Questi musicisti provenienti da “Philly” mi hanno meravigliato, ve lo dico chiaramente.
Hanno inserito in questo nuovo capitolo della loro discografia prog metal, devastanti passaggi black metal, aperture fusion e chi più ne ha più ne metta in un concept album interessante a tema onirico.
Credetemi che se fossero altri sarebbe uscito un guazzabuglio di tante influenze che avrebbero solamente stordito e disorientato, come delle tessere di un puzzle complesso che non s’incastrano mai.
Invece qui tutto il contrario, però bisogna stare attenti bene all’ascolto, niente distrazioni please perché la carne al fuoco è tanta (in alcuni frangenti troppa ndr ) ma non ci si perde manco un secondo e si sente un profumo seventies e qualcosa degli
Emperor in sottofondo, e pensate che c’è persino il flauto di un ospite speciale come
Didier Malherbe dei
Gong, sarà un caso?
Perciò per chi volesse qualcosa di estremo, tecnico ma anche atmosferico, questo nuovo lavoro cade proprio a fagiolo, ben fatto guys.
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