Questo è e spero lo sia davvero l’ultimo lavoro ad opera degli svedesi, dopo la dolorosa perdita l’anno scorso del frontman e leader
Tomas “Tompa” Lindberg a causa di un cancro i nostri gli tributano omaggio pubblicando questo lavoro, ultimo registrato con lui al microfono prima della dipartita.
C’è una frattura però a livello qualitativo che separa la discografia della formazione scandinava, dove la freschezza e la voglia anche di sperimentare nel solco del death metal permeava questa parte fino allo scioglimento post “
Slaughter Of The Soul”, la seconda parte di carriera post reunion è fatta di prove zoppicanti, senza nerbo e poco convincenti.
Questo ottavo sigillo è all’insegna dell’usato sicuro, ovvero di sonorità senza sussulti nel solco dello swedish death creato a Gotheburg che la formazione ha contribuito a plasmare, a volte si ha l’impressione del “già sentito” soprattutto in certi riff di chitarra, album che si merita la sufficienza ma non ha fiammate che mi aspetterei dal quintetto seminale; il buon “
Tompa” si sente, si sforza dolorosamente di replicare il suo ruggito ma a causa della malattia che ce l’ha privato prematuramente si sente minato lo sforzo e si percepisce il pathos e l’orgoglio dell’uomo che vuole assolvere questa missione se vogliamo chiamarla.
Disco che non infiamma i cuori, guidato più col pilota automatico ma che tuttavia è un lavoro discreto, grazie per tutto.
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