(Black Fading / Contempo)Disciplinatha - Dish-Is-Nein

Copertina Mai avrei pensato in vita mia di assistere alla rinascita, seppure con una nomenclatura differente, dei Disciplinatha, formazione bolognese nata a metà anni '80 con cui il sottoscritto ha percorso i primissimi passi in una ragionata e consapevole ricerca della musica intelligente e di qualità, lontana dall'abbrutente pop italico e non che radio e tv propinano sin dalla culla per mercificare al meglio i bravi sudditi.

30 anni sono passati dal lacerante "Abbiamo pazientato 40 anni ora basta" ma la verve dissacrante, priva di compromessi e di falso buonismo dei Disciplinatha, quella no, non si è lasciata ingiallire dal tempo. Quello che era purtroppo svanito nell'ultimo malinconico e vuoto "Primigenia" del 1996, album che aveva sancito la loro fine in quanto totalmente svuotato del significato e di quella radicale ribellione a ciò che il sistema massificava, ma ancora ben presente nel precedente "Un Mondo Nuovo", album che il sottoscritto a 18 anni non riuscì a digerire in quanto accecato dalla mancanza di formule heavy metal ma che oggi al contrario apprezzo quasi come lo sconquassante debutto.

Oggi che purtroppo se ne sono aggiunti altri 24 di anni, è un piacere ritrovare i Dish-Is-Nein di Cristiano Santini, Dario Parisini e Marco Maiani seppure il linguaggio usato non sia in senso stretto quello abitualmente trattato su queste pagine, sebbene sull'impianto elettronico di "Toxin" siano ben presenti chitarre distorte che ben configurano, anche grazie a campionamenti e ritmiche urbane - a cura di Justin Bennet, batterista di Skinny Puppy - ambientazioni industriali in un gran crescendo di emozioni e pessimismo.

Sì, pessimismo, poichè - ed è logica conclusione - questo "Dish-Is-Nein" è un disco dalle forti connotazioni drammatiche, atte a dipingere la pochezza ed il conformismo che ci attanaglia, ben rappresentata da composizioni magniloquenti e decadenti come l'ipnotica "L'Ultima Notte", peraltro arricchita dalle magnifiche corali della tradizione alpina a cura del Coro Monte Calisio, già al lavoro con i Disciplinatha per il live “Questa è un’esercitazione", poste anche in apertura di disco con l'onirica "La chiave della libertà".
O fucile, vecchio mio compagno
O mio compagno nel combattimento
Tu che vali forse più di un regno
Sei la chiave della libertà
Perduti per strada Roberta Vicinelli e Daniele Albertazzi, a recuperare ulteriormente i retaggi del passato è da segnalare la presenza - seppure moderata e mai solista - di Valeria Cevolani nel brano "Eva", assieme alla marziale "Macht Frei", quasi una visione dark gothic del mondo odierno visto attraverso la lente dei sempre cinici e sinceri Disciplinatha, con sprazzi mistici che arricchiscono di pura inquietitudine, forzandoci a pensare...a ragionare... quello che di solito non si vuole.

Va da se' che oltre all'aspetto musicale, di primaria importanza dato che siamo su un portale che di questo si occupa, il valore fondamentale di "Dish-Is-Nein" sia quello del messaggio consegnato, sia a livello di testi sia a livello di forma: raramente ho riscontrato tanta cura ed efficacia in entrambi i campi, eleganti e massacranti al contempo.

A proposito di Contempo, la storica etichetta fiorentina che si occuperà della distribuzione, per un'estrema valorizzazione dell'opera questo EP sarà stampato su vinile bianco, come accadde per il debutto "Abbiamo Pazientato 40 anni ora basta", quando la normalità era quella del colore rosso.

Sono passati 30 anni, è cambiato tutto, non è cambiato niente.

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Genere: Inclassificabile
Anno di uscita: 2018
Durata: non disponibile
Tracklist:

  1. LA CHIAVE DELLA LIBERTÀ
  2. TOXIN
  3. L’ULTIMA NOTTE
  4. MACHT FREI
  5. EVA
  6. FINALE

Line up:

  • Cristiano Santini: vocals, guitars
  • Dario Parisini: guitars
  • Marco Maiani: bass

Voto medio utenti: Nessun voto

8
Recensione a cura di
Gianluca 'Graz' Grazioli
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