(My Graveyard)National Suicide - The Old Family Is Still Alive

Copertina Signori della Corte!
E' indubbio che il logo sia stato scippato ai Nuclear Assault, ed è altrettanto evidente come abbiano violato il songbook degli Overkill e gettato sguardi indiscreti nella sala prove di Exodus e Testament, infine è innegabile che l'immagine in copertina sia stata trafugata dal diario scolastico di un loro cuginetto.
Eppure, la passione, il sudore, la grinta e, sì, anche la necessaria sfacciataggine, sono tutta farina del loro sacco.


I National Suicide danno seguito al loro ottimo demo ("The Old Family Is Still Alive", del 2007, che accolsi con entusiasmo su Eutk), realizzando per la My Graveyard il loro esordio discografico, un album che ne riprende sia il titolo sia le quattro canzoni che vi erano incluse. A partire dall'autocelebrativa "National Suicide", nuovamente posta in apertura e che si conferma un vero e proprio rullo compressore.
Quello dei National Suicide è, infatti, un Thrash Metal, furioso e devastante, trapiantato, con successo, dagli States all'Italia, tanto da New York quanto dalla Bay Area per arrivare sino a Trento, zona d'origine del gruppo.
Che poi il Thrash sia roba per duri, lo ribadiscono con la seguente ed esplicativa "Nu Posers Don't Scare Anyone", musicalmente molto vicina agli Overkill, con la voce di Mini sempre rassomigliante a quella di Bobby "Blitz" Ellsworth, mentre gli Exodus fanno capolino su "The Old Family Is Still Alive" e su "Let Me See Your Pogo", anche se qui i brucianti assoli (ad opera di Roberto e Tiziano) mi fanno pensare a quelli dei misconosciuti Indestroy e degli Evil Dead. E' invece il basso di Ivan a pompare "Wanted", che porta ad un momentaneo rallentamento alla corsa sfrenata del disco, prima che si riparta fast & furious con in rapida successione "Into the Clubhouse" (che, sopratutto nel refrain, ricorda i Metal Church), "Please Welcome... My Friends!" e "Sucks n' Artillery". Ma non è finita qui, dato che la conclusiva "This Is a Raid" è la mazzata finale che chiude un album assolutamente dedito alla causa del Thrash Old School.
Convincenti già ai tempi del demo, poi dal vivo (grande performance al recente Play It Loud Festival) ed ora anche alle prese della loro prima uscita ufficiale.

Si. Suonano Thrash.
Colpevoli. Colpevoli.
Denny Crane.

Modifica album


Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Aggiungi la tua opinione

Ultimi commenti dei lettori

Avatar Inserito il 19 aprile 2009 alle 20.29

Debutto coi fiocchi. A chi piacciono i primi e secondi (sino ad Under The Influence) Overkill se li pigli al volo.

Leggi la discussione completa

Genere: Thrash / Speed Metal
Anno di uscita: 2009
Durata: 37 min.
Tracklist:

  1. NATIONAL SUICIDE
  2. NU POSERS DON'T SCARE ANYONE
  3. THE OLD FAMILY IS STILL ALIVE
  4. LET ME SEE YOUR POGO
  5. WANTED
  6. INTO THE CLUBHOUSE
  7. PLEASE WELCOME... MY FRIENDS!
  8. SUCKS 'N' ARTILLERY
  9. THIS IS A RAID

Line up:

  • Stefano Mini: vocals
  • Roberto "Bob" Condini: guitars
  • Tiz: guitars
  • Ivan "Saxon" Andreolli: bass
  • Emanuele "Ema": drums

Voto medio utenti: Nessun voto

7,5
Recensione a cura di
Sergio 'Ermo' Rapetti
In vendita su EMP
Dello stesso genere
Copertina Nevermore
The Year Of The Voyager
(Century Media / 2008)
Voto: 1,0
1 opinione
Copertina Xentrix Past
Shattered Existence
(Roadracer / 1989)
Voto medio degli utenti: 5,0
2 opinioni
Copertina Annihilator
King Of The Kill
(Music For Nations / 1994)
Voto: 1,0
1 opinione
Copertina Panic Mode Demo
One Shot One Kill
(2007)
Nessun voto
0 opinioni
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.
Facebook Facebook MySpace MySpace Twitter Twitter Picasa Picasa Web Aggiungi notizia Segnala notizia Aggiungi concerto Segnala concerto
Loading