Copertina 6

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2020
Durata:40 min.
Etichetta:Pure Steel Records

Tracklist

  1. INTRO
  2. GATES OF HELL
  3. FORGED WITH EVIL
  4. GRAVITY REMAINS
  5. WORLD IN CHAINS
  6. SERIAL KILLER
  7. PARADISE AWAITS
  8. LUST
  9. FORSAKEN SOUL

Line up

  • Andi Heindl: guitar
  • Marvin Kiefer: guitar
  • Daniel Stecki: vocals, bass
  • Gereon Nicolay: drums

Voto medio utenti

Provenienti da Hesse, i Blizzen si sono uniti alla recente ondata di metal classico in occasione del precedente lavoro Genesis Reversed (datato 2016) ed oggi tornano con un nuovo album a base di denim and leather: "World in Chains".

Nelle recensioni non nascondo mai la mia simpatia per questi artigiani del metallo intenti a forgiare nuovi pezzi in stile tradizionale e sono contento del fiorente movimento creatosi, del rinnovato interesse attorno a questo tipo di metal. Ma quando siedi al tavolo con i grandi del genere, ti puoi prendere un spacca sulla spalla per la tua integrità, per la tua fede nel metallo, per il sudore che ci metti ed avrai la mia riconoscenza, ma bisogna cominciare a distinguere tra ottimi dischi e album piacevoli.
Il nuovo "World in Chains" è un lavoro assolutamente piacevole, che scorre liscio nei suoi 35 minuti, tra mid tempo ben costruiti, qualche guizzo speed e tanta melodia creata dalla coppia di chitarre. Il riffing è ben fatto e, per quanto semplice, funziona. Così come positiva è la pregevole varietà tra i brani che non disdegnano persino qualche accenno ai Motorhead ("Forsaken Soul") ma, a volte, senti che manca qualcosina o, peggio, in altre situazioni si rovinano con le loro mani.
Come? Per scelte assolutamente discutibili del cantato.
Il “bambino canterino”, come l’ho affettuosamente soprannominato, entra a gamba tesa, sguaiato, sottile, e rovina spesso le canzoni. In altre occasioni riesce a rimenare al suo posto ed essere più convincente ("Gravity Remains", "Forged With Evil") ma oltre a lui ci sono i suoi compagni di band che lo supportano con gang vocals e coretti che, a volte, vanno a guastare l’atmosfera delle canzoni. Come accade su "Serial Killer", dove ogni sogno di gloria viene spezzato, e "Lust", dove i coretti ammazzano un up tempo ben fatto in pieno stile maideniano.
Gli asoli sono spesso semplici e sicuramente non sono il punto forte con cui i Blizzen possono guadagnare punti però, bisogna ammetterlo, questi tedeschi sanno come costruire belle canzoni e, se ascoltati senza troppe pretese, sanno sicuramente divertire.
Al netto dei problemi con la voce e qualche soluzione non particolarmente brillante, “World in Chains” si ascolta piacevolmente e sa tenerti compagnia con il suo classico metallone.
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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