Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2022
Durata:non disponibile
Etichetta:ROAR! Rock of Angels Records

Tracklist

  1. DOWN´N´DIRTY
  2. HARD LUCK
  3. KISS AND TELL
  4. PASSIONKILLER
  5. THIS IS HORRORWOOD
  6. IN THE DOGHOUSE
  7. YOU AND I AGAINST THE WORLD
  8. KUNG FU HOLIDAYS
  9. MUCH II MUCH
  10. LOVE IS BLIND
  11. YOU CAN'T LEAD A WHORE
  12. ANTIHERO

Line up

  • Tommy Lovelace: vocals
  • Mikky Stixx: guitar, backing vocals
  • Thommy Black: guitar, backing vocals
  • Rickey Dee: bass
  • Casey Jean Eiszenman: drums

Voto medio utenti

Siete caldi? Bene! Anchìo! Siete pronti? Bene! Anchìo”.
Parafrasiamo la famosa frase di Madonna al Comunale di Torino e immaginiamola gridata (con accento austriaco) dai Mädhouse all’indirizzo di chi non ha smesso di esaltare i propri sensi attraverso l’ascolto quotidiano di Ratt, Motley Crue, Quiet Riot, Alice Cooper (quello ottantiano ... rivolgersi a "Passionkiller" per referenze ...), Poison e Skid Row.
Una “roba” piena di cliché, sia chiaro (a partire dai nicknames dei protagonisti …), eppure suonata con un’energia e una forza espressiva davvero travolgente, in un misto di sfrontatezza, vizio, grinta e seduzione capace di farti scuotere il sedere e agitare il testone, anche se la chioma è ormai un ricordo e l’effetto non è più quello dei “bei” tempi.
Nostalgia, dunque, ma anche un suono che ancora oggi ha il suo “sporco fascino” soprattutto quando a proporlo c’è la voce cartavetrata di Tommy Lovelace, le chitarre taglienti di Mikky Stixx e Thommy Black e una sezione ritmica poderosa pilotata da due figuri che rispondono al nome di Rickey Dee e Casey Jean Eiszenman.
Il resto lo fanno anthems ficcanti e possenti, appena “ingentiliti” da costruzioni melodiche accattivanti, per un quadro complessivo in grado di stimolare i gangli sensoriali anche di quei musicofili che l’epopea del Sunset Boulevard l’anno vissuta in “prima persona” e pur assaliti da prepotenti deja-vu non possono proprio fare a meno di farsi coinvolgere da una dozzina di scorticanti inni di strada, infischiandosene se non distillano inedite prospettive artistiche.
Ed ecco che il malcelato “dito medio” immortalato sulla front-cover dell’albo diventa un esplicito messaggio da indirizzare ai sofisti del rock n’ roll, a chi ha bisogno di un viagra di presunta originalità per risvegliare il proprio desiderio sonoro, quando in fondo una manciata di canzoni immediate e ben congeniate funziona meglio di qualunque afrodisiaco.
E allora via, immergiamoci in questo clima fatto di melodie infide e licenziosa ruvidezza, a partire da una title-track che introduce perfettamente al contenuto di un’opera che è un autentico concentrato di cori “a presa rapida”, riff ficcanti e imponenti pulsazioni ritmiche, di fronte al quale è veramente impossibile rimanere indifferenti.
I Mädhouse di “Down ‘n’ dirty” riaccendono l’istinto di ribellione e voglia di trasgressione tipico dello street-metal e anche se queste cose rimarranno in molti casi solo una suggestione illusoria, viverla con quest’intensità è sempre una bella sensazione.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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