Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2008
Durata:59 min.
Etichetta:Avantgarde Music
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. SHALLOW
  2. MENTAL CENTRAL DIALOG
  3. BRAND
  4. CANCERTID
  5. KONVULSION
  6. TWITCH
  7. NARCOTIC DEVOTION
  8. ALLTID- ALDRIG
  9. STANGT P.G.A SEMESTER
  10. ORIGINAL
  11. BITTER REFLEXION
  12. MITT ANNEXIA
  13. SPIKEN I KISTAN
  14. EN TYST MINUT

Line up

  • ( ): vocals/guitar
  • B: vocals/guitar/piano
  • 1853: vocals
  • H.: guitar
  • Fix: bass
  • S: drums

Voto medio utenti

AAA: cercasi band di probabili suicidi, di deviati mentali, astenersi deboli di cuore o peggio ancora malati mentali allo stadio terminale pre-colpo di grazia. Questo è l'annuncio che la mitica etichetta nostrana Avantgarde Music dovrebbe scrivere sul retro della copertina come slogan promozionale a questo cd malato. Non so quanti di voi conoscono questa band chiamata Lifelover, dove il monicker suona quasi ironico dopo averli ascoltati per bene. Personalmente li seguo sin dall'esordio in quella che è la loro originale e perversa visione del Black Metal depressivo, una visione che con questo terzo album intitolato Konkurs giunge al suo apice (almeno per ora). Dimenticatevi gli Shining o i Leviathan perchè stavolta il dolore e la follia sono quasi palpabili, soprattutto grazie ad un approccio musicale estremamente particolare che non è fatto soltanto di atmosfere funeree e apocalittiche, ma anche da alcune canzoni che vanno a pescare direttamente dalla Darkwave anni 80, oppure dalla psichedelia, senza esagerare troppo però. I loro paesaggi sonori sembrano dei quadri che raffigurano la Terra dopo un'esplosione nucleare, un immaginario spettrale e lunare molto affascinante. In alcuni episodi come Stangt p.g.a. Semester la musica diventa solo un pretesto come base di accompagnamento per i deliri del cantante, alle prese con un reading che non promette nulla di buono. A dire la verità in quasi tutto il disco (se non fosse per i soliti riffs "zanzarosi") il Black Metal propriamente detto svanisce quasi del tutto, ma in ogni caso è da qui che provengono artisticamente. I Lifelover continuano la loro ricerca sonora che con il tempo si assottiglia sempre di più in un qualcosa di etereo e di difficile catalogazione. Affascinante.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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