Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:36 min.
Etichetta:Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group

Tracklist

  1. TOO LATE
  2. CAN’T GET ENOUGH
  3. IF I FALL
  4. GOOD ENOUGH
  5. WE LIVE AND DIE FOR ROCK ‘N ROLL
  6. NO ONE LIKE YOU
  7. TIME WE WON’T FORGET
  8. CARRY ON
  9. SAVE ME
  10. ONE HEART, ONE FIRE

Line up

  • Silvia Idoate: vocals
  • Jorge Olloqui: guitars
  • Carles Salse: guitars
  • David Zarzosa: bass
  • Javi Herrero: drums

Voto medio utenti

Con “Phoenix” gli spagnoli Xtasy compiono un bel passo in avanti nel loro percorso di crescita espressiva, consolidando il propizio rapporto di collaborazione con Erik Mårtensson (W.E.T., Eclipse, ...), uno dei grandi protagonisti, nelle vesti di musicista, autore e “regista” sonoro, dell’odierna scena dell’hard melodico.
Non so dire con precisione in quale misura l’ingresso in formazione di Javi Herrero (Zenobia) alla batteria e David Zarzosa al basso abbia contribuito fattivamente al risultato finale, ma ciò che oggi, rispetto al pur encomiabile passato (soprattutto quello più recente) è cambiato, è la coesione e l’organicità del suono, in lodevole equilibrio tra grinta e melodicità, il tutto condito da una significativa dose di “ruffianeria”, di un tipo adeguato ai gusti odierni degli estimatori del genere.
In un mercato di riferimento in cui l’approccio scandinavo alla materia è tra i più apprezzati, gli iberici riescono ad impossessarsene senza eccessi manieristici e, vista anche la conduzione vocale femminile e l’apporto di “Re Mida” Mårtensson, la scelta di definire la loro proposta musicale una sorta di Eclipse meets Issa appare meno “iperbolica” e semplicistica di quanto ci si possa aspettare.
Indipendentemente da ogni altra considerazione, il disco sviluppa un’istantanea empatia nei confronti di chi ama le configurazioni di melodic hard-rock molto adescante e ricco di impeto anthemico, in cui convivano felicemente la “storia” del settore e le sue propaggini più “moderne” e sinfoniche.
Il tutto raccordato con garbo, perspicacia e talento, pregi che emergono immediatamente durante l’ascolto di “Too late”, davvero efficace nella sua pulsante costruzione armonica, sublimata da un contagioso refrain.
Fin dall’avvincente opener è facile rilevare come la voce di Silvia Idoate abbia acquisito sicurezza e spigliatezza e ad ulteriore dimostrazione di tale considerazione arriva la poppeggianteCan’t get enough”, marchiata a fuoco anche dalle chitarre di Jorge Olloqui e Carles Salse, abili nel sostenere pure il clima catchy di “If I fall” e poi ad esibire tutta la loro cultura “ottantiana” nel fraseggio serrato e affilato di “Good enough” e “No one like you”, figlio legittimo di Jake E. Lee e George Lynch.
I brani, in realtà, si sviluppano lungo coordinate ancora una volta parecchio concilianti e accattivanti, ma la mistura funziona egregiamente, mentre qualche perplessità la desta “We live and die for rock ‘n roll”, un inno che farà faville dal vivo (magari in contesti tipo Eurovision Song Contest …) e tuttavia “eccede” un po’ nell’ostentazione di un mood Eclipse-esco.
Andiamo meglio con “Time we won’t forget”, in cui affiora più nitido un orientamento alla Isabell Øversveen, e se “Carry on” si spinge, senza brillare particolarmente, a solcare territori power / symphonic, “Save me” lambisce atmosfere gothic con innato buongusto, per poi lasciare a “One heart, one fire” l’incombenza di concludere la raccolta con un’altra melodia esuberante ed epidemica, che deve parecchio alle didattiche di Mr. Mårtensson.
Sagaci nel mantenere la loro spiccata “istantaneità” anche attraverso la durata dell’opera, agli “ispanici” Xtasy si può forse addebitare un’adesione pressoché totale al modello “vichingo”, ma ciò non toglie a “Phoenix” di collocarsi con decisione nelle zone nobili del rockrama melodico contemporaneo.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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