Copertina SV

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:37 min.
Etichetta:No Remorse Records

Tracklist

  1. GASBREATHER
  2. OBLIVION
  3. ENFORCER
  4. DECIMATION
  5. INTERLUDE
  6. SUBMISSION
  7. BLåKULLA
  8. SANCTUM

Line up

  • V
  • T
  • C
  • A

Voto medio utenti

MDXX. In numeri romani equivale a 1520, ma non saprei dirvi se c’è proprio questo numero, oppure un chissà quale astruso acronimo, dietro al moniker di questa band creata un paio di anni fa da un ancor più misterioso V, artista svedese che per realizzare l'autointitolato album d'esordio si fa accompagnare da altri tre ignoti musicisti: A, C e T.

Tolta l'incombenza delle presentazioni, passiamo alla loro proposta musicale, che è decisamente più facile da determinare: un Classic Heavy Metal con qualche sfumatura Epic e Doom, dai marcati riferimenti alla N.W.O.B.H.M. ma anche in grado di spaziare dai Blue Ӧyster Cult ai primissimi Scorpions e poi scivolare sino ai Ghost.

Di certo, "MDXX" non guarda al futuro, già a partire dal sound vintage che zampilla dai suoi solchi sino allo sviluppo delle canzoni, caratterizzate da un mood malinconico e vagamente minaccioso che serpeggia tra le canzoni e che viene accentuato da quella voce nasale che più che cantare sussurra, con qualcosa alla Ozzy Osborne e molto di più del compianto Terry Jones, oltre che da una certa omogeneità compositiva ed esecutiva.
È l'insistito incipit strumentale di "Gasbreather" a portarci nell'universo musicale degli MDXX, opener darkeggiante, ben scandita a livello ritmico e dove è soprattutto la voce di... boh?!?! a dare ulteriore personalità. Non manca nemmeno un insistito guitar solo sul finale, certo nulla di fantasmagorico, ma fa comunque la sua discreta figura. Come la fa la seguente "Oblivion" dove aleggia lo spirito del miglior Hard@Heavy britannico prima di perdersi in un'accelerazione un po' pretestuosa, e a questo punto meglio le soluzioni orientaleggianti dell'ipnotica "Enforcer" e ancor di più l'approccio spiccatamente N.W.O.B.H.M. di "Decimation" o quello doomeggiante e sinistro di "Submission".
Sul finale si fa più marcata l'influenza degli Iron Maiden, che ritroviamo sia su "Blåkulla", dove viene imbastardita da forti dosi di Doom alla Witchfynde e Pagan Altar, sia sulla conclusiva "Sanctum" dove è innegabile l'evidente citazione (più uno scippo…) di quel capolavoro che risponde al titolo "Hallowed By Thy Name", anche se poi provano a distrarci con un fugace passaggio thrasheggiante alla Xentrix.

Alla resa dei conti, credo che una chance gli MMDX se la possano pure meritare.

Ma il voto, direte voi?

Beh... in conformità allo lo spirito degli MDXX lo celo anche io dietro un indecifrabile S.V.



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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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