Efraah Enhsikaah - One Thousand Vultures Waiting To Be Fed

Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2023
Durata:41 min.
Etichetta:Osmose Productions
Distribuzione:Osomose Productions

Tracklist

  1. ONE THOUSAND VULTURES WAITING TO BE FED
  2. LETHARIA VULPINA.
  3. BUDGETING FOR BETRAYAL.
  4. RUNNING INTO THE ABYSS.
  5. DEAD SUN SHINES BRIGHT
  6. COLD BLOOD AND BROKEN TEETH
  7. FED

Line up

  • Efraah Enhsikaah: all instruments, vocals
  • Meyhna'ch: additional vocals on "One Thousand Vultures Waiting To Be Fed"

Voto medio utenti

Efraah Enhsikaah è un musicista black metal di cui non si conosce molto, perfino il paese di appartenenza è sconosciuto (anche se il nome, se autentico, lascia pensare alla Somalia o a zone limitrofe), se non che è sotto contratto con la celebre Osmose Productions, la quale ci introduce con queste sole parole al suo primo full-length:

“L’enigmatico musicista Efraah Enhsikaah offre una prima opera fatta di gelida energia primordiale e atmosfere inquietanti. [I]“One Thousand Vultures Waiting To Be Fed” ti porta in un viaggio musicale spietato verso l’abisso più profondo.”[/I]

“One Thousand Vultures Waiting To Be Fed” (alla lettera: "Mille avvoltoi in attesa di essere nutriti") è un album black metal dalla forte attitudine atmosferica, molto incentrato sul contesto della natura incontaminata e gelida della montagna; non è una casualità che in copertina vi sia raffigurata proprio una vetta innevata con un effetto “bassa risoluzione” che richiama alle prime copertine black.
Efraah Enhsikaah si fa carico di tutti gli strumenti, e tira fuori dal cilindro una miscela sonora che alterna sapientemente melodie e parti cadenzate, con rallentamenti che si inoltrano nel doom, dove si inseriscono momenti più tirati con i tipici tremolo-picking e blast beat del genere, riportando la memoria alle atmosfere glaciali delle band norvegesi di metà anni 90. In ogni caso il platter si muove prevalentemente su tempi lenti e dilatati…è l’evocazione dell’”ambiente” volta a suggestionare l’ascoltatore a prendere il sopravvento, pur mantenendosi all’interno dei confini della forma canzone.

La produzione è di ottima qualità, riuscendo a conservare l’anima primitiva dei gloriosi anni della fiamma nera, con un certo riverbero di sottofondo che di tanto in tanto si fa sentire più prepotentemente; senza altresì rinunciare ad un certo tocco di modernità. Modernità che si avverte anche sul fronte stilistico, si pensi per esempio al suono dal groove più spiccato del mid tempo “Dead Sun Shines Bright”, o alla bella “Budgeting For Betrayal”, che, tra le altre cose, mostra come il polistrumentista abbia assimilato anche la componente melodica della scuola black/death svedese.

Il disco scorre molto bene, si tratta di sette brani per un totale di 41 minuti, di cui l’ultimo è una delicata e splendida strumentale con l’acustica ben in evidenza. Sono tutte canzoni con una loro identità, dove si avverte un senso malsano di distruttività incombente, oltre che un buon piglio catchy che stimola la ripetizione dell’ascolto.
Forse a volte si ha qualche déjà vu di troppo e alcune soluzioni lievemente prevedibili, ma nell’insieme si tratta di un ottimo prodotto, con alcune songs davvero sopra le righe, come la "title-track" di apertura, caratterizzata da un andamento doom solenne, etereo ed inquietante, a cui non si può rimanere indifferenti; l’opprimente ed evocativa “Letharia Vulpina” e l’insana e paludosa “Running Into The Abyss”.

“One Thousand Vultures Waiting To Be Fed” non potrà deludere i fan della vecchia guardia…promosso a pieni voti.



Recensione a cura di DiX88

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