Cretura - Fall Of The Seventh Golden Star

Copertina 5,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2016
Durata:62 min.
Etichetta:WormHoleDeath Records

Tracklist

  1. PAST, PRESENT & FUTURE
  2. REIGN OF TERROR
  3. GRAND WARFARE THROUGH DARK AGES
  4. VOICES OF HUNGER
  5. FUNERAL ROSES
  6. NORTHERN WINDS
  7. PRAY FOR A BRIGHTER TOMORROW
  8. NåR LYSET DøR
  9. AT THE 11TH HOUR
  10. THE PALE HORSEMAN & THE HUNTER OF THE SKY
  11. THE LAST SONG OF THE EARTH

Line up

  • Marius Toen: guitars
  • Zlargh: guitars, vocals
  • Jørgen Beijer Johnsen: bass
  • Michael Sveri: drums
  • Sárá Márjá Guttorm: vocals
  • Kine-Lise Madsen Skjeldal: keyboards, vocals

Voto medio utenti

"coerènte: agg. [dal lat. cohaerens -entis, part. pres. di cohaerere «essere strettamente unito», comp. di co- e haerere «essere attaccato»]. – 1. Unito bene insieme: parti c. tra loro. 2. fig. Che non è in contraddizione (si usa seguito dalle prep. a o con): idea c. al sistema; uomo c. a (o con) sé stesso, alle (o con le) proprie opinioni."

Cominciare una recensione con una citazione dal vocabolario Treccani fa proprio figo, lo devo fare più spesso. I Cretura sono un sestetto norvegese attivo dal 2010 dedito a un metal estremo di matrice sinfonica (a dire il vero non particolarmente originale) che, a giudicare dalla loro biografia, gli ha permesso di raggiungere una certa notorietà grazie soprattutto a un tour in Germania di supporto alla band americana Six Feet Under. Dopo due corposi EP (usciti rispettivamente nel 2012 e nel 2013) eccoli alla prova del primo full-length: come sarà andata?

E qui riprendiamo la "citazione colta" di cui sopra... "Fall Of The Seventh Golden Star" è indubbiamente quello che vuole essere, cioè un disco di "symphonic extreme metal" incentrato sul contrasto tra le voci di Zlargh e Sara che attinge a piene mani da band come Dimmu Borgir, Nightwish e compagnia bella ma, allo stesso tempo, da una parte trasmette un dannoso "senso di collage" nella composizione e dall'altra fa trasparire un'indole pericolosamente prolissa.

Queste considerazioni si prestano a vari brani (quasi tutti) contenuti in questo CD, dall'introduttiva "Reign Of Terror" (con una Sara non particolarmente convinta o convincente) alla successiva "Grand Warfare..." (vogliamo parlare delle figure batteristiche a supporto della parte melodica?), dalla cadenzata "Northern Winds" (dal ritornello imbarazzante) all'emblematica "Når Lyset Dør" (intro in stile Metallica, evoluzione extreme e una coda di tre minuti e mezzo estenuante e inutile).

Qualcosa di accettabile c'è, penso a "Funeral Roses" (banale ma organica nonostante il finale in fade), a "At The 11th Hour" (sicuramente la traccia più riuscita, con le sue influenze cinematografiche e le armonie enigmatiche), o alla conclusiva "The Last Song Of The Earth" ma, per quanto mi riguarda, non basta a raggiungere la sufficienza, I'm sorry...
Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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