Infernal Poetry - Not Light But Rather Visible Darkness

Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2002
Durata:41 min.
Etichetta:Fuel Records
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. REMEMBRANCE
  2. 'TILL THE SEVENTH SKY
  3. FROM MORTAL BODY TO ETERNAL SOUL
  4. WIZARD TOUCH
  5. DEVIATION IN SACRALITY
  6. PRAGMATIC GEMINI
  7. JESTER'S ELEGY
  8. HELL SPAWN
  9. THE HIGHER CAUSE
  10. WIZARD TOUCH PART II

Line up

Non disponibile

Voto medio utenti

Gran bel lavoro quello realizzato dagli Infernal Poetry, che riescono ad unire i due principali aspetti del Death Metal, quello americano (diciamo ad esempio su "Deviation in Sacrality") e quello più melodico, di stampo europeo (sicuramente "Hell Spawn"). Gli Infernal Poetry sono italiani, precisamente di Ancona, e sono in attività già dal 1996, quando come Necronomicon realizzarono il loro primo demo, aprendosi così la strada che, non senza difficoltà, li ha portati a questo album di debutto. Nel frattempo hanno realizzato altri due demo e preso parte ad un esteso tour europeo di supporto ai Rottig Christ ed agli Impiety, oltre a tenere parecchie date sul territorio nazionale, dopo di che hanno finalmente ottenuto un contratto con la Fuel che gli ha permesso di realizzare "Not Light But Rather Visible Darkness". Sui dieci pezzi di questo album (di cui una intro e tre strumentali) oltre ai due aspetti citati qualche riga più sopra, gli Infernal Poetry mettono sul piatto un incredibile gusto melodico da parte dei chitarristi in fase di assoli, con delle aperture (vedi "From Mortal Body to Eternal Soul" o l'inizio di "Pragmatic Gemini") che spezzano i ritmi ed i momenti più estremi, in cui si affaccia talvolta anche una voce screaming. E' veramente impresa ardua analizzare i brani di "Not Light But...", tante sono le sfaccettature presenti. Prendiamo ad esempio la già citata "Deviation in Sacrality", uno dei brani più interessanti, dove dopo una partenza sulla scia di Cannibal Corpse o Suffocation, trovano spazio le chitarre che si piazzano tra Maiden e Malmsteen, quindi il ritorno ad un Brutal non esasperato prima di una chiusura molto alla In Flames. Troppe cose? Il bello di questo pezzo (ma anche dell'intero CD) è che non si hai mai l'impressione di trovarsi ad ascoltare un accozzaglia di suoni buttati uno sull'altro. Infatti, è da sottolineare la grande cura che il gruppo ha dedicato al songwriting ed agli arrangiamenti, pure la produzione è di buon livello, grintosa e sufficientemente nitida, anche se sono certo che ad esempio con un Fredrik Nordstrom dietro alla consolle i risultati raggiunti sarebbero stati sbalorditivi. Beh, ci saranno sicuramente altri album nel futuro degli Infernal Poetry...
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.