Copertina 7

Info

Anno di uscita:2025
Durata:69 min.
Etichetta:Bloos Records / Musica Tenebris

Tracklist

  1. MAKE ME A BIRD
  2. GALLOWS POLE
  3. WE'RE ALL PRIVATE PROPERTY
  4. JOHN THE REVELATOR
  5. IT'S ALL THAT SIMPLE
  6. GUILLOTINE SONG
  7. DIFFERENT PLACES
  8. GREENGRASS
  9. CUCKOO
  10. FOREST BLUES
  11. SONG FOR DYLAN
  12. LITTLE OMIE
  13. GOD BELOW

Line up

  • MG: vocals, guitar, cajon, percussion, keyboards, synths, harmonica, mandolin
  • PO: guitar
  • Rafal Przewlocki: guest on cigar box guitar, banjolele
  • Kamil Bienczak: guest on vocals
  • Blazej Grygiel: guest on bouzouki, bass, organetta

Voto medio utenti

Suonano come se fossero nati dalle parti della Georgia, dell’Alabama o del Tennessee e invece sono polacchi e la cultura musicale della “Vecchia America” devono averla studiata e (soprattutto) assimilata a fondo, tanto è credibile ed efficace la miscela di blues, folk e country che propongono in questo “Rivers of living water”.
Un abbraccio sonoro acustico, che sa essere pacato, solenne e tragico, evocando nella memoria una sorta di sagace cocktail tra Johnny Cash, l’Eddie Vedder di “Into the wild”, i Led Zeppelin più “bucolici” e Neil Young, dando origine ad una manciata di canzoni piuttosto suggestive, tra nenie degne di un navigato hobo e ballate eroiche e malinconiche.
Un recupero delle sacre radici della musica tradizionale americana che i Blues For Neighbors attuano senza “inventare” nulla di inedito, ma che appare fortemente penetrato in una sensibilità evidentemente spiccata, devota a un’espressione artistica ed emotiva troppo “autentica” e intensa per potersi estinguere nel tempo.
Un messaggio, insomma, che pur nella sua “convenzionalità”, nelle mani giuste riesce ad essere ancora coinvolgente ed evocativo, e per il quale, forse, ha poco senso tentare una specifica dissertazione sui singoli episodi (comprese alcune riuscite elaborazioni di traditional del settore) che lo compongono.
Tra i tanti gruppi “revivalisti” contemporanei, i Blues For Neighbors si segnalano, dunque, per attitudine e ispirazione, avvolgendo “Rivers of living water” in quell’atmosfera di arcaico, epico, drammatico e sonnolento universo a “stelle e strisce” che, a dispetto di ogni altra considerazione, conquista tuttora la nostra immaginazione.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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