Copertina 7

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2002
Durata:19 min.
Etichetta:Trasmission
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. MONOLITH OF DOUBT (SINGLE VERSION)
  2. FOR THE TIME BEING
  3. FORLON HOPE
  4. IMPERFECT TENSES (ORCHESTRAL VERSION)

Line up

  • Floor Jansen: vocals
  • Mark Jansen: guitars
  • Sander Gommans: guitars
  • Luuk Van Gerven: bass
  • Andre Borgman: drums
  • Lando Van Gils: keyboards

Voto medio utenti

Dopo 9 mesi dall’uscita del precedente mini cd, tornano gli After Forever con un altro mini...che strana concezione di album devono avere quelli della label olandese Trasmission Records, mah....la mia idea di base non è molto diversa di quella fatta ad Aprile (ovvero in soldoni, meglio un album all'anno che due mini in 9 mesi...) anche se devo dire che questo 'Monolith Of Doubt' contiene 4 songs veramente valide, belle, ottimamente arrangiate e prodotte, ove la coralità e la voce soprano della lungo crinita damigella Floor Jansen risplende e porta luce su una base comunque incisiva e lavorata, che molto si può avvicinare alle parole Power Metal e Prog Goth. Atmosfere pompose e cinematografiche, come se i Nightwish suonassero i Queen, per intenderci...ed infatti, l'opener 'Monolith Of Doubt', sembra partorita dai Nightwish stessi più ispirati (melodia e potenza, grazia e rocciosità in perfette dosi) o dagli Stratovarius più vichinghici; 'For The Time Being' è una track di profonda ispirazione Prog, ove anche la voce maschile di Mark Jensen fa la sua comparsa in perfetto screaming style...'Forlon Hope', già presente sul precedente album 'Discipher', riporta l'atmosfera su uno stile più epico ed evocativo, inframmezzando partiture più veloci e spinte (ove ancora lo screaming di Jensen la fa da padrone) a partiture più sospese e dilatate; ma la vera chicca di questo mini è la track finale, 'Imperfect Tenses', presente sul precedente mini e qui riproposta in versione orchestrale....la fragilità ed il fascino che questa song trasmette è un qualcosa di impalpabile, un sentimento estremamente profondo e delicato...una morbida carezza prima della fine del tutto, un quadro malinconico e struggente, una song che è vita, vicina alle migliori produzioni Ambient, senza ombra di dubbio. Gli After Forever sono riusciti a convincermi, nonostante la mia idea di base (molta spesa e poca resa, anche se di qualità)...ed anche se ne avesse contenuto solo una, ovvero 'Imperfect Tenses (orchestral version)' credo che l’effetto sarebbe stato lo stesso. Se l’ultima volta avevo dato più peso alla mossa commerciale, ora voglio dare più peso alla proposta musicale: questa volta lo merita.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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