AA.VV. - Deceptive Truth - Dismembered Human Race

Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2006
Durata:34 min.
Etichetta:Eyes Of The Dead

Tracklist

  1. MEMORIES OF A LIFE
  2. QUARTERED BRAINS
  3. DECEPTIVE TRUTH
  4. INTERNAL SUFFERING
  5. SELF DEVOURED
  6. TRAPPED MOSQUITO
  7. MASS-SACRED NATION
  8. BANQUET OF FLESH
  9. HATE!

Line up

  • Alessandro: guitars
  • Andrea: guitars
  • Claudio: vocals
  • Dario: bass
  • Beppe: drums
  • Peppe: vocals, guitars
  • Tato: bass
  • Ale: drums

Voto medio utenti

Quello che mi appresto a recensire è uno split cd tra due delle realtà più belle in ambito extreme metal, i Sickening e gli Zora. Partendo dai primi, diciamo subito che la band è giovane, visto che si è formata nel 2003, ha avuti qualche problema di line up, fattori che comunque non hanno impedito alla band toscana di confezionare quattro tracce di brutal death convincente. Le influenze marcatissime sono da ricercarsi nel brutal death americano, quindi i soliti big names della scena, ossia Cannibal Corpse, Monstrosity ed Immolation. I trademarks del genere ci sono tutti, dalle chitarre soffocanti, abbastanza dinamiche comunque, alla batteria monolitica con un ottimo utilizzo del pedale, arrivando al growl davvero convincente di Claudio. I Sickening risultano validissimi e molto coinvolgenti anche nelle parti più tirate, rare e brevi, la cui presenza garantisce un minimo di varietà all'interno di un stile musicale storicamente " chiuso " ad innovazioni. Chiudo dicendo che è possibile scaricare due brani dal loro sito. Molto bravi. Passiamo ora ai calabresi Zora, un side project dei Glacial Fear. Terzetto devoto anch'esso al death più brutal, quasi sfociante nel grind in alcuni tratti, i nostri sono un pizzico più convincenti dei Sickening; questo probabilmente è dato dalla maggior esperienza, ma rimane il fatto che uno split non deve rappresentare una sorta di competizione tra le band che lo propongono. Gli Zora hanno il loro punto di forza nel riffing di Peppe, molto vario, che raramente offre la stessa malsana melodia per più di due volte consecutive. Anche i cambi di tempo dettati dal drummer Ale offrono alla band di Vivo Valentia una marcia in più. I punti di riferimento possono ricercarsi nei Deicide più sulfurei, oppure nei Dying Fetus più cerebrali, quindi un'ispirazione di ottima qualità. I calabresi propongono un brani in più rispetto ai Sickening ( 5 contro 4 ) ma la valutazione finale vede comunque entrambe le band piazzarsi su un bel 7 in pagella. Un buon split cd per due interessanti e già validissime band nostrane.
Recensione a cura di Andrea 'ELASTIKO' Pizzini

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