Copertina 8,5

Info

Past
Anno di uscita:1995
Durata:57 min.
Etichetta:EastWest Records America

Tracklist

  1. A CHANGE OF SEASONS
  2. FUNERAL FOR A FRIEND - LOVE LIES BLEEDING (ELTON JOHN LIVE COVERS)
  3. PERFECT STRANGERS (DEEP PURPLE LIVE COVER)
  4. THE ROVER - ACHILLES LAST STAND - THE SONG REMAINS THE SAME (LED ZEPPELIN LIVE COVERS)
  5. THE BIG MEDLEY (LIVE COVER MEDLEY)

Line up

  • James LaBrie - Vocals
  • John Myung - Bass
  • John Petrucci - Guitars
  • Mike Portnoy - Drums & percussion
  • Derek Sherinian - Keyboards
  • David Rosenthal - Additional keyboard programming on "The Change Of Seasons"

Voto medio utenti

Da poco reduci dal successo planetario di “Awake”, i Dream Theater prendono spunto dalle molte richieste dei fans di veder finalmente venire alla luce una suite, intitolata “A Change of Seasons”, che ogni tanto fa capolino nei loro live, ma che non è mai stata immortalata su disco. L’occasione propizia per rilasciare un EP si presenta quando la band organizza una serata speciale al Ronnie Scott’s Jazz Club di Londra, invitando una serie di amici illustri: Barney Greenway (Napalm Death), parte dei Marillion, Steve Howe (Yes) ed altri. Alle tastiere, l’appena assunto Derek Sherinian, che ha già partecipato al tour mondiale di “Awake”. E così, raccogliendo le migliori esibizioni di quella serata, i DT hanno il materiale necessario per riempire lo “spazio vuoto”: possono finalmente entrare in studio e dare una forma definitiva a “A Change of Seasons”.

La lunga traccia, che costituisce il cuore dell’EP, è una song scritta da Mike Portnoy in occasione della morte della madre, un’amara riflessione sul tempo che passa, sulle occasioni colte o mancate, ed un invito finale a cogliere sempre il momento (il tanto famoso “carpe diem”, che da qui in avanti diventerà quasi un marchio di fabbrica di Mike, che se lo tatua addirittura sul corpo). Sette movimenti in 23 minuti, in cui una chitarra acustica a sette corde introduce uno dei temi portanti, per poi riprenderlo in chiusura, come una sorta di cornice. Dal punto di vista sonoro, il brano è una sarabanda incredibile di emozioni, rese al meglio da una band in forma smagliante: riff pesanti alternati ad unisoni da perdere la testa, momenti vocali dolcissimi e delicati (“Another World” è da lacrime, per dolcezza e malinconia), accostati a rabbiosi scatti di James LaBrie, mai così espressivo come in questa suite. È davvero difficile rendere a parole ventitré minuti di scorribande musicali, cambi di tempo, attacchi al fulmicotone e carezze di seta, un incastro perfetto in cui il neo-assunto Derek fa il suo lavoro più che egregiamente, prediligendo suoni analogici (con un uso molto rock dell’organo, degno di papà Jon Lord), ed in cui ognuno dei nostri 5 beniamini ha più che un momento di gloria da ritagliarsi.

Definirlo “un brano” è riduttivo, sia per la durata, sia per l’intensità di questa mini-opera in sette atti. Non è un mistero che “A Change of Seasons” sia da sempre nella top five dei brani preferiti dalla fan-base dei DT, che ha avuto la fortuna di vederla immortalata nel dvd di “Scenes from New York”, in un’esibizione esaltante da parte della band.


La seconda parte del cd, come detto, riprende le covers eseguite dai 5 di Hell’s Kitchen, o quantomeno alcune di loro. Nel dettaglio, un medley di Elton John (di cui Derek Sherinian è acceso sostenitore), “Perfect Strangers” dei Deep Purple, un altro medley, stavolta dedicato ai Led Zeppelin, e, per concludere, “The Big Medley”. Mai titolo fu più azzeccato, per un gran finale col botto: dai Pink Floyd ai Queen, dai Genesis ai Kansas, dai Dixie Dregs ai Journey, dieci minuti e mezzo di batticuore, ascoltando canzoni che hanno fatto la storia del rock, suonate con una passione ed un rispetto che la dice lunga sull’amore dei DT per i propri padri fondatori. Amore che, come si verificherà da lì in avanti, darà vita a numerose operazioni “cover”, in cui i Dream Theater eseguiranno canzoni o album interi (si pensi a Master of Puppets, The Number of the Beast, Dark Side of the Moon, Made in Japan, solo per citare i più noti).

Un EP di straordinario valore, l’epilogo perfetto di una trilogia (“Images and Words”, “Awake”, “A Change of Seasons”) che consacra i Dream Theater a livello mondiale. Un periodo felice e prolifico, a cui ne seguirà uno molto più tormentato… Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.
Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino
Carpe Diem!

Suite monumentale ispirata in parte a "L'Attimo Fuggente"che racconta le stagioni della vita(tema prettamente introspettivo e progressive)che era stata scritta tempo prima e che esce come un EP che in realtà diventa un vero & proprio album grazie all'aggiunta dell'esibizione all'Hell's Kitchen con alcuni miti del prog e del Metal come Marillion,Yes & Napalm Death.Ma è la suite epica a essere il perno dell'album e tra le migliori mai scritte dalla band.

alla faccia dell'EP!!!

a me non ha mai convinto al 100% il suono dell'album, soprattutto la batteria, ma i pezzi non si discutono nemmeno, e poi forse la stessa "A change of seasons" è il miglior brano mai scritto dai DT. Peccato che sul cd non sia stata inclusa la cover dei Metallica "Damage Inc." suonata assieme a B.Greenway dei Napalm Death, che invece si trova sulla versione vhs/dvd.

Per essere un EP, è magnifico

Grande la suite.

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 05 ott 2011 alle 18:09

Tra l'altro il testo è poesia pura! Grande Portnoy!

Inserito il 12 gen 2011 alle 15:14

oh la madonna e chi sei lo spirito del ventesimo secolo? (scherzo)

Inserito il 11 gen 2011 alle 18:27

nel 95 ero già vecchio, azz.....

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