ancora con nostalgia le sensazioni provate ascoltando per la prima volta Darkthrone, Mayhem, Emperor, Burzum e via discorrendo. Prima dell’avvento di internet su larga scala, quei misteriosi gruppi nordici dal sound così morboso e particolare mi affascinavano terribilmente. Per quanto concerne gli Iron, invece, non parlerei nemmeno di gruppo preferito, poiché sarebbe davvero sminuente. La band britannica è una sorta di religione per me, un’entità semi-divina che va venerata, prim’ancora che ascoltata. Siccome ho 33 anni suonati mi fermo qui: ritengo di aver reso l’idea.
E' stato facile riuscire a pubblicare questo romanzo? In campo musicale è ormai relativamente facile riuscire a pubblicare un album... questo vale anche nell'editoria?
Qui si entra in un bel ginepraio… Partirei da un presupposto: la pubblicazione di un libro, per quella che è la mia piccola esperienza editoriale, è una pratica che presenta svariati angoli oscuri. I parallelismi col mondo musicale non mancano affatto: troppi prodotti di scarsa qualità intasano un mercato che, anche a causa della crisi, è in forte flessione, e la possibilità di scaricare illegalmente ebook gratis non aiuta di certo. In più, il lettore medio non è particolarmente incline a lanciarsi alla scoperta di un autore poco noto, preferendo magari il grosso nome o il libro “che leggono tutti”. Per questo, molti editori ricorrono alla tanto criticata pratica di obbligare lo scrittore emergente ad acquistare svariate decine di copie del proprio libro, così da ammortizzare buona parte delle spese sostenute. Trovo tale prassi piuttosto assurda, ma ormai è davvero difficile sfuggire alla regola, soprattutto se si è esordienti, non si è patrocinati da un’agenzia letteraria e non si ha alle spalle una casa editrice di prima grandezza. Per Melodie dall’Abisso, fortunatamente, ho potuto vagliare diverse proposte di pubblicazione, ma in generale la situazione è tutt’altro che idilliaca.
Come è possibile procurarsi una copia del libro? Ne esiste solo la versione cartacea oppure è disponibile anche come ebook ?
Si può ordinare in libreria, oppure comprare sui vari siti di vendita online (amazon, ibs, wuz etc.). Purtroppo per ora niente ebook; io sono un lettore abbastanza tradizionalista, e mi piace leggere sui cari vecchi supporti cartacei, ma in onestà non mi sarebbe dispiaciuta una versione digitale del manoscritto. Chissà, forse in futuro…
Ci sarà un seguito a "Melodie dall'Abisso", magari con un ritorno di Azaloth... oppure pensi di affrontare altre tematiche?
L’idea di un sequel mi ronza in testa da tempo, ma nonostante le molte idee e una vaga bozza di trama non ho ancora scritto una singola riga. Dopo Melodie dall’Abisso ho pubblicato alcuni racconti brevi, e al momento sto cercando di “piazzare” il mio secondo romanzo. Forse qualcosa bolle in pentola; eppure, sinché non ci sarà l’ufficializzazione, preferisco non sbilanciarmi (sono piuttosto scaramantico).
Manterrai in ogni caso sempre saldo il binomio letteratura + musica Metal?
Uno dei racconti brevi che ho pubblicato per l’antologia “Note a Margine”, edita da L’Erudita, riguardava proprio una bizzarra esperienza personale vissuta durante l’ascolto di Black Mass dei Death SS. I miei altri piccoli parti letterari, al contrario, c’entrano ben poco con la musica in senso stretto. Tuttavia, incentrandosi essi su diavoli, torvi mietitori, zombi e altre creature mostruose, il collegamento tematico col nostro genere musicale preferito è assicurato!
Come nelle "vere" interviste, ringraziandoti lascio a te la conclusione...
Che imbarazzo! Non saprei, la mia indole schiva e mite mi impedisce di lanciare epici proclami. Comunque, visto che ci troviamo su metal.it, mi auguro che la Gloria sia sempre con voi! Continuate a supportare la scena, ci vediamo (spero) sabato a Rho per il concerto dei “miei” Maiden.