Copertina 8,5

Info

Past
Anno di uscita:2005
Durata:61 min.
Etichetta:Frontiers
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. ANOTHER BATTLE
  2. HUNTER'S NIGHT
  3. WISH FOR A MIRACLE
  4. REACH A LITTLE LONGER
  5. COME ALIVE
  6. TRUTH OF OUR TIME
  7. MY OWN WAY
  8. ASK YOU ANYWAY
  9. SILENT RAGE
  10. WHERE HAVE THE ANGELS GONE
  11. UNIVERSE OF LIGHT
  12. THE FORGOTTEN ONES

Line up

  • Russel Allen: vocals
  • Jorn Lande: vocals
  • Magnus Karlsson: guitars, bass, keyboards
  • Jaime Salazar: drums

Voto medio utenti

Vorrei essere ignorante, per una volta.
Si, per una volta vorrei non sapere chi sono Russell Allen e Jorn Lande, in modo da potermi esprimere in maniera totalmente oggettiva su questo ‘All Star cd’; vorrei non averli tra i miei singers preferiti, l’uno (Russell) per essere alla testa di una delle mie compagini del cuore (i Symphony X, per chi si fosse appena risvegliato da un secolare ibernamento), l’altro per quanto fatto, tra gli altri, con gli immensi Ark (oltre che con Masterplan e con mezza scena metal, inclusi tre episodi solisti). New Jersey contro Norvegia, insomma, bella sfida. Beh, amici miei, la sfida ha un vincitore, almeno secondo il vostro Sbranf; ma veniamo alle fasi salienti dell’incontro, così che anche voi possiate meglio giudicare.
Fischio d’inizio e si attacca con “Another Battle”, heavy song dalle belle trame sonore, in cui i nostri due eroi si scontrano frontalmente, sulla stessa song; l’esperimento verrà in totale ripetuto 6 volte, più 3 episodi solisti per uno. Scopriamo da subito che il mastermind Magnus Karlsson (autore dei brani, co-produttore, chitarrista, bassista e tastierista!!!!) ha optato saggiamente per una linea sonora ‘ibrida’, tra il potente power/prog dei Symphony X e le ambientazioni più hard rock dei migliori episodi di Jorn. Nessun vincitore, o meglio due ex-aequo, ma si ha come la sensazione che in questa song, come il tutto il cd, il buon norvegese forzi molto meno di Russell, ritagliandosi angoli più ‘di classe’ a scapito della potenza esecutiva.
Il secondo capitolo, “Hunters Night”, è il primo per Russell, e, amici miei, ecco la prima delle tante vere ‘perle’ di “The Battle”: song dirompente, riffing catchy all’ennesima potenza, e una prestazione vocale da standing ovation… Russell Allen dimostra (ce n’era ancora bisogno?) di essere un vero fuoriclasse. Bellissimo.
Wish for a miracle”, terzo brano in scaletta e secondo in coppia, è forse uno degli episodi più convincenti delle prove a due. Il riff portante è davvero bello, azzeccato, potente e melodico. Scoprirete, in questa song come in molti altri episodi del cd, una vera pomp/aor neanche troppo celata; secondo me è una scelta azzeccata, perché lascia larghe le maglie delle composizioni, permettendo ai due campioni di ricamare con più spazio di manovra.
Si arriva alla prima song solista di Jorn Lande, “Reach a little longer”. Il biondo norvegese opta per l’atmosfera, il brano è un quasi-lento, ma è forse dove più si scopre il fianco al cliché, alla non-novità, al ‘già sentito’. Peccato, Jorn canta come sa, la song soffre un po’ della “sindrome del deja-vu”.
Come Alive” e “Truth of our time”, entrambe cantate in coppia, ci riportano al bel metal arioso e ben suonato del buon Karlsson, che in questo lavoro si avvale dei servigi del solo Jaime Salazar (hai detto niente!) alle drums. I brani scorrono via piacevoli, mai stancanti, freschi e pieni di piccole perle, acuti che ti aspettano dietro l’angolo, incroci vocali e finezze, Jorn e Russell come Pelè e Maradona, classe e spettacolo a mai finire.
Ancora due parole per segnalarvi, tra gli altri ottimi momenti del cd, “Where have the angels gone”, ultima song solista di Jorn, dal ritornello realmente indelebile, e la conclusiva “The Forgotten Ones”, dal sapore vagamente malinconico, dove però i due tirano fuori tutto il repertorio, soprattutto quello verso l’alto.
Vi avevo promesso il vincitore della battaglia…. Adesso devo dirvelo per forza, vero? Beh, i due pugili restano saldamente in piedi per tutti e 12 i round, fronteggiandosi con la classe e la perizia che condividono con pochissimi, ma se dobbiamo andare ai punti… colpo di scena, Russell Allen la spunta, di un soffio, ma la spunta lui. Ascoltando decine di volte il cd, avrete (credo) anche voi la sensazione che le parti di Jorn siano più ‘di maniera’, deliziosamente eseguite, per carità, ma un po’ più costruite ad arte. L’americano, invece, ha inciso le sue parti vocali a lavoro finito (quindi dopo che il sognwriting fosse concluso, e che le parti di Jorn fossero già registrate); seppur restando entro lo spazio per lui delimitato dal bravissimo Magnus Karlsson, Russell è riuscito a trovare una freschezza esecutiva, un’espressività, un uso sapiente del ‘rauco’ che anche Jorn possiede, ma che ha spesso messo da parte. Ciò non toglie, e sia chiaro, che qui non perde nessuno: non perdono Jorn Lande e Russell Allen, ossia quanto di meglio si possa trovare oggi in ambito metal, non perde Magnus Karlsson, che ha saputo confezionare un platter arioso, variegato, metal ma ‘ruffiano’ al punto giusto; non ci perde la nostrana Frontiers, che si accaparra i diritti i distribuzione di un ‘discone’; e non ci perdete neanche voi, fedeli web-lettori di Metal.it, se uscite di casa e andate di corsa a comprare questo gioiello di disco.
Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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