From Mind To Hands: i pensieri corrono veloci..

Autore di un ottimo esordio, con "Iron Abysses", sotto il monicker From Mind To Hands, ecco che Simone Di Cicco ci presenta quello che si è rivelato un suo progetto solista...

Ho sempre visto ad un album sopratutto come l'espressione del lavoro di un gruppo di musicisti... come nasce quindi l'esigenza di questo progetto?
Vivo in una zona geografica che non dispone di tanti musicisti, soprattutto di un certo livello. Quindi per forza di cose devi arrangiarti se vuoi concludere qualcosa. Di partenza sono un chitarrista… ho iniziato ad intraprendere il polistrumentismo un po’ per voglia ed un po’ per necessità.
From Mind To Hands nasce come una sfida personale per vedere se ero in grado di realizzare un lavoro da solo suonando tutti gli strumenti.
Come ti sei organizzato per la registrazione delle varie canzoni? Non ti è mancato quel "qualcuno" che mettesse in discussione e si confrontasse sul tuo operato?
Devi sapere che sono entrato in studio con un solo riff, cioè il primo… quello di "Earth", per intenderci, più un paio di idee da sviluppare. Mentre con gli Hybrid Circle, oltre alla stesura dei brani, mi occupo anche della produzione, con il progetto From Mind To Hands ho sentito la necessità di svolgere unicamente il ruolo di musicista e lasciare il lavoro di produzione ad un altro studio. Avevo comunque bisogno di cambiare “aria” per arrangiare il lavoro.
Quel “qualcuno”, fortunatamente, c’era. Angelo Raffaele De Innocentiis, nonché fonico degli Alien Recording Studio, mi ha dato un appoggio non indifferente per la stesura del lavoro.
Pensi che in futuro i From Mind To Hands possano evolversi in una vera e propria formazione in modo da poterne esplorare anche la componente Live?
Posso dirti che in studio rimarrà comunque un progetto personale. Ovviamente se un giorno riuscirò a trovare dei session validi non è da escludere qualche data.
Comunque su "Iron Abysses" c'è da registrare la partecipazione di Stefano Angelucci, cantante degli Hybrid Circle, dai quali peraltro fai parte anche tu...
Si, mi erano venute in mente delle linee vocali e volevo una voce diversa dalla mia. Chi meglio di un musicista che conosci e con cui già lavori insieme da molto tempo?
Liricamente l'album è ispirato dagli scritti di Isaac Asimov, da dove nasce questa scelta?
Sono molto legato a questo autore. Leggo i suoi libri da quando avevo 14 anni. La fantascienza è un genere che mi ha sempre attirato e volevo omaggiare uno scrittore che, per me, rappresenta la più alta espressione della fantascienza. Il concept-album è ispirato solo ad una piccola parte delle sue opere: “Il ciclo dei robot”. Questa serie, che è composta da quattro libri, è solo il prologo a tutte le sue opere successive. Se vai sulla pagina wiki di Isaac Asimov trovi anche l’ordine di lettura dei suoi libri. Io li ho letti tutti, ne sono solo 15.
Invece, sul piano musicale quali sono le influenze che ritrovi - volente o nolente - all'interno dei From Mind To Hands?
C’è tutto io mio background musicale. Da aperture hard-rock a partiture più progressive passando per tempi doomeggianti e death metal fino a qualche inserto acustico. Tutto ciò deriva dai miei ascolti basati prevalentemente da gruppi come Opeth, Dream Theater, Bloodbath, Hypocrisy, Spiritual Beggars e molti altri. Noterai che sono gruppi con una componente melodica molto evidente.
Nella mia recensione di "Iron Abysses" ho espresso buoni giudizi anche per la tua prova vocale, sia nelle parti più estreme sia in quelle pulite... come ti sei preparato?
Ho cantato prevalentemente di sera dopo una giornata di lavoro… tendenzialmente non sono un cantante. Ho solamente cercato di fare del mio meglio e alla fine il risultato è stato più che soddisfacente. Parlare di una vera preparazione, nel mio caso, è una cosa abbastanza ridicola. Conosco i miei limiti canori, e quindi mi sono regolato di conseguenza.
Come mai hai scelto di rendere disponibile con l'ultima traccia, intitolata appunto "Iron Abysses", la versione strumentale dell'intero CD?
Personalmente la preferisco così. Penso che anche senza voci il prodotto rimanga valido.
Sinceramente me ne sono convinto in studio mentre registravo. Le voci sono sempre l’ultima cosa, quindi ascoltandolo molte volte in versione strumentale ho deciso che forse era il caso di inserirlo come una traccia bonus. Non si sa mai che possa servire in qualche pub come base per il karaoke, ahah! Scherzi a parte, ho voluto inserirla anche per sottolineare il concept perché non è spezzata come il resto del disco.
Abbiamo già accennato agli Hybrid Circle, quali sono i confini che li tengono "a distanza" dai From Mind To Hands?
Sai, negli Hybrid Circle, come è giusto che sia, ho dei “limiti” artistici, mi attengo ad un determinato genere, ma soprattutto devo lavorare in squadra. From Mind To Hands è una mia creazione e non mi sono imposto dei confini creativi, quindi sono libero di sperimentare soluzioni impossibili da realizzare con gli Hybrid Circle.
Cambiamo un poco soggetto: come nasce invece la MetalNET Records? Si limiterà a promuovere i From Mind To Hands, oppure ci sono altri progetti in cantiere?
Ormai le auto-produzioni sono quasi l’unica soluzione. Le etichette, in generale, non sanno più cosa significhi produrre una band. Chiedono cifre astronomiche per stampare un disco (con tirature ridicole) ed il loro unico lavoro è stampare il loro logo sulla tua idea. Da qui nasce l’idea della MetalNET Records e di auto-produrre i miei lavori.
Comunque l’etichetta non si limiterà a produrre solo From Mind To Hands, anzi do una news in esclusiva ad Eutk.net: mi sto cimentando in un altro progetto Death/Doom, ancora in fase di registrazione, con Angelo Raffaele De Innocentiis (chitarrista/voce dei Rising Moon). Sarà pubblicato entro fine anno, quindi preparati ad un’altra recensione, ahah!
Per concludere la MetalNET Records è aperta a tutti i gruppi. Basta andare sul nostro myspace http://www.myspace.com/metalnetrecords per leggere le info riguardanti l’invio delle demo.
Trovo inevitabile un'ultima domanda sul fenomeno download... sopratutto quello selvaggio, che a mio parere oltre alle etichette ed ai vari gruppi, danneggia in primis i cosiddetti ascoltatori, che presi dalla frenesia di riempirsi gli Hard Disk di musica gratuita alla fine ne ascoltano ben poca, se non in maniera estremamente superficiale. Qual è il tuo parere?
Ci sono pro e contro, come tutte le cose. Il vantaggio per una band underground è quello di farsi conoscere in tutto il mondo con pochi click. Lo svantaggio è il drastico calo di vendite dei CD. Comunque la colpa è dei prezzi troppo alti dei CD. Se i CD costassero tra gli 8 ed i 10 euro tutti comprerebbero CD originali.
Per quanto riguarda gli ascoltatori penso che il problema di base sia la scarsa cultura musicale. Io ho centinaia di dischi e li ascolto tutti, basta essere curiosi, interessati e non seguire per forza le mode del momento. Ne gioverebbero i gruppi meritevoli e la qualità generale del mercato discografico.
Ok... a te l'onore e l'onere di chiudere questa intervista...
Grazie per lo spazio che mi avete concesso. Visitate il myspace http://www.myspace.com/fmthproject e supportate l’underground italiano!
Ciao!
Intervista a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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