Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2018
Durata:42 min.
Etichetta:Metal Blade Records
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. STEEL AND SILVER
  2. WARRIOR QUEEN
  3. OUTLIVE THEM ALL
  4. HAMMERFORGED
  5. TRAITOR'S GATE
  6. SALT CITY
  7. BLADES IN THE NIGHT
  8. THE CONQUEROR'S OATH

Line up

  • Jake Rogers: vocals
  • Leeland Campana: lead guitar
  • Jamison Palmer: guitar
  • Matt Brotherton: bass
  • Mikey T.: drums

Voto medio utenti

Che dell'heavy metal epico, fiero e vichingo arrivasse da Salt Lake City, nel 2015 suonava assai strano e visto con una punta di scetticismo. Queste perplessità sono poi svanite nel tempo di un fendente di spada una volta ascoltato "The Revenant King", debutto degli statunitensi Visigoth che si presentarono a noi con un disco clamoroso, al limite delle lacrime, uno dei quegli album che ti fa urlare a petto nudo nella neve.
Va da sé che l'attesa per un degno successore di un così brillante esordio fosse parecchio sentita, ed ecco che "Conqueror's Oath" arriva a mostrarci la nuova veste dei Visigoth che si riaffacciano sul mare magnum del metal non più navigando su drakkar, vestiti di pelli di animali cacciati, pronti a dar battaglia al nemico ma coperti invece di borchie e luccicanti armature. In questa scema metafora si nasconde il piccolo cambiamento di sonorità attuato dai Nostri.

Il nuovo capitolo discografico dei cinque dello Utah (sempre edito per Metal Blade) mostra infatti, sin da subito, lievi cambiamenti nella loro proposta -niente di sconvolgente- me è indubbio un approccio spinto maggiormente sull'estro delle chitarre, sulla costruzione di canzoni più lineari e sulla scelta di un suono più pulito e meno "grezzo".
Nessun allarmismo, semplicemente la NWOBHM, ed in particolare intermezzi chitarristici figli di Maiden e Priest, vanno ad affiancare la componente epica del loro suono che risulta così meno selvaggio, barbaro, più "pettinato" ed adatto alle orecchie dei fan del classico heavy metal. La bella voce ricca di phatos di Jake Rogers ha sempre un'importanza cruciale per i Visigoth, sospinta spesso da cori ed armonizzazioni nei punti giusti. Questa scelta risulta evidente soprattutto in brani come la bellissima "Traitor's Gate" in cui l'ugola del cantante si ritaglia uno spazio di prim'ordine, a differenza del debutto in cui era perfettamente integrata nella spinta sonora dei Nostri.
Sul nuovo "Conqueror's Oath" si nota anche una maggiore varietà compositiva, ad esempio in occasione di pezzi veloci con doppia cassa ben presente come "Outlive Them All" (molto power metal) oppure in brani più ragionati e meno irruenti e come la title track, in cui le atmosfere cambiano e le parentesi strumentali aumentano. In particolar modo le chitarre, come accennavo all'inizio della rece, si scambiano melodie trascinanti e sono protagoniste di assoli veloci, prolungati e mediamente molto più tecnici e ricercati rispetto a quanto mostrato sul debutto del 2015.

Detto delle differenze con il disco precedente, com'è alla fine questo nuovo lavoro? Un'altra bomba. Certo, preferivo l'approccio un po' più grezzo, meno "perfettino" della band, ma c'è davvero poco di cui lamentarsi. Conqueror's Oath mostra un gruppo nel pieno della sua maturità, che ha preso coscienza dei suoi mezzi e sa costruire canzoni varie e convincenti, potenti quando serve, solenni nei punti giusti, con salde fondamenta epiche. In particolare è proprio quest'ultimo elemento che li differenzia da molti altri giovani colleghi, che badano a ricreare un sound classicamente metal ma senza quella fierezza che i Visigoth riescono ad inserire nelle loro canzoni.

Ed ora, correte pure a sfondarvi di idromele mentre ascoltate il disco e scapocciate sul tavolaccio della vostra stamberga.

Splendido anche l'artwork di Kris Verwimp

Immagine
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 16 feb 2018 alle 13:46

molto bello

Inserito il 13 feb 2018 alle 00:40

meraviglioso!!!!

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