Copertina 3

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:45 min.
Etichetta:Independent

Tracklist

  1. THE SCENE OF THE CRIME
  2. YOU KNOW MY FU@KING NAME
  3. THE ANSWER
  4. VULNERABLE
  5. I’LL EAT YOUR HEART OUT
  6. DO YOU STILL BELIEVE?
  7. THE DEVIL’S BREATH
  8. ASCENSION
  9. SET YOU FREE
  10. DESCENSION
  11. POWER
  12. YOU CAN’T WALK AWAY NOW
  13. A MONSTER LIKE ME

Line up

  • Geoff Tate: vocals
  • Kieran Robertson: keyboards, guitars
  • Dario Parente: guitar
  • Amaury Altmayer: guitar
  • Rich Baur: drums
  • John Moyer: bass

Voto medio utenti

Che vergogna. Che imbarazzo. Che immane tristezza.

Signore e signori, eccomi a voi, con l’arduo compito di recensire un album, che semplicemente, non sarebbe mai dovuto esistere. “Operation Mindcrime III” è, in ordine sparso:
- Brutto nelle composizioni
- Terribile nelle linee vocali
- Concettualmente una bestemmia
- Mixato benino ma con tastiere un pò troppo avanti
- Offre una prestazione davvero pietosa di Geoff, calante su molte note, con un range fisiologicamente ridotto (ma ovviamente non è il range il problema).

E hai voglia a vendermelo come “il capitolo finale, tutta la storia dal punto di vista del Dottor X” e altre amenità varie. I testi, vogliamo parlare dei testi? I testi non spostano avanti di una virgola l’universo Mindcrime, limitandosi a fornire un altro punto di vista, e rischiando la blasfemia andando a toccare Mary e Nikky, seppur di striscio.
Vedete, il problema con queste operazioni è proprio di natura concettuale: Geoff Tate raschia il fondo del fondo del barile, cercando disperatamente un po’ di attenzione utilizzando un concept che è semplicemente perfetto, SE CI SI FERMA AL DISCO DEL 1988. Helloween docent e tanti altri sequuntur, la Storia non si tocca. Ma vi immaginate, che ne so, Roger Waters scrivere un The Wall – part 2??? (Oddio, conoscendo il personaggio non è che la cosa mi stupirebbe più di tanto...).

No, no, e ancora no. Riascolto l’album, seguo la storia, cerco del buono (l’esecuzione dei musicisti per esempio lo è, diamo a Cesare), ma continuo a ritornare al punto di partenza.
Nella lunga, infinita diatriba tra Queensryche e Tate, qui perdono tutti. I primi sono una band fortemente ridimensionata, che fa albums ma che sopravvive grazie ad un (bravissimo) cantante-clone. Dall’altra parte, abbiamo un uomo dall’Ego ipertrofico, convinto che tutto sia di sua proprietà, e cieco al fatto che, se certe cose sono esistite, è solo e soltanto merito di un’amalgama fatta dalle persone giuste al momento giusto. E di DeGarmo.

Insomma, facciamola breve: “Operation Mindcrime III” è un ultimo, imbarazzante tentativo di farsi notare, decisamente fuori tempo massimo, con un’operazione che potrei descrivere con una sola parola: NECROFILIA.

Che vergogna. Che imbarazzo. Che immane tristezza.




Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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