Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2009
Durata:43 min.
Etichetta:Zero Effect Records

Tracklist

  1. CARPATHIAN ROOTS
  2. LAND OF THE DACIANS
  3. DANCE OF THE WITCHES
  4. ETERNAL WAR
  5. THE LADY AND THE RIVER - A GHOST STORY
  6. WHEN THE DEATH IS NOT THE END
  7. THE BLIND EXECUTIONER (PART I.)
  8. THE BLIND EXECUTIONER (PART II)
  9. STRIGOI

Line up

  • Lord Vampyr: vocals
  • Lady Eter: vocals
  • Seth 666: guitars
  • Aerioch: bass
  • Endymion: keyboards
  • Aeternus: drums

Voto medio utenti

Erano cinque anni che Lord Vampyr non si faceva sentire con un disco solista, al di là degli altri suoi progetti musicali come gli Shadowsreign, oppure i Cain. Da l'esordio uscito nel 2005 e intitolato De Vampyrica Philosophia ne è passato di tempo, che per forza di cose ha ulteriormente cambiato le carte in tavola, oltre che la line-up, e questo è un elemento chiave per la comprensione di questo nuovo Carpathian Tragedies, sicuramente il prodotto più maturo da quando è avvenuto lo split con i Theatres Des Vampires. Se siete abituati ad immaginare nella vostra mente Lord Vampyr come una figura ormai irrimediabilmente legata al vampirismo e a quel Black Metal melodico alla Cradle Of Filth è giunto il momento di svoltare, e non soltanto a livello di concept. Con questo secondo album avviene una maturazione artistica che trascina la band da territori tipicamente Gothic Extreme Metal in altri in cui la matrice Folk dei paesi dell'est la fa da padrone, come nelle prime Carpathian Roots e Land Of The Dacians, e già i titoli dovrebbero bastare. L'impatto è dei migliori, soprattutto grazie ad un songwriting completo e ben calibrato, per non parlare degli arrangiamenti e di tutto il lavoro svolto dietro la tastiere: semplice, efficace e mai pacchiano o tronfio. Non vi nascondo che durante i primi ascolti in alcuni momenti avevo la sensazione di ascoltare gli ultimi Death SS, in modo particolare a livello vocale, visto e considerato che lo screaming stridulo e strozzato che da sempre ha caratterizzato la timbrica di Lord Vampyr è stato quasi del tutto eliminato, e in sostanza i richiami ad un certo Steve Sylvester non sono poi così velati. Carpathian Tragedies pesca ovviamente molto dal passato artistico di Alex, però è altrettanto vero che va a cercare (per poi trovarle) continue nuove influenze sonore, e fa piacere ogni tanto avvertire alcuni synth maggiormente orientati in territori Electro in alcuni arrangiamenti, una scelta che non intacca minimante tutta l'aurea pagana che avvolge il disco. In finale un plauso va fatto anche a chi ha curato la produzione, un fattore che dona spessore e potenza a delle canzoni che entrano immediatamente in testa, grazie anche a delle linee melodiche di facile presa, ma non per questo banali. Lord Vampyr sarà anche un personaggio discutibile, ma a livello strettamente musicale ha intrapreso un percorso evolutivo che se ben sfruttato può portarlo molto in là nel futuro.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 23 lug 2010 alle 14:53

Lady Eter è proprio brava!

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