Faccio mea culpa ed ammetto di essermi dimenticato dei giapponesi
Coven Japan e del loro deut album 'Earthlings' di tre anni fa, e del quale curai io stesso la recensione, con un voto anche abbastanza alto. Vuoi la mole abnorme di nuove uscite che escono giornalmente, ma anche molti, tanti altri gruppi che riescono a bissare album come il precedente citato, facendolo passare in secondo piano e, pertanto, a metterlo sullo scaffale a discapito delle sue eccellenti qualità, avevo messo in standby nella mia mente i Coven Japan. Quale occasione migliore allora, sia per sentire il nuovo lavoro
'Promised Land' che rispolverare il debutto? La proposta non cambia di molto, un metal classico molto debitore alle varie band hard rock / heavy metal della scena fine 70's - 80's, come Riot, Saxon, primi Maiden, e oviamente anche per ragioni territoriali, i Tokyo Blade, dei primi due dischi. Il ritmo non si è spezzato, anzi, il presentarsi con una copertina anche dal sapore meno "artificiale" mi ha dato l'impressione di trovarmi davanti ad un lavoro più di cuore, e meno di cervello, aspettative che sono state confermate.
Stilisticamente, le canzoni sono tutte ottime, ma con il grande problema di assomigliarsi un po' tutte, e di non riuscire a trovare un punto di forza, quel qualcosa che deve far venire la voglia di riprendere in mano il disco, o di ricordarsi un pezzo dopo la sua fine. Prendiamo ad esempio i ritornelli ben azzeccati di
'Samurai Rising' o della veloce
'Eternal Oath': musicisti capaci, canzoni ben scritte, ma forse anche colpa di una produzione non proprio eccellente, rimane poco in mano al termine.
'Promised Land' gioca molto sulle twin guitars e su un basso molto preponderante e che si sente ottimamente nel mix, ma alla fine è il risultato complessivo che si regge a stento, come un castello di carte che si tiene in piedi per fortuna. Anche
'Retribution of Death', della durata di quasi otto minuti, ha un buonissimo crescendo, dalla parte centrale verso la fine, alternando momenti più rilassati, ad altri dove il riffing si fa più serrato, fino ad esplodere nel finale, ma il problema rimane sempre il medesimo: non c'è vitalità, non c'è energia.
Mi sentirei comunque di consigliarvi di dare un ascolto a
'Promised Land', perchè trattasi di un full length a suo modo impeccabile nel suo genere, ma poi sarà il vostro gusto a farvi propendere se essere d'accordo con me, o a dare ai
Coven Japan un voto più alto di quello che vedete in alto a sinistra. Personalmente, preferisco attendere un paio d'anni e vedere cosa sapranno fare con il terzo album.
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